«Constantin ha ragione, il calcio svizzero rischia grosso»

L’allarme

L’assenza di chiare prospettive per la stagione 2021-2022 fa temere il peggio per la sostenibilità delle principali società elvetiche - «L’impatto dei diritti tv è minimo, senza tifosi dopo l’estate i budget dei club potrebbero tornare ai livelli di 20 anni fa» avverte Edmond Isoz

«Constantin ha ragione, il calcio svizzero rischia grosso»
L’impianto dello Young Boys, 32.000 posti a sedere, desolatamente vuoto. © reuters/ denis balibouse

«Constantin ha ragione, il calcio svizzero rischia grosso»

L’impianto dello Young Boys, 32.000 posti a sedere, desolatamente vuoto. © reuters/ denis balibouse

A lanciare la bomba, manco a dirlo, è stato Christian Constantin. Un purosangue sul proscenio del calcio svizzero. Nel bene e nel male. Un dirigente di razza, sì, che una volta di più si è espresso senza filtri: «Vedo arrivare lo tsunami. Il professionismo esisterà ancora fra un anno?». Il Blick ha raccolto il grido d’allarme del presidente del Sion, quasi inerme di fronte al «cataclisma» causato dalla pandemia. «Mancano le prospettive per la prossima stagione. Con zero spettatori perderò 5 milioni di franchi a trimestre». Da un lato gli sponsor che si tirano indietro, che fanno giustamente i loro calcoli. Dall’altro, sempre lì, stipendi e fatture da pagare. «Mi spiace dirlo, ma Constantin ha pienamente ragione». La franchezza non fa difetto pure a Edmond Isoz. L’ex direttore della Swiss Football...

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