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I Marquez primattori a Le Mans

Nelle Moto2 Thomas Lüthi chiude al sesto posto ma nella generale si avvicina al leader Baldassarri

I Marquez primattori a Le Mans
Lo spagnolo Marc Marquez, vincitore nelle MotoGP. (Foto Keystone)

I Marquez primattori a Le Mans

Lo spagnolo Marc Marquez, vincitore nelle MotoGP. (Foto Keystone)

LE MANS - A parte qualche cambio di leadership tra Marc Marquez (Honda) e Jack Miller (Ducati) nel primo terzo di gara, Marc ha mantenuto il comando del Gran Premio incrementato lentamente ma costantemente il vantaggio fino a raccogliere quei pochi secondi che gli hanno permesso di tagliare il traguardo finale senza patemi. Aggiungiamo i sorpassi tra Andrea Dovizioso (Ducati) e Danilo Petrucci (idem), risolti a favore di Andrea, classificatosi secondo davanti a Danilo, terzo. In più, la rimonta di Fabio Quartararo (Yamaha). E la tenacia di Valentino Rossi (Yamaha), che con intuito e coraggio in qualificazione ha conquistato un posto in seconda fila. Però si è trattato di un Gran Premio senza grandi colpi di scena. Una gara di valore, ma conclusasi più confermando i rapporti di forza che a scombinandoli. La Honda e Marc Marquez si adattano così bene l’una all’altro che sembra quasi di rivivere l’epopea di Ducati e Casey Stoner, quando sembrava che quello tra la moto ed il pilota fosse un rapporto esclusivo. Marc Marquez, al comando della classifica generale: «Oggi ho puntato sulla solidità dell’azione. Quando ho constatato che il mio vantaggio aumentava, ho spinto un po’ di più, fino ad arrivare ad un gap di due secondi». Con il successo ottenuto ieri, Honda ha portato a 300 le proprie vittorie nella categoria maggiore. La prima è stata ottenuta con Jim Redman, ad Hockenheim , nel 1966.

La Yamaha ha difettato un po’ in accelerazione ed forse in velocità massima. Valentino Rossi: «Speravo nel podio. Gli avversari di testa erano più veloci di noi in uscita di curva, ma in altre parti ero forte. Nella fase terminale stavo bene; riuscivo a mantenere il passo di Dovizioso e Petrucci. Ho anche sperato di essere in grado di attaccare Miller. Per riuscirci, avrei dovuto essere un po’ più veloce».

La Ducati, seconda con Dovizioso anche in classifica generale piloti, è al comando in quella per team e, al Mugello, dove ha prevalso nei due anni passati, avrà modo di misurare se il poco che la separa da Honda/Marquez dipende dai circuiti sui quali si corre.

«Dobbiamo restare concentrati e cercare di migliorare ancora se vogliamo lottare fino alla fine con Marc» ha dichiarato Dovizioso. «Non sono riuscito a tenere il suo passo fino al traguardo perché la gomma posteriore è calata troppo».

In Moto 2, Tom Lüthi ha ridotto il distacco da Lorenzo Baldassarri, leader della classifica generale, da 17 a 7 punti. Avrebbe potuto portarsi al comando: nei primi giri, una caduta ha tolto di classifica proprio Baldassarri. Vincendo, Tom, alla vigilia di Le Mans secondo alle spalle di Lorenzo, si sarebbe arrampicato al primo posto. E sembrava possibile: al via è scattato benissimo ma nel prosieguo ha perso posizioni, scivolando a poco a poco fino al sesto posto. «Speravo di ottenere parecchio di più dalla gara: scattavo dalla prima fila e sono partito molto bene. Però mi sono trovato al limite più che in altre gare; ho cercato di adattarmi, ma ad un certo punto sono stato inghiottito dal gruppo. Il sesto posto è importante per laclassifica ma voglio di più, soprattutto quando pasrto davanti».

In Moto3, dopo la splendida prova di Jerez, quindici giorni or sono (primo Antonelli, secondo Suzuki) i due piloti di SIC58 a Le Mans sono finiti entrambi a terra, in due distinti momenti, e quando erano in condizione di giocarsi podio e vittoria. Il successo è andato allo scozzese John McPhee, scattato dalla pole. È la seconda vittoria, per lui. La prima risaliva al 2016, in Repubblica Ceca.

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