Le reazioni

Angelo Renzetti: «Novoselskiy? Con l’Europa posso respirare»

Il presidente del Lugano si gode il terzo posto e aspetta novità sul fronte societario: «Io, se caso, sono pronto ad andare avanti da solo»

Angelo Renzetti: «Novoselskiy? Con l’Europa posso respirare»
Il presidente del Lugano Angelo Renzetti abbraccia il suo allenatore Fabio Celestini. (Foto Zocchetti)

Angelo Renzetti: «Novoselskiy? Con l’Europa posso respirare»

Il presidente del Lugano Angelo Renzetti abbraccia il suo allenatore Fabio Celestini. (Foto Zocchetti)

LUGANO – L’entusiasmo, nella pancia di Cornaredo, è ai massimi storici. I tifosi premono per entrare negli spogliatoi, mentre giocatori e staff tecnico – quasi increduli – si abbracciano. Il presidente Angelo Renzetti si gode il momento. Ha le lacrime agli occhi. «Non me lo sarei mai aspettato un finale del genere» afferma il numero uno bianconero, visibilmente provato dopo i 90 minuti contro il Grasshopper ma felicissimo per l’obiettivo centrato. Il patron, nei gironi di Europa League, ci aveva sempre creduto. Anche quando le cose andavano male. «Ma adesso non dovete dirmi che avevo ragione» prosegue sorridendo. «Vivo il calcio con passione, da presidente insomma. Specialmente a livello di spogliatoio. Sono fatto così. È evidente, poi, che uno può anche sbagliare. E te la prendi. Non posso essere distaccato. Detto ciò, credo che questo terzo posto al di là di come è arrivato ce lo siamo meritato».

L’Europa, presidente, significa anche milioni e milioni di euro. Una bella boccata d’ossigeno per un club come il Lugano, vero?

«Beh, la prima cosa che faremo sarà andare in banca e riscuotere (ride, ndr). Gli introiti dell’Europa League ci daranno la tranquillità necessaria per affrontare la prossima stagione. E di farla bene, direi alla grande».

Celestini ha appena firmato un biennale: si andrà avanti ancora con Giovanni Manna quale direttore sportivo e Angelo Renzetti alla testa del club?

«Mah, Giovanni non mi ha fatto sapere nulla per cui presumo resterà con noi. Chissà, forse farà sia la Juventus sia il Lugano (ride ancora, ndr). Con Celestini abbiamo trovato l’intesa per un biennale e siamo tutti contenti. L’Europa League ci permette di confermare il budget dell’annata 2019-20: era fondamentale. Questo successo, ad ogni modo, stimolerà tutti a restare e a migliorare ulteriormente».

Arrivare una volta in Europa League può essere un caso, riuscirci due volte in tre anni è frutto di una precisa programmazione. O no?

«Sì, è un pensiero che condivido».

Resta aperto il discorso legato all’eventuale passaggio di proprietà. Leonid Novoselskiy prenderà la maggioranza della Football Club Lugano SA?

«C’è ancora una settimana di tempo. Leonid può far valere questa famosa opzione oppure no. Vedremo. Io ad ogni modo sono tranquillo. O abdico e incasso i soldi della cessione, oppure vado avanti. Gli introiti dell’Europa League mi danno un certo agio. Potrei affrontare l’annata che verrà e, con calma, eventualmente cercare nuovi partner».

Dica la verità: in cuor suo, crede che Novoselskiy troverà i fondi necessari per rilevare il Lugano o, all’ultimo, si farà da parte?

«Leo sta cercando dei partner. Viaggia a livelli altissimi, cui noi non possiamo arrivare. Non ho idea se i soldi ci siano o non ci siano. È qualcosa al di fuori della mia portata. Trovo un po’ strano, ad ogni modo, che ad una settimana dal traguardo non ci sia nulla di definitivo. Devo stare in guardia. Questo exploit in campionato, come detto, mi dà un certo agio. Se non avessimo chiuso al terzo posto i parametri sarebbero stati diversi e avrei avuto molta più ansia».

Dove giocherà il Lugano l’Europa League? È stata presa una decisione definitiva?

«Siamo in ballo fra Berna e Lucerna».

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