Abascal respinge tutte le critiche: “Mantengo la mia linea”

L’allenatore del Lugano risponde a Renzetti – Il presidente gli aveva chiesto di cambiare gioco

Abascal respinge tutte le critiche: “Mantengo la mia linea”

Abascal respinge tutte le critiche: “Mantengo la mia linea”

LUGANO - È un Guillermo Abascal sicurissimo di sé quello che si è presentato davanti ai microfoni alla conferenza stampa a Cornaredo. L'allenatore del Lugano ha voluto rispondere punto su punto alle critiche che ha ricevuto da più parti nell'ultima settimana. Dopo Thun (1-1 il risultato), infatti, il presidente Renzetti non era stato tenero con il suo tecnico. "Non voglio più vedere i passaggini, ora Abascal deve dare un gioco diverso alla squadra" erano state le parole del patron bianconero. In tutta risposta, il mister ex Chiasso non ha abbassato la testa. Anzi, ha rilanciato: "Magari il presidente non ha notato tutte le occasioni da gol che abbiamo avuto finore" dice Guillermo. "Senza contare Thun, nelle partite precedenti siamo stati superiori ai nostri avversari in quanto a pericoli creati. Non è poco. Le squadre che vincono, di solito, lo fanno perché hanno dalla loro il possesso palla. E questo succede anche nei grandi campionati. Io sotto esame? Può essere. Ma i dati non mentono. Non si tratta di vincere tutte le partite, bensì di costruire un progetto tecnico duraturo ed efficace. Per farlo, però, serve tempo. Inoltre trovo che fino ad ora le nostre prestazioni siano sempre state all'altezza. Credo nella mia filosofia di gioco e la porterò avanti. Se cambiamo ora, possiamo anche prendere e andare via. Non bisogna avere paura di fare due passaggi di fila". Il tecnico, poi, ha pure risposto a Joël Kiassumbua. Il portiere, ora al Servette, aveva detto che con Abascal c'era un problema di comunicazione. "Se ho parlato una sola volta a Kiassumbua? No" dice ancora l'allenatore spagnolo. "Forse ha perso la memoria. Io l'ho difeso davanti alla stampa quando nessuno credeva in lui".

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