Accoglienza trionfale per l'Islanda

A Reykjavìk una folla oceanica ha reso omaggio alla selezione capitanata dal barbuto Aron Gunnarsson

Accoglienza trionfale per l'Islanda

Accoglienza trionfale per l'Islanda

Accoglienza trionfale per l'Islanda

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Accoglienza trionfale per l'Islanda

Accoglienza trionfale per l'Islanda

REYKJAVìK - La favola della nazionale islandese a Euro 2016 si è fermata ai quarti di finale, con la sconfitta per 5-2 maturata contro la Francia. Ma la selezione capitanata dal barbuto Aron Gunnarsson è stata accolta in patria con tutti gli onori, come se avesse vinto la manifestazione continentale. E, in fondo, lo ha fatto: non in termini di risultati e gioco, ovviamente, ma grazie al fairplay della squadra e - soprattutto - dei suoi tifosi, grazie alla simpatia e grazie all'immagine pulita (anche se si sta sempre parlando di giocatori per la maggior parte professionisti) ed educata che ha saputo veicolare.

In Francia, l'Islanda ha ottenuto due pareggi contro Portogallo e Polonia ed ha vinto contro l'Austria nella fase di qualificazione, prima di sconfiggere 2-1 l'Inghilterra agli ottavi di finale. Eliminata dalla nazionale padrona di casa, ha forse pagato lo scotto dell'inesperienza, della stanchezza, e - in parte - della soddisfazione di quanto già raggiunto.

Ieri, in una Reykjavìk straordinariamente soleggiata, gli eroi sono stati accolti da trionfatori da un folla festante e risconoscente. In Islanda, per un attimo, il tempo si è fermato e tutti, ma proprio tutti, i 300 mila abitanti (in realtà erano - pare - circa 25 mila, ma a noi piace credere il contrario...) hanno voluto tributare ai loro Strákarnir okkar ("I nostri ragazzi", come vengono soprannominati) un omaggio fatto di canti, grida, sorrisi e lacrime prima di intonare l'ormai famoso e tradizionale "ruggito del vichingo".

Buona strada, Islanda, e mille di questi giorni.

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