Atleti, abusi e allarmi

Sport e società

Swiss Olympic ha presentato il nuovo sistema nazionale per la segnalazione di soprusi nel mondo dello sport - La piattaforma, indipendente, sarà disponibile dal 2022: se ne occuperà, con un dipartimento ad hoc, Antidoping Svizzera - Fabien Ohl: «Per troppo tempo, e a torto, l’universo sportivo è stato considerato solamente come un veicolo educativo»

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©Shutterstock

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«Dovremo superare i nostri limiti». La frase, in ambito sportivo, è tra le più abusate. Prima di una partita, una corsa, una discesa. O, detta dai singoli atleti, alla vigilia di un appuntamento importante. Per il quale si è magari lavorato un anno intero. Perché no, subendo la pressione dei media e - peggio ancora - quella asfissiante di allenatori e genitori. Fino a scoppiare. A non farcela più. Accorgendosi troppo tardi che il limite, quello fisico o psicologico, era stato superato da tempo. Poi sono arrivati il 2020. E il 2021. Segnati non solo dalla pandemia, ma - sulla scia del movimento #MeToo - da diverse grida d’allarme. Ai quali finalmente si è prestato ascolto. In Svizzera, ad esempio, è stato scoperchiato il cosiddetto «inferno delle ginnaste». Quello vissuto al centro di Macolin...

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