Cédric Itten e una favola a lieto fine

Il personaggio

A Basilea era di troppo, a San Gallo è rinato passando anche da un grave infortunio: ora il renano ha trascinato al Svizzera al successo contro la Georgia, sinonimo (quasi) di Euro 2020

Cédric Itten e una favola a lieto fine
Cédric Itten si allunga e, di testa, firma il gol vittoria contro la Georgia. ©Keystone/Walter Bieri

Cédric Itten e una favola a lieto fine

Cédric Itten si allunga e, di testa, firma il gol vittoria contro la Georgia. ©Keystone/Walter Bieri

Cédric Itten e una favola a lieto fine

Cédric Itten e una favola a lieto fine

Cédric Itten stenta a crederci, quasi. Fatica perfino a ricostruire il gol. Il suo gol. Quello che ha steso la Georgia e salvato una Svizzera troppo brutta per essere vera, consegnandole – di fatto – le chiavi dell’Europeo 2020. Stenta a crederci, forse, perché tutto questo gli sembra un sogno. «Quello che mi è successo è semplicemente pazzesco» spiega.

Cédric è nato a Basilea il 27 dicembre del 1996. È cresciuto all’ombra del St. Jakob, anche se quando ha dato i primi calci indossava un’altra maglia. Quella dell’Old Boys. Ad un certo punto, per farsi le ossa lo avevano spedito al Concordia. Chissà, forse era un segnale da cogliere. Nella sua città non avrebbe trovato spazio. Oddio, con il Basilea ha pure esordito in Super League. E giocato, anche se relativamente poco: 26 partite e appena 4 gol.

Un esubero. Già, questo era Itten al St. Jakob. Come spiegare altrimenti i prestiti al Lucerna e al San Gallo? La parentesi in biancoverde (per sua fortuna) si è trasformata in una storia vera. A Est, Cédric ha avvertito il calore della piazza e soprattutto la fiducia della dirigenza. Quella stessa fiducia che ha spinto i sangallesi – nell’estate del 2018 – a riscattare Itten dal Basilea. «Definitiv» avevano scritto i giornali locali all’epoca. Definitivo.

La carriera di questo ragazzone non è stata semplice. Né lineare. Fra il 2018 e il 2019 si è interrotta per 231 giorni. Un’eternità. Si è interrotta proprio lì, al Kybunpark. In una zona di campo vicinissima al punto in cui ha incornato il pallone dell’1-0 contro la Georgia. Un intervento sconsiderato ed eccessivamente violento di Daprelà, in un San Gallo-Lugano piuttosto acceso, e il ginocchio di Cédric ha ceduto. Di schianto. Tremenda la diagnosi: rottura del legamento crociato e del collaterale mediale. Lunghissima la riabilitazione.

Itten, per fortuna, è tornato. Ed è tornato alla grande. Segnando in campionato, guadagnandosi addirittura la Nazionale. Ha esordito – per una magia del destino, quello stesso destino che sembrava volergli negare il Basilea – nella sua città d’adozione. San Gallo. Di più, ha segnato. Il gol vittoria. Mandando in visibilio il pubblico. «Itten, Itten, Itten» continuavano ad urlare dagli spalti. «È una sorta di rivincita personale, sì» conferma il diretto interessato. «Ma al di là di questo, sono contento per la squadra. Era troppo importante battere la Georgia. Il gol, quel gol, mi è riuscito così. In maniera naturale, senza pensarci troppo. Ho visto il pallone arrivare e l’ho colpito con la testa. Punto».

E così, la Svizzera è vicinissima a qualificarsi ad Euro 2020. È il quarto grande torneo consecutivo cui partecipiamo, il terzo dell’era Petkovic (la più florida di sempre in questo senso). Se tutti sorridono, beh, è anche grazie a Cédric Itten. Un basilese che ha trovato casa (e fortuna) a San Gallo. La domanda, a questo punto, sorge spontanea: Itten vestirà rossocrociato anche il prossimo giugno?

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