«Brava Lara! Che bello far ricredere gli scettici»

Sci alpino

L’ex sciatrice italiana Nadia Fanchini, bronzo e argento in discesa ai Mondiali del 2009 e 2013, ripercorre le tappe di una carriera legata a doppio filo a quella di Gut-Behrami: i podi condivisi, gli amari quarti posti, le cadute rovinose e le splendide rinascite

«Brava Lara! Che bello far ricredere gli scettici»
9 febbraio 2009, Mondiali di Val d’Isère: Nadia Fanchini e Lara Gut sono bronzo e argento della discesa. ©Keystone/Jean-Christophe Bott

«Brava Lara! Che bello far ricredere gli scettici»

9 febbraio 2009, Mondiali di Val d’Isère: Nadia Fanchini e Lara Gut sono bronzo e argento della discesa. ©Keystone/Jean-Christophe Bott

Un filo sottile lega le carriere di Nadia Fanchini e Lara Gut-Behrami. Un rosario fatto di gioie condivise, piazzamenti scomodi, brutte cadute e splendide rinascite. «Ma anche di una bellissima intesa» ci racconta l’ex sciatrice italiana a margine dei Mondiali di Cortina d’Ampezzo.

Infine, l’oro Gut-Behrami. La vittoria ottenuta in superG, sì. Ma anche un cerchio che si chiude, a dodici anni di distanza dall’inizio del suo disegno. Era il febbraio del 2009, a Val d’Isère. E a nemmeno 18 anni - in anticipo sul destino - arrivavano le prime medaglie iridate: due argenti. In supercombinata prima. Poi in discesa, nella disciplina regina e con la regina - Lindsey Vonn - sul gradino più alto del podio. Con loro Nadia Fanchini, 22 anni e come Lara alla prima gemma iridata. «Ricordo bene la felicità...

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