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Edmond Isoz: "Bravo Gilardi"

Il senior manager della Swiss Football League appoggia il progetto FC Ticino

 
12
dicembre
2013
06:30

L’annuncio di Stefano Gilardi non è passato inosservato. Alle nostre latitudini ha subito acceso la discussione fra contrari e favorevoli, nei bar come sui social network. Oltre Gottardo, invece, la notizia di un possibile Football Club Ticino è stata accolta positivamente dai vertici della Swiss Football League.
Edmond Isoz, senior manager della Lega, ha parlato di «situazione interessante» sebbene ancora ad uno stadio embrionale. La decisione di Gilardi, presidente del Locarno, è stata salutata con un sorriso.
«Seguo da diversi anni le discussioni attorno alla cosiddetta squadra unica o cantonale» spiega il dirigente. «L’idea parte da lontano, già Spiess ne parlava a suo tempo. Ma conosco il campanilismo che regna in Ticino e per questo mantengo un profilo basso».
Perché una formazione ad ampio respiro, dal nome ticinese, sarebbe la soluzione giusta ai problemi che attanagliano il nostro calcio?
«Come Swiss Football League abbiamo apprezzato, e pure parecchio, quanto fatto dal Team Ticino in termini di formazione nel corso degli anni. Ora, sarebbe interessante vedere se questo concetto può essere applicato su una scala superiore. La gente, forse, ha finalmente capito che il calcio sta andando in una direzione chiara, che servono infrastrutture e stadi moderni. Altrimenti, non ci sarà futuro per il calcio ticinese. Sulla carta, il Football Club Ticino è un prodotto appetibile per gli sponsor».
Al momento, però, Gilardi è solo: Chiasso e Lugano hanno gentilmente declinato l’invito, idem l’Associazione Calcio Bellinzona. Funzionerà lo stesso?
«Da quanto ho letto sui giornali, Stefano Gilardi non è così solo. Al contrario. Inoltre è uscito allo scoperto, è andato oltre le semplici parole. Ripeto, il calcio è cambiato. Quando fallì il Lugano, pensavamo semplicemente che fosse un caso isolato. I bianconeri, si diceva, sparirono perché fecero il passo più lungo della gamba, puntando a disputare la Champions League e via discorrendo. Puntarono troppo in alto, insomma. In realtà, il fallimento del Bellinzona e le difficoltà incontrate dagli altri club ticinesi hanno riproposto la questione».

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