Calcio

Celestini: «Lugano, voglio più determinazione»

L’allenatore bianconero carica la squadra in vista della partitissima di domenica contro il Sion

Celestini: «Lugano, voglio più determinazione»
Fabio Celestini, allenatore del Lugano. (Foto Keystone)

Celestini: «Lugano, voglio più determinazione»

Fabio Celestini, allenatore del Lugano. (Foto Keystone)

LUGANO – Fabio Celestini, come d’abitudine, non si scompone. Annuncia possibili cambiamenti rispetto alle prime tre partite stagionali, sorride, si tiene stretto Junior «pur conoscendo la sua situazione e comprendendo le necessità della società». L’allenatore del Lugano è carico e motivato in vista della partitissima di domenica, contro un Sion di cui è bene diffidare. «Tre volte con la stessa formazione di partenza? Dopo il 4-0 di Zurigo era giusto dare fiducia agli stessi elementi. E contro il Thun, per un tempo, ho visto una grande squadra. Con l’avvicinarsi di settembre e con l’accumularsi degli impegni, sarà praticamente impossibile giocare sempre con i medesimi uomini».

Intanto, i bianconeri non segnano da due partite. Celestini non fa drammi: «Contro il Thun, nel primo tempo, abbiamo avuto almeno cinque o sei occasioni nitide per segnare. Se avessimo chiuso la frazione sul 3-0 nessuno avrebbe avuto qualcosa da ridire. È presto per i giudizi. Contro lo Young Boys forse ci è mancata qualità negli ultimi trenta metri. In mezzo al campo, mettiamola così, abbiamo vinto noi. Ma ovviamente non è abbastanza. Ai miei, allora, chiedo più determinazione e cattiveria dove conta davvero. In area».

Bene, ma se il Lugano non segna da due partite di chi è la colpa? Degli attaccanti o dei centrocampisti che – secondo i dettami di Celestini – dovrebbero inserirsi di più? «I centrocampisti hanno segnato a Zurigo, non posso chiedere loro la luna. È giusto che siano più presenti in area, ma allo stesso tempo mi aspetto più gol da Gerndt e da Bottani. Anche da Junior, tornato ai suoi livelli».

Già, eppure il brasiliano è sempre lì. Con un piede a Cornaredo e l’altro su un aereo. Celestini sogna che l’attaccante resti? «Io non sono il tipo che dice o impone alla società di trattenere un giocatore. Finché Junior sarà qui e avrà questa voglia, io gli darò una possibilità. Parallelamente sono consapevole che il club, per poterci pagare gli stipendi, di tanto in tanto deve vendere i giocatori migliori. Ho fatto così per tre anni e mezzo a Losanna, sono abituato. Anzi, sono contento che Junior ora sia un pezzo pregiato: quando arrivai a Cornaredo era in panchina. Il mio compito è valorizzare gli elementi a disposizione».

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