«Cento persone? Il vero problema è la prossima stagione»

Calcio

Il direttore del Football Club Lugano Michele Campana abbozza un sorriso dopo gli allentamenti annunciati dalla Confederazione ma preferisce guardare avanti: «Se non possiamo iniziare una campagna abbonamenti per il campionato che verrà rischiamo davvero di farci male»

«Cento persone? Il vero problema è la prossima stagione»
© CdT/Gabriele Putzu

«Cento persone? Il vero problema è la prossima stagione»

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Cento persone. Gli stadi torneranno a riempirsi (si fa per dire) grazie agli allentamenti annunciati da Alain Berset in conferenza stampa. Michele Campana, direttore generale del Football Club Lugano, abbozza un sorriso: «Avevamo perso un po’ la speranza» afferma il dirigente bianconero. «Cento persone sono poche, ma questa decisione è già qualcosa. Poi, è vero, se penso a Cornaredo e alla sua capienza di oltre 6.000 posti dico che il tutto è abbastanza ridicolo. Allo stadio avremmo potuto far rispettare facilmente le distanze».

Campana, ad ogni modo, preferisce guardare oltre: «Non dobbiamo assolutamente perdere il focus sulla reale problematica» dice. Ovvero, «dobbiamo avere delle certezze entro giugno per avviare la campagna abbonamenti 2021-22. E per far sì che questa campagna vada bene. Mi auguro che, grazie alla campagna vaccinale e all’arrivo dell’estate, i contagi e le ospedalizzazioni caleranno. E che, di conseguenza, lo sport avrà un’idea un po’ più chiara». L’idea, in fondo, è sempre quella: «Avere almeno dei due terzi dei posti a sedere occupati” prosegue Campana. “Come per il famoso 1. ottobre 2020, una decisione rimasta in vigore per poche partite. Dobbiamo permettere alla gente di acquistare qualcosa, nello specifico un abbonamento, di utilizzabile».

Il Lugano e i vari club del calcio professionistico a suo tempo avevano fatto investimenti importanti per garantire la presenza del pubblico degli stadi e, di riflesso, il rispetto delle misure accresciute di igiene. I tifosi, dal canto loro, hanno mostrato pazienza e comprensione. «Oltre il 90% dei possessori di una tessera per la stagione in corso ci è venuta incontro, decidendo di rinunciare al rimborso. È un gesto importante, ma ci aspettiamo maggiori certezze dalle autorità per la prossima annata perché, senza poter fare una campagna concreta, rischiamo di farci davvero male».

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