Un fenomeno misterioso in cerca di nuovi primati

Formula 1

Il britannico Lewis Hamilton andrà a caccia dell’ottavo titolo mondiale con la Mercedes - Dieci temi per lanciare la nuova stagione che inizia domenica nel Bahrain

Un fenomeno misterioso in cerca di nuovi primati
Il britannico Lewis Hamilton, sette volte campione del mondo di F1, come Michael Schumacher, ha ancora un anno di contratto con la Mercedes.

Un fenomeno misterioso in cerca di nuovi primati

Il britannico Lewis Hamilton, sette volte campione del mondo di F1, come Michael Schumacher, ha ancora un anno di contratto con la Mercedes.

Continuerà il dominio della Mercedes? La Ferrari riuscirà a tornare protagonista? Vettel potrà rientrare nel giro dei migliori? Verstappen lotterà finalmente per il Mondiale? Ancora pochi giorni e avremo le prime risposte. Il campionato della Formula 1 è infatti pronto a scattare col Gran Premio del Bahrain, domenica in notturna. Sarà la prima di 23 corse, sempre che il COVID non costringa a cancellarne alcune.

I riflettori sono tutti puntati su Lewis Hamilton, che già ora è il più grande di sempre, avendo ottenuto sette titoli mondiali come Schumacher, ma con più vittorie. Andrà oltre? È uno dei tanti quesiti che rendono affascinante la stagione. Ma ce ne sono altri che solleticano l’interesse. Noi ne abbiamo scelti dieci.

1. Le regole si discostano poco da quelle dello scorso anno.
Alcuni particolari congelati quali il telaio, poi modifiche all’aerodinamica posteriore per ridurre del 10% circa il carico delle vetture, motori identici ma pesanti 150 kg anziché 145, gomme Pirelli leggermente più dure rispetto al 2020. Il peso minimo passa da 745 a 751 chili. Mentre prima c’era molta libertà in fatto di utilizzi dei carburanti, ora ne sono ammessi solamente due a stagione, insieme con una sola mappatura elettronica. E c’è un elenco di componenti i cui disegni non possono essere ceduti ad altri team.

2. Hamilton, il grande campione, resta l’uomo più misterioso del Circus.

Non ha rivelato dove abbia trascorso i mesi invernali. Ha alimentato il mistero postando immagini che lo ritraevano ora in montagna, ora al mare accanto a un surf. Lewis Hamilton resta l’uomo più misterioso della Formula 1. E il più bravo. Pur avendo rinnovato a dicembre, ha reso noto il prosieguo in Mercedes solo di recente. Contratto di un anno, poi vedrà. Nel frattempo ha ribadito l’impegno sui temi della diversità e del sociale. La Mercedes lo appoggia: Hamilton è garanzia di immagine ma anche di vittorie e titoli mondiali. E’ andato piano nei test? Tranquilli, alla fine ci sarà e farà sicuramente ancora parlare di sé.

3. Ferrari, un motore zeppo di modifiche, test incoraggianti e un’onta da cancellare.

Il sesto posto tra i costruttori nel 2020 è un’onta da cancellare. Una Ferrari tanto indietro non è una Ferrari. Compresi i problemi, Binotto and Co. (lo staff direttivo e tecnico è rimasto lo stesso) hanno rifatto la macchina, con un posteriore diverso e un motore zeppo di modifiche. Obiettivo: ritrovare la velocità massima penalizzata anche dall’aerodinamica e ottenere maggiore aderenza in curva. I test in Bahrain dell’altra settimana hanno dato risultati incoraggianti. Leclerc ha voglia di tornare a vincere ma il nuovo compagno Carlos Sainz ambisce a diventare un insidioso rivale.

4. Verstappen, cattiveria e furbizia agonistica, un bel mix per puntare al titolo.

Max il giovincello affronta la sua settima stagione in F.1. Ha 24 anni ed è già un veterano. Lingua lunga e tagliente («chiunque avrebbe vinto con la Mercedes di Hamilton»), aggressivo e di recente attento calcolatore, con la Red Bull che per l’ultimo anno avrà i motori Honda punta dritto al titolo. Può arrivarci se la macchina si dimostrerà costantemente competitiva e se avrà una mano dal nuovo compagno, il lunatico Checo Perez. Max ha verve, cattiveria, furbizia agonistica per lottare alla pari con Hamilton. Dovesse andar male, punterebbe dritto al passaggio in Mercedes nel 2022.

5. Vettel tenta il rilancio: ha esperienza da vendere, deve trovare il morale.

Quattro titoli mondiali di fila, poi il buio in Ferrari. Strana parabola quella di Sebastian Vettel che con le «rosse» ha commesso un sacco di errori buttando via almeno due occasioni da titolo. Adesso, scornato e deluso, passa alla Aston Martin, che è la ex-Racing Point, per tornare tra i grandi. Ne sarà ancora capace? E perché no? Ha una enorme esperienza, ha ancora la velocità. Gli manca forse il morale, ma basta una gara andata bene per ritrovare le energie. Tutto dipende da lui, visto che la squadra sulla carta è forte: o Vettel torna Vettel oppure dovrà prendere atto che la bella favola è finita.

6. Alonso, un veterano con tanto coraggio e con l’entusiasmo di un ventenne.

Il 29 luglio compirà 40 anni, ma Fernando Alonso torna in F.1 dopo due stagioni di stop con l’entusiasmo di un ventenne. Lasciò in seguito all’infelice esperienza in McLaren seguita a quella altrettanto travagliata in Ferrari. Poi si è divertito eccellendo a Indy, vincendo la 24 Ore di Le Mans, tentando coraggiosamente la Dakar. Un vulcano con una grande voglia di fermare il tempo e riprendersi quanto merita. Lo fa ritrovando la Renault che ora si chiama Alpine e ambisce ai fasti di una volta. Il budget c’è, Alonso ha sempre la velocità e potrebbe accelerare il processo di risalita del team.

7. Schumacher, un cognome che pesa. Ma lui sembra far finta di nulla.

Si chiama Mick e riporta in Formula 1, dopo nove anni, il cognome del grandissimo papà. E’ un raccomandato? Sì, agli inizi della carriera, poi ha fatto tutto da solo vincendo l’europeo di Formula 3 e il campionato di Formula 2, dove nessuno gli ha concesso regali. Ha quindi le credenziali per esserci e la Haas lo ha ingaggiato sapendo che la Ferrari le starà accanto con un occhio particolare. Mick non è un velocista immediato come Michael: è più misurato, calcolatore, proiettato alla distanza. La sua carriera, sinora, è stata così. Ma in corsa è deciso come papà. Il cognome pesa, lui cerca di far finta di nulla.

8. I soldi scarseggiano. Il mondo dei Gran Premi deve darsi una regolata.

Per la prima volta la Formula 1 ha imposto un tetto di spesa ai team: non più di 145 milioni di dollari, esclusi il marketing, gli ingaggi dei piloti, i tre stipendi più alti del management. Ma i soldi, in generale, scarseggiano, perché il COVID ha messo ko gli organizzatori, gli sponsor, i ritorni pubblicitari delle tv e tanto altro. Le entrate 2020 di Liberty Media (la società USA, presieduta da Stefano Domenicali, che gestisce la F.1) sono scese del 44% a 1145 milioni di dollari, gli introiti dei team sono calati del 55%. Il mondo dorato dei Gran Premi deve darsi una regolata e tornare con i piedi per terra.

9. Davanti ci sono le Mercedes e le Red Bull, ma c’è anche un centro del gruppo.

Che Mercedes e Red Bull stiano davanti è ormai un fatto quasi scontato. Poi si scatenerà la lotta per il terzo gradino tra pretendenti di peso come Ferrari, Aston Martin, Renault, Alpha Tauri e McLaren, terza tra i costruttori nel 2020. Due novità per il team di Woking: i motori Mercedes e l’arrivo di Daniel Ricciardo, pilota fortissimo che meritava di meglio. In Alpha Tauri accanto a Gasly (clamoroso primo a Monza lo scorso settembre) c’è il ventenne debuttante Yuki Tsunoda, giapponese, annunciato come sicura star.

10. Il fondo della griglia con tre squadre che lottano per risalire la china.

Ci sono tre squadre che lotteranno per risalire la china: la Sauber travestita da Alfa Romeo, la Haas e la Williams. La squadra di Hinwil è apparsa rinvigorita dalla nuova macchina: Raikkonen è al canto del cigno, Giovinazzi deve mostrare quanto vale. Il motore Ferrari potenziato potrebbe dare una mano sia alla Sauber sia alla Haas americana con capitali russi grazie all’ingaggio del giovane Nikita Mazepin (il cui papà è il magnate del potassio) accanto a Mick Schumacher. La Williams ha una nuova proprietà ma è un mistero sui soldi: ne ha abbastanza per garantire una buona macchina a Russel e Latifi? Una domanda senza risposta.

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