Joël Camathias: «Che bel weekend e che stagione»

Automobilismo

Il pilota luganese ripercorre l’annata appena conclusasi e getta uno sguardo sulla prossima: «Sto già seminando nella speranza di raccogliere, la voglia di correre c’è ancora»

Joël Camathias: «Che bel weekend e che stagione»
Joël Camathias in gara a Monza. © Joël Camathias

Joël Camathias: «Che bel weekend e che stagione»

Joël Camathias in gara a Monza. © Joël Camathias

Finale con il botto, nel senso di vittoria. La stagione di Joël Camathias si è chiusa con un primo e un quinto posto. A Monza. La «sua» Monza. Di più, il ticinese e il suo compagno di squadra Giuseppe Ghezzi si sono classificati al terzo posto nel campionato italiano GT, classe GT4.

«È stato un bel weekend» conferma il pilota ticinese, questa stagione al volante di una Porsche 718 Cayman GT4 dell’Autorlando Sport. «Sono andato forte, sì. D’altronde l’ho sempre detto. Ho 38 anni, ma finché corro voglio andare a tutta».

Un mondo differente

Camathias era impegnato in una categoria, diciamo così, nuova. Per lui ma non solo. «È un po’ il futuro» racconta. «Ci sono macchine forse meno performanti, ma l’accesso alle corse è aperto anche a piloti meno esperti. Rispetto ai miei esordi, beh, questo mondo è cambiato parecchio. Vi basti pensare che quando iniziai c’era il cambio ad H. Adesso, non c’è grande differenza fra un buon simulatore e quello che poi trovi in pista».

Ma torniamo alla stagione appena conclusasi. «È stata una buona annata» conferma Joël. «Due vittorie, a Imola e ora a Monza. Tanti podi. Ed eravamo in lotta fino all’ultimo per il campionato». La nascita del primogenito Romeo León, va da sé, ha cambiato i piani del pilota. In positivo si intende. «Le priorità in un certo senso erano già cambiate, ma ora con la nascita del piccolo è chiaro che gli orizzonti sono diversi. La voglia di correre, quella, c’è ancora e ci sarà sempre. È una cosa che vedevo anche in mio padre. Ti resta nel sangue. La mia fortuna, diciamo, è che ci sono campionati con poche gare: fare il pilota e il papà è possibile».

Obiettivi internazionali

Nel futuro di Joël ci sarà tanto asfalto, dunque. «Non è facile trovare spazio, all’inizio ero un po’ scettico sulla categoria ma ritengo che questa stagione sia stata un buon compromesso. Un domani, è chiaro, vorrei correre di nuovo in un contesto internazionale. Lo dico pensando al mio vissuto e con tutto il rispetto per quanto ho appena fatto nel campionato italiano».

Perché ciò accada, però, è necessario che molti tasselli vadano al posto giusto. «Ora è il momento della semina, con la speranza ovviamente di poter raccogliere al più presto».

La complicità con il compagno

Nella Formula 1 siamo oramai abituati alla concorrenza fra compagni di team. Nel mondo di Camathias, invece, le cose sono molto diverse. «Da noi la complicità è tutto. Con il tuo compagno sviluppi strategie, messe a punto e, soprattutto, condividi l’abitacolo. Ci vuole una certa omogeneità, sennò il risultato non arriva».

Vita da papà

Ora, per Camathias, è tempo di tornare agli affetti famigliari. «Sono sorpreso» conclude divertito. «Non me lo sarei mai aspettato, ma fra pannolini e cambi vari me la cavo davvero bene».

Il piccolo Romeo, nel fine settimana, era presente con la mamma a Monza per tifare il suo papà-eroe. L’aveva detto, Joël: essere genitore e pilota è possibile.

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