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“Russia2018? Questo Mondiale non ci appassiona”

OCCHI SULL'EST/UCRAINA - Alcuni immigrati ucraini a Milano raccontano come vivono l’evento alla luce della loro difficile condizione - Un'esistenza influenzata dalle ristrettezze economiche e dalla mancanza di prospettive nel loro Paese

CdT/AC
 
22
giugno
2018
06:00
Andrea Colandrea

MILANO (dal nostro inviato) - "Questo mondiale non ci entusiasma. Russia2018 è uno spettacolo di livello planetario che ingigantisce soprattutto la forza politica di Putin, lo sport viene dopo". A parlare, sicuro di sé, è Denis, 26 anni - ex paracadutista dell'esercito ucraino - padre di due figli, che ha lasciato il suo Paese in cerca di fortuna a Milano, dove si trova per la seconda volta in pochi anni. Lo abbiamo avvicinato in un torrido sabato pomeriggio mentre aiuta alcuni suoi connazionali a svolgere piccoli lavori di carico e scarico da un furgone giunto poche ore prima dalla città di Chernivtsi sul parcheggio in via Tertulliano, dove fino ad alcuni anni fa si trovava il mercatino dell'Est, "stazione" di pullman e furgoni in perenne movimento. "Ho chiesto asilo politico. Il calcio con tutti i problemi che abbiamo, non mi interessa: mi piaceva da bambino, quando guardavo le partite di Andriy Shevcenko al Milan. Lui ha fatto fortuna: è stato un grande giocatore ucraino. Ora per me è solo importante vivere e mantenere la mia famiglia. Mia moglie deve venire presto qui con i miei due figli".

"Il nostro Paese è in guerra con la Russia, per cui le poche partite che vedo le guardo con distacco", insiste. Hai trovato lavoro? "No, anche se ho un permesso di soggiorno per poter vivere qui, ma per due mesi non posso lavorare, secondo le disposizioni in vigore. Sono già stato in Italia nove mesi nel 2014. Facevo il carpentiere, ho fatto un po' di soldi e sono tornato a casa. Ma ora, lì non si riesce più a sopravvivere". Anche un suo amico, di qualche anno più giovane, tiene a dire la sua: "Il mondiale? Bene il Portogallo e la Spagna, ma secondo me vince l'Argentina". Un terzo connazionale, Vova, trent'anni, è il più critico. Anch'egli, a lungo militare, punta il dito contro la Russia: "Del loro Mondiale non ce ne frega niente, loro ci hanno attaccati (nel Donbass, ndr.) e ora vogliono mostrare a tutti di essere una nazione di successo, una potenza internazionale. In Ucraina, invece, stiamo cadendo a pezzi: i prezzi dei generi alimentari sono alti come quelli nell'Unione europea, ma da noi – se ti va bene - guadagni cinquanta o ottanta euro al mese e ne paghi più del doppio in tasse, per un motivo o per l'altro. Chi guadagna un po' di più lo fa in modo irregolare, tutto è incerto. I politici sono corrotti, non fanno l'interesse dei cittadini, che infatti continuano a scappare all'estero per poter vivere. Altro che Mondiale!". In più, aggiunge Vova, che è un fiume in piena, "la guerra sta mettendo in ginocchio l'Ucraina. I russi, dopo la Crimea e il Donbass, occuperanno anche altre zone dell'Ucraina". Gli facciamo notare che lo stesso Putin ha negato qualsiasi politica espansionistica e che gli accordi di Minsk parlano chiaro. "I russi sono molto furbi - afferma Vitali, autotrasportatore quarantenne, che abita in Bucovina e che è rientrato nel suo Paese per ragioni famigliari –, non rischieranno certo di essere isolati dalla comunità internazionale".

"La guerra è fatta per questioni di soldi – gli fa eco Denis. È una situazione incredibile, ci sono tanti ucraini che oggi stesso vanno a lavorare in Russia. Mio nonno è stato un soldato nell'Armata rossa, ai tempi dell'Unione sovietica e fino poco fa, eravamo tutti fratelli, una famiglia allargata. Non è normale cosa succede da qualche anno nel nostro Paese. A Donetsk e a Lugansk la guerra ha causato decine di migliaia di morti e non se ne vede una fine". Fatto sta, conclude Vova sorseggiando una birra con i caratteri in cirillico, che se si va avanti di questo passo, lo Stato andrà in bancarotta: non ci sono più soldi!". E chiosa: "Quando vedo Putin che si fa bello davanti alle telecamere di questi Campionati del mondo provo una grande rabbia. Non vedete cosa sta facendo all'Ucraina?".

Edizione del 20 novembre 2018
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