C’è Braga e Cornaredo si tinge di verdeoro

Calcio

Il Brasile e i brasiliani sono nel destino del Football Club Lugano: l’ingaggio dell’allenatore carioca è solo l’ultimo «colpo» in questo senso

C’è Braga e Cornaredo si tinge di verdeoro

C’è Braga e Cornaredo si tinge di verdeoro

Il Brasile e i brasiliani nel destino del FC Lugano. Ancora una volta, sì. A questo giro, però, verdeoro e bianconero si fonderanno sulla panchina e non in campo. Il nuovo allenatore sarà Abel Carlos da Silva Braga. Noto a tutti solo per gli estremi. Nato a Rio De Janeiro il 1. settembre del 1952. La notizia, ieri, non ha fatto scalpore. Dopo le conferme giunte venerdì dal neoamministratore Thyago Rodrigo De Souza, si attendeva infatti solo l’intronizzazione da parte del club. Che, appunto, è arrivata puntuale, nel segno del nuovo corso installatosi a Cornaredo. Braga è stato annunciato su carta, in attesa che le procedure per l’ottenimento del permesso di lavoro in Svizzera vengano espletate. Al più tardi, il tecnico dovrebbe essere presentato il 18 giugno, giorno in cui la squadra tornerà a riunirsi in vista della stagione 2021-22. Braga sbarcherà in città forte di un curriculum vitae di spessore, arricchito soprattutto in patria, dove il 68.enne gode di una grande considerazione. L’anno di grazia è il 2006, quando con l’Internacional di Porto Alegre erano arrivate sia la Copa Liberdatores - la Champions sudamericana - sia la Coppa del mondo per club. A farne le spese, i nemici del San Paolo e nientemeno che il Barcellona di Ronaldinho.

Chi lo affiancherà?

Il contratto del successore di Maurizio Jacobacci prevede già un’opzione per un secondo campionato. Oltre a questo dettaglio, la società ha inoltre fatto una precisazione. «Il nuovo allenatore sarà coadiuvato dallo staff bianconero della passata stagione ed un paio di rinforzi che saranno annunciati a tempo debito». Insomma, a creare un ponte tra la gestione Renzetti-Jacobacci e quella De Souza-Braga dovrebbero esserci i vari Mattia Croci-Torti, Lorenzo Guerrero (entrambi assistenti), Nicholas Townsend (il «prof») e Luca Radaelli (preparatore portieri). Il condizionale, tuttavia, s’impone. Solo un paio di queste persone hanno avuto modo di confrontarsi con il mister brasiliano, mettendosi a disposizione dei nuovi investitori. Gli altri, invece, avevano trovato un accordo di massima con la proprietà targata Renzetti diverse settimane fa. E sino a ieri mattina non avevano mai discusso con gli ultimi arrivati. Alla luce dei citati «rinforzi» che arriveranno dal Brasile, bisognerà dunque capire se dei cambi di ruolo si renderanno necessari e, in caso affermativo, come verranno digeriti.

SFL sulla difensiva?

E a proposito di incognite. Per quanto concerne il via libera della Swiss Football League serve ancora tempo. Solo in questi giorni il club sta ultimando la documentazione necessaria per sbloccare il dossier «cambio di proprietà». E ciò, forse anche alla luce di un primo, parziale no della Lega per quanto attiene alla concessione della cosiddetta mini-licenza ai partner del socio di minoranza Leonid Novoselskiy. Il via libera da Berna non dovrebbe dunque arrivare a breve. Anzi. Sul tema, ad ogni modo, non era apparso preoccupato lo stesso Thyago Rodrigo De Souza: «La modifica della struttura societaria potrà semmai avvenire in un secondo momento. Intanto siamo operativi».

Un altro anno di Mijat Maric

A essere esigui, al contrario, sono i margini temporali per allestire la rosa bianconera. A oggi sono stati formalizzati i rinnovi di Nikolas Muci (attaccante) e Reto Ziegler (difensore). Dovrebbe seguire quello di Stefano Guidotti. Merita invece un discorso a sé Mijat Maric, la cui estensione del contratto per un’ulteriore stagione era stata concordata con il presidente Renzetti e che ieri è stata ratificata dalla gestione De Souza-Valbusa: «A conferma della voglia della società di continuare il mix tra giovani leve e giocatori esperti». Non è invece per nulla chiara la situazione di altri pezzi da novanta, legati al club bianconero ma - stando a radiomercato - sul piede di partenza. In ordine sparso: capitan Jonathan Sabbatini ha un contratto valido sino al 30 giugno del 2022, e come lui Noam Baumann e Numa Lavanchy. Scade addirittura l’anno successivo quello di Fabio Daprelà, che potrebbe a sua volta salutare anzitempo. A maggior ragione dopo che la società ha deciso di concedere altri due campionati a Ziegler, pure mancino e né più né meno l’alter ego di Daprelà in difesa.

Da Andrioli a Junior

Non da ultimo, resta da capire se e quanti elementi brasiliani giungeranno alla corte di Braga. Il verdeoro, dicevamo, ha più volte colorato la storia bianconera. Basti pensare che dopo gli italiani (89), i giocatori in arrivo dal Brasile - trenta in totale - sono stati gli stranieri più numerosi a Cornaredo. E fra loro, diversi sono stati primattori delle pagine sportive e societarie più significative. Da Mauro Galvao a Paulo Henrique Andrioli, nel 1993 protagonisti della cavalcata in Coppa Svizzera e il primo anche del colpaccio clamoroso in Coppa UEFA contro l’Inter due anni dopo. Passando per Gaspar, che nel 2003 e nella lega cadetta trascinò a suon di reti il Malcantone Agno, ancora di salvezza dopo il fallimento del club. Fino a Carlinhos Junior, nel 2017 artefice della prima, spettacolare qualificazione all’Europa League e poi altresì della seconda, con il Lugano di Renzetti oramai realtà solida e rispettata del massimo campionato svizzero. Ad Abel Braga il compito di dare a questa tradizione un seguito altrettanto felice. La curiosità dei tifosi è parecchia.

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