Il pugno di Lewis Hamilton e il disastro delle Ferrari

Formula 1

Il britannico si aggiudica il secondo GP sul circuito di Spielberg - «È un’annata bizzarra, è stato bello potersi esprimere a questo livello», ha affermato il vincitore

Il pugno di Lewis Hamilton e il disastro delle Ferrari
©AP/Mark Thompson

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©Getty Images/Bryn Lennon

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Lewis Hamilton re di Stiria, e la Mercedes torna a dominare con la prima doppietta di stagione. Il britannico sei volte campione del mondo ha trionfato nel secondo Gran Premio stagionale, sul circuito di Spielberg in Austria dove solo una settimana fa aveva «deluso» le aspettative con un quarto posto. Immediato il riscatto, con una corsa condotta dall’inizio alla fine, confermandosi anche per quest’anno l’uomo da battere, anzi l’uomo che fa una corsa a sé.

I rivali l’hanno visto andare in testa al primo giro e poi l’hanno rivisto al traguardo per la premiazione. Secondo posto per il compagno di scuderia Valtteri Bottas, poi le due Red Bull di Max Verstappen e Alexander Albon. Quindi Lando Norris (McLaren), Sergio Perez (Racing Point) e Lance Stroll (Racing Point).

Sul podio Hamilton alza il pugno chiuso, il suo gesto contro il razzismo, poi ringrazia il suo team. «È un’annata bizzarra, bello tornare qui e potersi esprimere a questo livello» dice. «Abbiamo tenuto la macchina in strada evitando i cordoli. Sono grato di essere tornato a vincere, mi sembra sia passato tantissimo dall’ultima volta anche se è stato solo un anno fa».

©Getty Images/Bryn Lennon
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È stata una gara noiosa, nel senso che già dopo un giro si è capito come sarebbe finita. Con il pilota britannico subito in fuga e gli altri dietro ad accapigliarsi per le posizioni d’onore. Per un po’ ha tenuto testa Verstappen, a lungo secondo, ma alla fine anche lui ha ceduto la piazza d’onore a Bottas.

L’unica emozione della corsa l’hanno fornita, loro malgrado, le Ferrari di Vettel e Leclerc venute a contatto, per colpa di quest’ultimo, appena un chilometro dopo la partenza. Un lampo, perché le due rosse sono andate subito fuori.

Hamilton è il numero uno in assoluto. Sabato nelle qualifiche sotto la pioggia battente e con la pista assai insidiosa aveva rifilato ritardi pazzeschi a tutti. Domenica, in gara, sotto il sole e con la pista asciutta ha fatto altrettanto. Non ci sono più aggettivi per lui, che con questa gara ha portato a casa l’85. vittoria in carriera (a sole 6 dal record di Michael Schumacher) e il 152. podio (-3 da «Schumi»).

Per le rosse è già finita?

E la Ferrari? Appena cominciata e già finita. Come la corsa delle due rosse in Stiria, anche sulla stagione della Rossa c’è già una pesante ipoteca. Il team principal Mattia Binotto non nasconde i problemi. Dal canto suo, Leclerc ammette l’errore: «Ho chiesto scusa a Vettel. Sono deluso di me, non sono stato assolutamente bravo, devo essere onesto. C’era l’opportunità di fare bene. È tutta colpa mia, mi prendo la responsabilità, mi spiace per il team che ha lavorato tanto per gli aggiornamenti. Avevo tanta voglia di far bene, forse troppa voglia di far bene. Avrei dovuto pensare di più al momento del sorpasso, era Seb, il mio compagno di squadra. È tutta colpa mia». Amareggiato e laconico il tedesco: «Ero in lotta con altre macchine, poi è arrivato Charles. Non sarebbe dovuto succedere. Era un bonus poter correre qui due gare di fila e l’abbiamo sprecato. La macchina dava buone sensazioni, peccato».

Disastro completo dunque per le rosse. È il giorno più buio della Ferrari e il Mondiale è da rivedere. Il distacco dalle Mercedes è notevole, anzi sembra maggiore di quello immaginato alla vigilia del via di questa anomala stagione. Nelle scorse settimane il team principal Mattia Binotto aveva messo le mani avanti, la vera Ferrari si vedrà solo al terzo GP in Ungheria. Ribadisce: «Non è una situazione banale, la prima cosa da fare è capire l’origine del problema».

Non è andata male solo sul piano tecnico, anche la gestione dei piloti suggerisce tante domande. C’è tensione nel team, con Vettel al suo ultimo anno in Ferrari e visibilmente deluso per il mancato rinnovo del contratto, e il giovane Leclerc che scalpita per crescere, forse troppo, mentre gli occhi di tutti sono sul 2021 quando a arriverà Carlos Sainz, ingaggiato con enorme anticipo.

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