Bentancur attacca, Bignotti risponde

Calcio

Il procuratore sudamericano torna sulla trattativa per la cessione del Chiasso e non le manda a dire, il direttore generale non ci sta e ribatte con forza: «Ho dato mandato ai miei avvocati di adire le vie legali»

Bentancur attacca, Bignotti risponde
Pablo Bentancur. © CdT/Archivio

Bentancur attacca, Bignotti risponde

Pablo Bentancur. © CdT/Archivio

Pablo Bentancur attacca, Nicola Bignotti risponde e annuncia: «Ho dato mandato ai miei avvocati di adire le vie legali». Il direttore generale del Chiasso non ci sta. E ribatte: «Io un incompetente? Ne prendo atto, come ho preso atto dell’articolo del ‘‘Blick’’ che parla di Bentancur. Se quanto dice il quotidiano zurighese corrisponde a realtà, io sono orgoglioso di essere incompetente».

Intercettato dal blog «Il mio Chiasso», il procuratore uruguaiano non le ha mandate a dire. Dapprima, spiega, aveva dato la sua disponibilità ad aiutare i rossoblù. Quindi, aveva trovato una persona disposta ad investire. L’affare, però, è saltato. E la colpa sarebbe di Bignotti. «La persona interessata a rilevare il club ha visto i bilanci e ha rinunciato» le parole di Bentancur. «Secondo l’intervista – ribatte il direttore generale – mi sarei rifiutato di dichiarare che i bilanci erano completi. Strano, perché tutto il dossier licenza è firmato da me. E in quel dossier ci sono, ovviamente, anche i bilanci e i budget. La documentazione, firmata, è sempre stata presente ed è stata controllata dal revisore. Farò presente a quest’ultimo che, a detta del signor Pablo Bentancur, non è capace di fare il suo lavoro. C’è un altro aspetto da sottolineare: non spetta a me valutare un’offerta per rilevare la società, sono discorsi che riguardano la proprietà. Evidentemente, la proposta di Bentancur non è piaciuta. Lo stesso Bentancur mi accusa di aver sperperato soldi e di aver offerto stipendi assurdi a livello amministrativo: ma parliamo di salari assolutamente nella norma per un impiego al 100%. E comunque ci sono i termini di disdetta previsti dalla legge».

Altro giro, altra accusa: la nomina di Brunello Donati quale amministratore unico al posto di Nicola Bignotti. Il quale, citiamo ancora Bentancur, «ha accelerato affinché cambiassero nomi e ruoli». «Il cambio di amministratore era già previsto l’11 febbraio, termine di convocazione per la prima assemblea degli azionisti» la precisazione del direttore generale rossoblù. «E comunque, anche uno studente al primo anno di Commercio sa che l’amministratore è nominato dagli azionisti e non dall’amministratore uscente. E tutti sanno, inoltre, che eventuali illeciti non vengono certo sanati con il cambio di un amministratore. A Chiasso i bilanci sono stati certificati non più tardi di un mese fa dall’Ufficio del fisco e non ci è stata data nemmeno mezza multa».

Sulla bontà dei conti rossoblù, nei giorni scorsi, si è espresso un altro possibile compratore o, meglio, un intermediario che rappresenta un gruppo interessato. Stiamo parlando di Alexander Garini, proprietario della Icon Management. «I conti sono ottimi, la gestione è oculata, altri club di Challenge League spendono tre volte tanto» ha detto lo stesso Garini al sito «Tuttomercatoweb». «Mi sono avvicinato alla questione perché abito a Lugano e avevo portato Senderos al Chiasso».

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