Formula 1, il futuro è adesso

VELOCITÀ

Anche se Lewis Hamilton non ha ancora alzato bandiera bianca, e mai fino all’ultimo lo farà, bisogna riconoscere che da Max Verstappen in giù preme una generazione di giovani piloti promettenti, ambiziosi, e già capaci di vincere

Formula 1, il futuro è adesso
© KEYSTONE

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Quando Ayrton Senna si rese conto che il suo regno stava tramontando a opera di un incursore chiamato Michael Schumacher, non la prese affatto bene. Per giunta Schumacher aveva una fretta incontenibile di successo e tra i due finì a botte, durante un test sulla pista di Hockenheim. Poi ci fu la pace a beneficio delle telecamere, ma Ayrton e Michael rimasero per sempre divisi da un profondo astio.

La loro rivalità, il giovane che vuole detronizzare il vecchio, è un tema antico che si ripropone oggi in F.1. Senna aveva già conquistato tre titoli mondiali, Schumi si stava facendo largo con qualità fuori dal comune che il campione brasiliano aveva subito percepito, perché chi sta al vertice di qualsiasi sport intuisce prima di ogni altro chi lo scalzerà. Ci furono screzi in pista, accuse di Ayrton a Michael di vincere con una macchina (la Benetton) irregolare. E alla fine Senna entrò in un circolo vizioso simile alla depressione, perché ebbe la consapevolezza che stava per sfuggirgli di mano lo scettro del migliore. Era complicato, mistico a modo suo, Senna. Interiorizzava, al contrario di Schumacher che, più giovane di nove anni, pensava solo alle corse e aveva la mente sgombra, priva di sovrastrutture.

Basi politicamente corrette

Oggi vediamo lo stesso film, ma su basi politicamente corrette. Max Verstappen, educato esclusivamente a fare il pilota, ha vinto quattro degli ultimi cinque gran premi e sta volando verso il mondiale, a discapito del «re» Lewis Hamilton che continua a puntare all’ottavo titolo. Tra loro non c’è l’acredine che divideva Senna e Schumacher, il passaggio di consegne sta avvenendo in maniera dolce (sinora), tra fair play ostentato e parole di convenienza reciproca. L’uno esalta l’altro sapendo che indirettamente esalta se stesso. Verstappen ha 23 anni, Hamilton 36 e ha appena rinnovato con la Mercedes per altre due stagioni, con un compenso complessivo di 92 milioni di euro. È chiaro che il futuro sia più di Max che di Lewis, anche se Hamilton resiste alla grande, non molla, con una Mercedes che al momento è meno rapida della Red Bull. E questo lo demoralizza e mette in discussione le sue certezze.

Gli altri

Ma il nuovo avanza e nulla può fermarlo. Dice Toto Wolff, responsabile della Mercedes: «Ci sono tanti giovani bravissimi, sono le stelle di un domani che è già qui». Il primo della lista a cui si riferisce Wolff è George Russell, lungagnone britannico di 23 anni che corre con la Williams e nel 2020 ha gareggiato in Bahrain con la Mercedes lasciata libera da Hamilton (COVID) e stava dominando, sin quando al pit stop i meccanici pasticciarono. Figlio di proprietari terrieri, belle maniere, guida pulita, Russell dovrebbe prendere il posto, nel 2022, di Valtteri Bottas (31 anni), troppo lento.

Al momento, però, l’Inghilterra punta tutto su un altro giovane che sta disputando un campionato eccezionale con la McLaren, Ian Norris, 21 anni, un peperino simpatico ed educato che al pari di Verstappen ha sempre vissuto nel mondo delle corse insieme col padre Adam, facoltoso finanziere col sogno interrotto di diventare pilota. Proprio per questo Norris ha avuto aiuti e vita facile, ma la reputazione e il rispetto se li è guadagnati sul campo. E che dire di Pierre Gasly, francese di 25 anni, vincitore a sorpresa dell’ultimo GP d’Italia a Monza con l’Alpha Tauri, monoposto costruita a Faenza con i soldi della Red Bull? Ragazzo riservato, allergico alla lingua italiana anche se vive in Italia da anni (sta a Milano), è veloce, tenace e non butta via niente. Poi c’è la Ferrari di Leclerc (23 anni) e Sainz (26), due piloti esplosivi cui manca solo la macchina per vincere, ma entrambi possiedono qualità di altissimo livello. Charles, monegasco, figlio di una parrucchiera, ha l’aggressività e il controllo di guida dei grandi. Carlos, figlio dell’altro Carlos iridato dei rally e vincitore di Dakar, più misurato in corsa, con un senso tattico che ricorda quello di Niki Lauda. Il più giovane delle stelle annunciate è giapponese, si chiama Yuki Tsunoda e ha 21 anni. Al suo primo anno di F.1 con l’Alpha Tauri, ha mostrato una guida funambolica e una preoccupante dose di arroganza che gli sta costando parecchie amicizie.

Il tramonto

A fronte di questa ondata di gioventù veloce, che ha cominciato a correre coi kart a meno di 10 anni di età, c’è una generazione che sta per tramontare. L’iceberg è Sebastian Vettel, quattro titoli mondiali, passato alla Aston Martin dalla Ferrari. A 34 anni ha ancora qualche sprazzo, ma non la consistenza. Così come Kimi Raikkonen, 41 anni, che in Sauber arranca parecchio e fatica col compagno Giovinazzi. O Ricciardo, 32 anni, che in McLaren è stato ridimensionato da Norris. Solo Fernando Alonso (40 anni) tiene alta la vecchia guarda con performance di rilievo: quanto durerà?

Il presente, che è già futuro, è il volto sorridente di Verstappen che abbraccia Kelly, la fidanzata, figlia di Silvia Tamsma e Nelson Piquet. La fascinosa Silvia, olandese, portò fortuna a Nelson negli anni dei titoli mondiali. Anche Kelly diventerà il talismano di Max? Di madre in figlia: sarebbe una bellissima, quanto unica, coincidenza.

Ma questo sarà comunque il mondiale più lungo della storia

Adesso il vantaggio di Max Verstappen è salito a 32 lunghezze, ovvero potrebbe anche ritirarsi una volta senza tuttavia perdere la leadership del mondiale. Giochi chiusi, quindi? No, per niente, in quanto quello in corso sarà il Mondiale più lungo della storia: si sono disputati 9 gran premi, ne mancano 14 alla conclusione a metà dicembre negli Emirati. Ma intanto, nell’assurdità di due gare di fila, a sette giorni l’una dall’altra, sullo stesso circuito di Zeltweg, in Austria, Verstappen e la Red Bull motorizzata Honda hanno trionfato di nuovo, mettendo alle corde la Mercedes. Hamilton le ha provate tutte e, con un azzardo di troppo, ha rovinato il fondo della vettura su un cordolo, arretrando dal 2. al 4. posto. Bottas si è piazzato secondo con l’altra Mercedes, ma era fuori dai giochi. Benissimo invece Ian Norris, 3. con la McLaren: un talento che non ha più bisogno di conferme.

La prospettiva

Tra due domeniche si corre a Silverstone dove ci sarà la novità del mini-gran premio sabato. Poi il 1. agosto ci sarà il GP d’Ungheria. O la Mercedes si rimette subito in carreggiata con le novità in arrivo, oppure nessuno potrà più fermare la Red Bull, che è la vettura più stabile in curva e la più veloce di tutte in rettilineo.

E la Ferrari? Arranca, in questa estate torrida. Sainz (5.) dice che va forte in curva ma non sul dritto, Leclerc (6.) commenta che c’è tantissimo da fare, Mattia Binotto precisa che gli obiettivi veri sono rivolti al 2022. Discorsi già sentiti, distacchi sempre a cavallo del minuto. Troppo. A Zeltweg era presente il numero 1 di Torino e di Maranello, John Elkann, il quale ha una spiccata simpatia per il calcio: forse una bella campagna acquisti (di tecnici) anche in Formula 1 – e non solo nell’ambito della travagliata Juventus – non farebbe male. O no?

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