Sauber, è una crisi senza fine

Il punto sulla scuderia elvetica, alle prese con gravissime difficoltà finanziarie

Sauber, è una crisi senza fine
Le due Sauber di Nasr ed Ericsson.

Sauber, è una crisi senza fine

Le due Sauber di Nasr ed Ericsson.

HINWIL - La cosa che lascia più stupiti è che, guardando la classifica a squadre della Formula 1 di ogni tempo, la Sauber risulta al quindicesimo posto. Davanti ha quasi esclusivamente team che hanno conquistato dei mondiali. Aver ottenuto ben 1.490 punti (graduatoria aggiornata al GP di Russia) dal 1993 a oggi è un traguardo molto prestigioso. Eppure la Sauber adesso versa in una grave crisi economica e, addirittura, c'è chi pensa che non potrà concludere il campionato. Ipotesi remota, ci auguriamo, nella speranza che si trovino subito i quattrini per rimettere a posto le cose.

Nel frattempo alcuni elementi di spicco come il direttore tecnico Mark Smith e i due capi degli ingegneri in pista – ossia Giampaolo Dall'Ara prima e Tim Malyon in seguito – se ne sono andati, a conferma di un'emorragia che potrebbe non fermarsi qui, mentre i trecento dipendenti di Hinwil, a due passi da Zurigo, tremano per il loro futuro, dopo aver già patito un ritardo nei pagamenti degli stipendi. Secondo voci incontrollate che girano tra i box della Formula 1, il «buco» della Sauber sarebbe attorno ai 77 milioni di franchi. Una cifra enorme, tale da mettere in ginocchio chiunque, costringendo alla vendita o alla liquidazione. Sempre che – ripetiamo – non si tratti di fantasie.

Però la «team principal» Monisha Kaltenborn in più di una occasione ha ribadito che la Sauber vive un momento difficile: «In merito ai pagamenti ai dipendenti – ha ammesso – posso dire che si è trattato solo di uno spiacevole ritardo dovuto al fatto che i primi tre-quattro mesi dell'anno sono quelli più delicati, perché la FOM (la società di Bernie Ecclestone che distribuisce i quattrini, ndr.) dà i soldi relativamente tardi. Quanto alle nostre finanze non ho nulla da commentare».

Nella vicenda Sauber è entrato, tirato per i capelli, anche il presidente del gruppo Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne. Il quale, a una domanda precisa se sia vero che ci sarebbe all'orizzonte una ipotesi di acquisto del team elvetico, ha risposto con un sorriso: «Sì, se ci fosse qualcuno disposto ad assumersi i debiti...».

Eppure la Sauber, come premi per l'ottavo posto nel mondiale costruttori del 2015, ha incassato la bellezza di 48 milioni di euro. Ai quali vanno aggiunti i proventi degli sponsor (pochi) e il contributo dei due piloti, lo svedese Marcus Ericsson e il brasiliano Felipe Nasr, che assommano a circa 20 milioni di euro. Però il solo acquisto dei motori Ferrari ibridi, genera un esborso di 22-24 milioni di euro. Poi ci sono gli stipendi, i viaggi e tutto il resto. Lo spauracchio, ora, è di non riuscire a entrare nei primi dieci posti della graduatoria 2016 dei team, uscendo così dalla lista di coloro che si dividono la torta economica.

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