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I Marquez ancora primattori

Marc si conferma nella classe regina, Alex conquista il primo successo al Sachensring - Lüthi perde la leadership nelle Moto2

I Marquez ancora primattori
La gioia di Marc Marquez, che ha festeggiato il suo decimo successo di fila sul circuito del Sachsenring. (Foto Keystone)

I Marquez ancora primattori

La gioia di Marc Marquez, che ha festeggiato il suo decimo successo di fila sul circuito del Sachsenring. (Foto Keystone)

I Marquez ancora primattori
Il pilota spagnolo impegnato nel giro d’onore sul circuito tedesco. (Foto Keystone)

I Marquez ancora primattori

Il pilota spagnolo impegnato nel giro d’onore sul circuito tedesco. (Foto Keystone)

SACHSENRING - Marc Marquez (Honda) ha tagliato il traguardo a braccia conserte. Poteva permetterselo: aveva quattro secondi e mezzo di vantaggio sul secondo, Maverick Viñales (Yamaha). Però non le ha incrociate solo perché poteva, ma soprattutto perché voleva: il successo ottenuto ieri sul tortuoso circuito del Sachsenring è stato per Marc il decimo consecutivo (tra 125, Moto2, MotoGP) sul tracciato tedesco, e ottenuto scattando sempre dalla pole position. Ha così uguagliato il record di Gran Premi vinti di seguito nella massima categoria (sette, per Marc) in un solo circuito, affiancando Valentino Rossi (che è riuscito nell’impresa al Mugello). Incrociare le braccia, come certi campionissimi del calcio, è stato il primo gesto messo in atto per sottolineare l’impresa mentre ancora la moto andava. Più tardi, è stato un esplodere di festeggiamenti.

«Strategia perfetta – ha dichiarato poi – Il progetto era affrontare la prima curva in testa a tutti, quindi riscaldare la gomma anteriore per un paio di giri, successivamente spingere a tutta. Una volta che il vantaggio sugli inseguitori ha raggiunto i tre secondi, ho risparmiato le gomme. Congratulazioni a mio fratello Alex, che ha vinto la gara di Moto2. Vincere assieme è più bello».

Un circuito di famiglia

In effetti, il Sachsenring potrebbe diventare il circuito di famiglia, per i Marquez. A differenza di Marc, che qui dal 2010 non ha mai perso, Alex su quest’asfalto non aveva mai vinto. Ci è riuscito ieri, mettendo a segno il quarto successo della stagione e riprendendo il comando della classifica generale, sottraendolo allo svizzero Tom Lüthi, che lo insegue con otto punti di distacco.

In qualificazione, mentre Marquez junior conquistava la pole, Tom doveva accontentarsi di un dodicesimo posto: la peggiore performance della stagione. Il weekend non prometteva bene, ma il passo gara lasciava sperare qualcosa di più, per domenica. E così è stato; il risultato finale avrebbe potuto anche essere migliore, ma al settimo giro Lüthi è entrato in collisione con Xavi Vierge. Lo spagnolo è caduto, lo svizzero è rimasto in piedi ma, dopo poche tornate, la direzione gara gli ha segnalato l’obbligo di scontare un «long lap» (giro lungo) di penalità. Consiste nel percorrere un tracciato alternativo, parallelo ad una curva, che costringe a perdere un paio di secondi circa. «Mi sono scusato con Vierge, dopo la gara. Eravamo tutti e due troppo veloci; un incidente di gara. Ed ho scontato la mia penalità, che mi ha fatto perdere la posizione ed il contato con il gruppo davanti».

Però l’occasione di un miglior risultato Tom l’ha mancata non in quel momento, ma nei primi giri: «Ero veloce ma sono rimasto bloccato nella bagarre. È un vero peccato non essere riuscito allora a ridurre il gap con il gruppo di testa. Mi è costato il podio. Marquez? Fortissimo, oggi. Ma da qui alla fine del campionato la strada è ancora lunga».

Tornando alla MotoGP: con 58 punti di vantaggio, Marc Marquez vanta più di due Gran Premi di margine sul primo degli inseguitori. Stagione chiusa? Mai dire mai, ma alzi la mano chi pensa che non lo sia.

In Moto3 successo per l’italiano Lorenzo dalla Porta.

Alla viglia del GP una gloria svizzera, Stefan Dörflinger, è stato introdotto alla Hall of Fame del motociclismo. Ha vinto 4 titoli mondiali (2 nella classe 50cc, 2 nella classe 80cc) nel 1982-1983 e 1984-1985. «È uno dei piloti che hanno contribuito a creare la leggenda di questo sport»: così lo ha descritto Carmelo Ezpeleta, presidente della Dorna, la società che gestisce il Motomondiale.

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