Rally

Per Ivan Ballinari festa doppia, anzi tripla

Il pilota malcantonese insieme a Giusva Pagani ha vinto anche la seconda gara del campionato svizzero

Per Ivan Ballinari festa doppia, anzi tripla
Il navigatore Giusva Pagani e il pilota Ivan Ballinari esultano dopo essersi aggiudicati il Critérium Jurassien. (Foto Kaufmann)

Per Ivan Ballinari festa doppia, anzi tripla

Il navigatore Giusva Pagani e il pilota Ivan Ballinari esultano dopo essersi aggiudicati il Critérium Jurassien. (Foto Kaufmann)

Per Ivan Ballinari festa doppia, anzi tripla
La Skoda Fabia R5 dell’equipaggio Ballinari-Pagani in versione diurna. (Foto Carnal)

Per Ivan Ballinari festa doppia, anzi tripla

La Skoda Fabia R5 dell’equipaggio Ballinari-Pagani in versione diurna. (Foto Carnal)

Per Ivan Ballinari festa doppia, anzi tripla
E con la fanaleria necessaria per gareggiare di notte. (Foto Carnal)

Per Ivan Ballinari festa doppia, anzi tripla

E con la fanaleria necessaria per gareggiare di notte. (Foto Carnal)

Per Ivan Ballinari festa doppia, anzi tripla
Ed ecco la Skoda Fabia R5 del duo Ballinari-Pagani in notturna sulle strade giurassiane. (Foto Keystone)

Per Ivan Ballinari festa doppia, anzi tripla

Ed ecco la Skoda Fabia R5 del duo Ballinari-Pagani in notturna sulle strade giurassiane. (Foto Keystone)

Per Ivan Ballinari festa doppia, anzi tripla
Da sinistra, Giusva Pagani e Ivan Ballinari insieme a Michael Burri e al suo navigatore Anderson Levratti, secondi classificati nel Giura. (Foto Kaufmann)

Per Ivan Ballinari festa doppia, anzi tripla

Da sinistra, Giusva Pagani e Ivan Ballinari insieme a Michael Burri e al suo navigatore Anderson Levratti, secondi classificati nel Giura. (Foto Kaufmann)

Per Ivan Ballinari festa doppia, anzi tripla
Un sorridente Ivan Ballinari nel suo ufficio alla sede Amag di Breganzona. (Foto CdT)

Per Ivan Ballinari festa doppia, anzi tripla

Un sorridente Ivan Ballinari nel suo ufficio alla sede Amag di Breganzona. (Foto CdT)

Per Ivan Ballinari festa doppia, anzi tripla
Torniamo alla gara nel Giura: qui ecco in azione Michael Burri e Levratti. (Foto Kaufmann)

Per Ivan Ballinari festa doppia, anzi tripla

Torniamo alla gara nel Giura: qui ecco in azione Michael Burri e Levratti. (Foto Kaufmann)

Per Ivan Ballinari festa doppia, anzi tripla
Steeves Schneeberger e Quentin Marchand da parte loro hanno chiuso al terzo posto. (Foto Kaufmann)

Per Ivan Ballinari festa doppia, anzi tripla

Steeves Schneeberger e Quentin Marchand da parte loro hanno chiuso al terzo posto. (Foto Kaufmann)

LUGANO - Lo incontriamo nel suo ufficio al centro Amag del quartiere luganese di Breganzona, dove è responsabile del settore post-vendita. E subito, mentre ci salutiamo stringendoci la mano, si lascia andare a un bel sorriso, perché sa di avere in mano le carte giuste per riconquistare il titolo di campione svizzero di rally, lui che per la prima volta l’ha messo in bacheca nel 2018, dopo averlo rincorso e pure sfiorato per anni, fin troppe stagioni. Già, perché il pilota malcantonese Ivan Ballinari, prima con il navigatore Marco Menchini e poi facendosi affiancare da Giusva Pagani alle note, a metà marzo ha vinto il Rallye Pay du Gier, per quindi ripetersi il weekend del 12-13 aprile al Critérium Jurassien. Insomma, un bel due su due per il detentore del titolo che in una stagione comprendente sei gare - e al cui termine tutti dovranno stralciare un risultato - ha già messo in cascina molto fieno.

Tanto più che i rientranti di lusso di questa stagione - il pilota neocastellano Grégoire Hotz e il suo fido navigatore momò Pietro Ravasi - al Pays du Gier si erano dovuti accontentare della seconda piazza, mentre sulle strade giurassiane addirittura sono usciti subito di scena. Infatti, nella seconda prova speciale, disputata in notturna, sono andati a colpire un ostacolo con una ruota e per loro la storia è finita lì, con un ritiro davvero spiacevole.

Torniamo però a Ivan Ballinari che innanzitutto racconta: «Per me finora la festa è stata proprio doppia, anzi tripla, a dire la verità. Infatti, quella colta nell’ultima uscita è stata la mia prima vittoria al Critérium Jurassien, una gara particolarmente sentita e amata da Giusva Pagani che difatti è stato eccellente nello snocciolare le note. Ottimo è stato anche il lavoro svolto dalla nostra scuderia, la Lugano Racing Team, senza contare che la Roger Tuning, l’azienda specializzata che prepara la nostra macchina, pure stavolta ci ha messo tra le mani una Skoda Fabia R5 competitiva come meglio non sarebbe potuta essere, direi una vettura praticamente perfetta. Il titolare della Roger Tuning è Roberto Ruggiero e con lui la collaborazione è ben presto diventata una sincera amicizia, perché con mi trovo davvero bene con la Roger Tuning, come era già stato l’anno scorso nella stagione del mio primo titolo svizzero».

Dopo di che Ballinari annota: «Con due vittorie in tasca dopo le prime due gare nella classifica generale dei campionato sono messo bene, però la stagione è ancora lunga. Quindi, se da un lato la partenza è stata buona, dall’altro ci sarà ancora da lottare e anche molto. Come si è visto pure al Critérium Jurassien, dove Michael Burri si è presentato nei panni di pilota di casa e quindi non ha lasciato nulla di intentato per conquistare il gradino più alto del podio. E di sicuro avversari altrettanto agguerriti li troverò in questa o quella corsa, perché gli equipaggi che gareggiano in casa hanno sempre una carica supplementare».

La macchina e il pilota nei rally sono fondamentali, questo è poco ma sicuro. Altrettanto importanti sono però i navigatori, a proposito dei quali Ivan Ballinari spiega: «Adesso mi sono affidato a Marco Menchini e Giusva Pagani per quel che riguarda le note, rientrerà in pista anche Paolo Pianca, che sarà alla mia destra in occasione del prossimo appuntamento, il Rally dello Chablais di fine maggio. Perciò, posso dire che sono ben attrezzato in tutti i sensi per mirare al bis, al secondo alloro nazionale. Insomma, ho solo buone carte da giocare e conto di riuscire a sfruttarle, pur se nello sport niente è meno certo del successo. Una di queste carte, tra l’altro, è anche il nuovo spirito con cui affronto gli impegni agonistici».

E cioè? Ecco la pronta spiegazione di Ballinari: «Ancora l’anno scorso mi sono sentito sotto pressione, gettandomi nella caccia di un titolo nazionale che non ero mai riuscito a conquistare. Come è logico che sia, quando provi e riprovi a centrare l’obiettivo più grande per la prima volta nella tua vita, quello che hai sempre sognato ma ti è scappato di mano anche per poco, come è stato per me nel corso degli anni. Adesso che l’ho finalmente raggiunto, affronto le corse con spirito sereno: so di avere i mezzi per fare bene e questa consapevolezza mi permette di mettermi al volante della mia macchina da gara per il piacere di guidare e quello di dedicarmi alla mia passione sportiva. Pur se per poterlo fare occorrono non pochi soldi, motivo per cui non posso che ringraziare tutti i miei partner e sponsor».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: AutoMoto
  • 1