Coppa Svizzera: Pepsi, il Lugano e il Concordia

Calcio

Dieci anni fa segnò al Lugano in Challenge League, questa sera affronterà Sabbatini e compagni per i trentaduesimi – «Al nostro avversario invidio Aratore e Celestini, un allenatore di primissima fascia» spiega l’ex Yverdon

Coppa Svizzera: Pepsi, il Lugano e il Concordia
Florent Pepsi, al centro, immortalato durante il match di Coppa Svizzera fra il suo Concordia e lo Zurigo dell’anno scorso. (Foto Keystone)

Coppa Svizzera: Pepsi, il Lugano e il Concordia

Florent Pepsi, al centro, immortalato durante il match di Coppa Svizzera fra il suo Concordia e lo Zurigo dell’anno scorso. (Foto Keystone)

Dieci anni e un po’. Di tempo ne è passato, ma ai nostri occhi Florent Pepsi è ancora quel ragazzino «frizzante» che stese il Lugano. 30 maggio 2009, ultima giornata di Challenge League. Florent all’epoca militava nell’Yverdon di Vito Bevilacqua assieme a Mariolino Gavranovic. Firmò il momentaneo 2-0 contro i bianconeri. «Lì per lì mi sembrò di avere il mondo ai miei piedi» ricorda oggi il diretto interessato con un sorriso. Era la sua prima stagione fra i professionisti. Ne avrebbe disputate solamente altre due. E poi? Niente, poi un lungo girovagare nei campionati minori. «Ora sono alla mia quarta annata con il Concordia, in Seconda Lega».

Già, il Concordia Basilea. O meglio il «Congeli», come viene affettuosamente chiamato lassù. «È un po’ strano ritrovare il Lugano» ammette Florent, oggi ventottenne. Nel 2009 i renani salutarono la Challenge League per sempre, complici i soliti problemi finanziari. Questa sera sfideranno i bianconeri in Coppa Svizzera, per i trentaduesimi. Davide contro Golia. Un classico. «È l’highlight della stagione per noi» prosegue Pepsi. «Al di là della componente sportiva sarà una vera e propria festa. La scorsa stagione ospitammo lo Zurigo e, per ragioni di sicurezza, fummo costretti ad adoperare il St. Jakob Park. I tifosi bianconeri invece non sono considerati pericolosi. Perciò potremo utilizzare il terreno abituale, lo stadio dell’atletica. Secondo le stime e considerando la prevendita, sono attesi fra i mille e i millecinquecento spettatori. Una cornice assolutamente degna».

Pepsi e il Concordia – secondo logica – sono motivatissimi. «Il Lugano, beh, è un avversario eccezionale, il meglio che potessimo pescare. Una squadra che farà l’Europa League: cosa vuoi di più? Noi siamo quello che siamo. Ma avremo una possibilità. Piccolissima, però starà a noi cercare di sfruttarla. Sicuramente nessuno di noi andrà in campo con l’idea di perdere. Con il nostro tecnico abbiamo studiato un piano». E i rigori? Al termine della rifinitura, ieri, il Lugano li ha provati. «Noi no» prosegue Florent divertito. «Ai bianconeri invidio due elementi. Aratore, cresciuto fra l’altro nel Basilea, e mister Celestini. Per me è un allenatore di primissima fascia».

Intanto, il Concordia ha cambiato pelle. Il campionato è iniziato con un sonoro 5-0 rifilato al Birsfelden. «La squadra ha un volto decisamente più giovane» afferma Pepsi. «Ci sono ben otto elementi classe 2001, affiancati da giocatori più navigati come il sottoscritto. L’obiettivo è sempre quello, comunque. Conquistare la promozione in Seconda Interregionale. Gli ultimi tre tentativi sono andati a vuoto, speriamo sia finalmente arrivato l’anno buono». La dirigenza non ha lasciato nulla di intentato a tal proposito. Affidando la squadra ad un tecnico giovane e ambizioso, Nikola Marunic. «La scorsa stagione era assistente a Kriens. È un tipo tosto». Da cinque anni invece a fungere da direttore sportivo c’è Willy Schmid. Una leggenda vivente nella regione. «È considerato fra i migliori talent scout dell’intera Svizzera, tant’è vero che storicamente è un uomo del Basilea».

Il «Congeli» è un fratello povero se paragonato al ricco vicino di casa, che Florent definisce cordiale. E ancora: «Negli ultimi dieci anni, da quando ha abbandonato la Challenge per mancanza di fondi, il Concordia è stato sull’ottovolante. Dalla Seconda alla Prima Lega e viceversa. Strutture, persone e potenziale però non mancano. Con un po’ di fortuna e aiuto questa società un domani potrebbe tornare in Challenge. C’è, soprattutto, un fiorente settore giovanile. Il Basilea, con cui c’è una fitta collaborazione, pesca spesso dal nostro vivaio. Analogamente, chi non trova più spazio nella trafila rossoblù torna al Congeli. È successo anche quest’estate, con tre-quattro Under 18 del Basilea inseriti nella rosa della nostra prima squadra».

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