Camathias: "Vi spiego la magia di Le Mans"

Sabato, alle tre del pomeriggio, come da tradizione, scatta la 24 Ore: in lizza anche Fernando Alonso - Intervista a chi la gara la conosce bene

Camathias: "Vi spiego la magia di Le Mans"
Camathias, qui a Le Mans nel 2016.

Camathias: "Vi spiego la magia di Le Mans"

Camathias, qui a Le Mans nel 2016.

LE MANS - Sabato, alle tre del pomeriggio, come da tradizione, scatta la 24 Ore di Le Mans, la gara endurance più prestigiosa al mondo, se non addirittura la 'madre' di tutte le corse automobilistiche, per i puristi. Una 86esima edizione, questa, che dovrà sfornare qualcosa di epico o di clamoroso (e in materia, Le Mans non è mai stata avara) per mantenere vivo il mito e far gioire i trecentomila spettatori, visto che non sono tempi di vacche grasse per l'endurance. Il ritiro di Audi e Porsche ha svuotato di contenuti sportivi sia la gara che il Mondiale, il WEC, ora articolato su un biennio per potersi reinventare. Nella categoria regina dei prototipi Lmp1, l'unica casa ufficiale rimasta è la Toyota, con la TS050 Hybrid, che tenta di vincere da un decennio. Se non dovesse farcela nemmeno contro sé stessa, sarebbe una figuraccia... A gioire potrebbe essere allora una vettura privata, come le elvetiche Rebellion. Con la compagine nipponica, anche Fernando Alonso, la star della F.1 che si consola delle disavventure con la McLaren nei GP andando a caccia di successi nelle altre gare storiche: Indianapolis lo scorso anno, Le Mans ora. Lo spagnolo lo fa con vera passione, e ritroverà un'altro ex-campione di F.1, Jenson Button, in gara con una Smp, ma pensando più ad ammazzare la noia e al conto in banca...La gara sarà seguita con grande interesse, benchè ... da casa, dal luganese Joel Camathias, l'ultimo dei nostri piloti di rilievo ad averla disputata e terminata, nel 2016 e nel 2012. Purtroppo, Joel è in un annata d'inattività forzata, dopo l'incidente nei test invernali che ha vanificato la possibilità di continuare a correre nelle categorie endurance di vertice. "La prendo sportivamente, è un'annata per rigenerarsi e tornare più forte", dice lui che con Le Mans ha un rapporto passionale: "Parteciparvi è in sè un grandissimo traguardo, per un pilota appassionato soprattutto di GT e di gare di durata, è davvero il massimo, qualcosa che segna una carriera e di cui puoi andare fiero. Un evento unico, che dura una settimana, e un'atmosfera magica, con i suoi riti e tanti momenti di incontro con la folla, davvero oceanica, che ti acclama, ti saluta, ti incoraggia, ti chiede autografi. E riconosce tutti, anche chi non è un campione affermato, facendoti sentire un protagonista."Le Mans sempre imprevedibile e mai scontata, esigente e arcigna, che può dare e togliere in un momento: "Nel 2016, ho vissuto di tutto. La Porsche che non andava per niente in prova, poi la decisione del team di cambiare il telaio venerdì sera, facendone arrivare uno nuovo da Stoccarda e lavorando tutta la notte. Miracolo: in gara andiamo forte, faccio persino un turno in testa fra le GT, una sensazione indicibile, poi un guaio al motore, due lunghe riparazioni ma riusciamo a vedere il traguardo. Tribolato anche l'esordio nel 2012, con team e ambizioni più modesti, ma fila tutto liscio e a due ore dalla fine siamo nel top-5, quando eecco che si rompe il cambio, addio al bel risultato, ancora un tour de force per i meccanici per riparare, e nonostante la stanchezza e la delusione, ce la facciamo a concludere la gara. Sono soddisfazioni miste al rimpianto, non c'è un'altra gara che possa darti un'altalena di emozioni così forti..." Eh già, perchè come dicono saggiamente da quelle parti, "Le Mans c'est Le Mans..."Alfredo Filippone

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