Chiasso, un pareggio pazzesco ad Aarau

Calcio

Lupi: «I nostri tifosi ci hanno sostenuto anche sul 3-1. Nel ritorno dovremo migliorare il piano difensivo»

Chiasso, un pareggio pazzesco ad Aarau
Rodrigo Pollero, autore del gol messo a segno al 95’ che ha regalato il pareggio ai rossoblù. © CdT/Gabriele Putzu

Chiasso, un pareggio pazzesco ad Aarau

Rodrigo Pollero, autore del gol messo a segno al 95’ che ha regalato il pareggio ai rossoblù. © CdT/Gabriele Putzu

Chiasso, un pareggio pazzesco ad Aarau
L’allenatore del Chiasso Alessandro Lupi. © CdT/Gabriele Putzu

Chiasso, un pareggio pazzesco ad Aarau

L’allenatore del Chiasso Alessandro Lupi. © CdT/Gabriele Putzu

Quel «Diavolo di un Chiasso». Ed è proprio partendo dal titolo del bollettino sociale del club rossoblù in voga a cavallo dei fantastici anni ’50 e ’60 che iniziamo a raccontare quanto successo al Brügglifeld. Una partita che neppure il più ottimista tra i tifosi chiassesi avrebbe scommesso di poter raddrizzare sul 3-1 dopo 94 minuti di gioco. Ed invece, grazie ad un cuore immenso, capitan Martignoni e compagni sono riusciti nella grande impresa, dopo che Rossi, subentrato a Senderos un minuto prima, aveva colpito una clamorosa traversa al 71’ su 2-1. Ma questa volta, a differenza di quanto era accaduto troppe volte in questa tormentata prima parte di stagione, i chiassesi, che al punto d’apertura di Marco Schneuwly (14’) avevano risposto con la punizione-capolavoro di Bahloul al 42’, prima di incassare il nuovo vantaggio argoviese di Rossini un solo minuto più tardi ed il 3-1 di Alounga, al 75’, sono stati giustamente ripagati per gli sforzi profusi lungo tutto l’arco della contesa.

L’anticipo di testa dell’ex Almeida sul portiere Ammetter su lancio lungo di Huser al 94’ e la medesima azione ripetuta un minuto più tardi con protagonisti Epitaux e Pollero, hanno consegnato alla compagine di confine un insperato, ma meritatissimo punto, che alla fine dei giochi potrebbe anche rivelarsi decisivo nella corsa alla salvezza.

Le mosse del coach

Ne è ben conscio anche Alessandro Lupi, che commenta così la grande impresa della sua squadra: «Sul 2-1 in loro favore, ho cercato di dare densità al nostro reparto avanzato, inserendo Rossi al posto di Senderos e giocando con due mezze punte offensive, un trequartista e due attaccanti. I risultati non si sono fatti attendere. Dovevamo rischiare il più possibile per cercare di creare delle difficoltà tra le loro linee».

Anche al Brügglifeld, il Chiasso ha pagato tremendamente le ingenuità difensive sulle tre reti argoviesi, come conferma il tecnico italiano: «Soprattuto in occasione del 2-1, due nostri giocatori hanno commesso altrettanti gravi errori, permettendo a Rossini di incornare in tutta tranquillità. Rispetto all’immeritata sconfitta di una settimana fa, contro l’Aarau non siamo riusciti a ripetere la buona prova difensiva offerta contro il Grasshopper. Però, tutti i nostri 15 giocatori scesi in campo ci hanno creduto fino in fondo ed i nostri numerosi tifosi al seguito hanno apprezzato la loro positiva attitudine incitandoli anche nei momenti più difficili della partita, quando il risultato era di 3-1 in favore dei nostri avversari».

Distacco ridotto

Intanto, i rossoblù hanno ridotto a 4 punti il gap sullo Sciaffusa, sconfitto a Nyon dallo Stade Losanna-Ouchy. A partire dal 26 gennaio, quando al Riva IV calerà nuovamente il Grasshopper, il Chiasso dovrà migliorare a livello di impermeabilità difensiva, come dimostrano i 36 gol subiti in 18 partite. Ed a questo proposito, in attesa delle mosse di mercato (servirebbero un centrocampista d’esperienza ed un bomber alla Marzouk), Lupi assicura che nella pausa invernale si lavorerà su questo aspetto. «Una squadra giovane come la nostra, partita con l’obiettivo della salvezza, non può permettersi di subire due reti di media a partita».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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