Il derby

Coppa Svizzera: rimarrà solo un fratello

Ai 1/32 di finale il Gambarogno-Contone di Daniele Facchinetti sfida il Bellinzona di Mirko - I due centrocampisti si promettono battaglia - GUARDA IL VIDEO E LE FOTO

Coppa Svizzera: rimarrà solo un fratello
Per 90 minuti o forse più Daniele (a sinistra) e Mirko Facchinetti saranno solo avversari. (Foto Putzu)

Coppa Svizzera: rimarrà solo un fratello

Per 90 minuti o forse più Daniele (a sinistra) e Mirko Facchinetti saranno solo avversari. (Foto Putzu)

Coppa Svizzera: rimarrà solo un fratello

Coppa Svizzera: rimarrà solo un fratello

Coppa Svizzera: rimarrà solo un fratello

Coppa Svizzera: rimarrà solo un fratello

SEMENTINA - Storie di intrecci pericolosi, di sorprese e risultati clamorosi: benvenuti in Coppa Svizzera, dove spesso a regnare è la magia dell’imponderabile. Un nuovo, affascinante capitolo della competizione sarà scritto questo weekend, quando – ai 1/32 di finale – una schiera di «piccole» tenterà di sovvertire i pronostici. E tra chi cercherà l’impresa figura anche il Gambarogno-Contone. Neopromossa in Seconda Lega interregionale, la squadra locarnese sarà impegnata contro il Bellinzona, fra le candidate all’ascesa in Challenge League e fresca di cambio alla guida, con Luigi Tirapelle che ha pagato un avvio di stagione sotto le attese ed è stato sostituito da Maurizio Jacobacci. Ma quello che andrà in scena sabato sera al Centro sportivo di Magadino non sarà solo un derby sul campo. In ballo c’è molto di più, una questione di famiglia per la precisione. Sì perché a duellare lì nel mezzo vi saranno i due fratelli Facchinetti. Daniele, 31 anni, proverà il colpaccio con il suo Gambarogno-Contone. Mirko, classe 1992, scenderà sul terreno da gioco per confermare la supremazia – in termini di categoria – dei granata. A Sementina, nella casa dove sono cresciuti, abbiamo incontrato i due centrocampisti per una simpatica intervista doppia. Amici oltre che fratelli, ci confidano le rispettive sensazioni prima della partita. Lo fanno a pochi metri dal praticello sul quale hanno tirato i primi calci a un pallone e promettendo uno all’altro che di sconti non ce ne saranno. Papà Giovanni – arrivato in serie B proprio con l’ACB alla fine degli anni Settanta – è al lavoro. Mamma Cinzia, invece, si affaccia sulle terrazza e osserva orgogliosa i propri pargoli. «Ma per quale figlio faranno il tifo?» chiediamo incuriositi. «Effettivamente è stato un tema di discussione» conferma Daniele: «Il papà mi ha promesso che avrebbe tenuto alla squadra più debole e quindi, sulla carta, al Gambarogno-Contone». Mirko non è preoccupato, anzi: «Io stesso ho detto loro di tifare per i padroni di casa». Quel che è certo è che tutti e quattro vivranno delle intense emozioni all’interno e a bordo campo. «Auspicano che vinca il migliore, magari al termine di una partita che ci vedrà segnare entrambi» concludono ridendo Daniele e Mirko.

LE DOMANDE

1. Cosa ti viene in mente ripensando ai primi calci al pallone tirati insieme a tuo fratello?

2. Per una partita di calcio avete già litigato?

3. È vero che Daniele, fisioterapista, fa i massaggi a Mirko?

4. Entrambi avete una particolare dote nel calciare le punizioni: un caso o avete «studiato» insieme?

5. Qual è la qualità calcistica che invidi maggiormente a tuo fratello?

6. Vi piacerebbe giocare uno accanto all'altro un giorno?

7. Perché vincerà la tua squadra?

8. Fai un pronostico secco.

Coppa Svizzera: rimarrà solo un fratello
DANIELE FACCHINETTI (GAMBAROGNO-CONTONE): "Non dimenticherò mai quel fallaccio in amichevole"

1. «Ricordo i primi calci al pallone, qui nel giardino di casa. Mirko di solito si metteva in porta e, se devo essere onesto, io non esitavo a tirare piuttosto forte. Così sarebbe cresciuto bene».

2. «Litigato veramente forse no, ma c’è un episodio legato a un’amichevole che non scorderò mai. Lui giocava a Locarno, io nel Losone. Pronti, via e dopo pochi minuti ho subito un fallaccio da dietro. Mi sono voltato subito, piuttosto nervoso, gridando “chi è stato?”: allora ho visto mio fratello che se la rideva».

3. «È tutto vero. Ogni tanto Mirko piomba nel mio studio, acciaccato dopo una delle sue partite. Quando ha bisogno mi chiama, anche se forse dovrebbe venire un po’ più spesso».

4. «Se mi chiedi chi calcia più forte o risulta maggiormente preciso nei lanci non ti saprei rispondere. Di certo già da piccoli il tiro finiva per essere la nostra arma vincente. Ricordo dei gol da metà campo, messi a segno da entrambi».

5. «Non nego che mi piacerebbe disporre della tecnica di Mirko, soprattutto nello stretto. Sotto questo punto di vista è un giocatore molto completo. Una qualità dunque senz’altro invidiabile».

6. «Ogni tanto ci penso. E infortuni permettendo, un giorno sarebbe bello poter condividere il centrocampo. Magari in una lega minore. Mirko ha tuttavia ancora qualche traguardo da raggiungere, in particolare con il Bellinzona».

7. «Bisogna essere realisti. Le possibilità di vittoria del Gambarogno-Contone sono minime. Detto ciò il nostro è un grande gruppo. E i successi dell’ultima stagione - in campionato, Coppa Ticino e Supercoppa - ne sono la dimostrazione. Siamo molto uniti e contro il Bellinzona questa caratteristica potrebbe anche fare la differenza. Possiamo metterli in seria difficoltà. Il mio passato con la maglia granata? Sì, ho fatto tutta la trafila delle giovanili all’ombra del Comunale, mentre tre anni fa ho giocato per la prima squadra. Serbo dei bei ricordi e se dovessi segnare non so bene come reagirei. Probabilmente esulterei in modo composto».

8. «Dopo una partita di grande sofferenza vinciamo noi 1-0. Gol di Maurizio Natiello al 90’».

MIRKO FACCHINETTI (BELLINZONA): "A differenza sua, se segno esulto di sicuro"

1. «Da piccolo amavo parare e quindi mi piazzavo senza problemi davanti al muretto, in attesa delle conclusioni di Daniele».

2. «Più che altro ci capita di guardare delle partite alla televisione e di non pensarla allo stesso modo. Tra l’altro io sono interista e lui tifa Atalanta. In campo invece abbiamo disputato diverse amichevoli da avversari, nulla però a che vedere con la sfida di Coppa Svizzera che ci attende».

3. «Daniele è un ottimo fisioterapista. A dirla tutta però, dopo i suoi trattamenti mi capita anche di uscire distrutto dallo studio. Avere uno specialista in famiglia ad ogni modo fa molto comodo».

4. «Probabilmente si tratta di una dote naturale, che accompagna entrambi dall’infanzia. Forse c’entra persino genetica. Pare infatti che anche nostro papà, in passato giocatore del Bellinzona, fosse molto forte nelle punizioni. Insomma, i Facchinetti ce l’hanno nel DNA».

5. «Come detto entrambi calciamo molto bene. Tuttavia, in questo tipo di esercizio Daniele è sicuramente più preciso del sottoscritto. Raramente non mira la porta, mentre io spesso - seppur di poco - manco il bersaglio. Ecco: un po’ della sua precisione mi farebbe senz’altro comodo».

6. «Effettivamente potremmo essere una bella coppia, lì in mezzo al campo. Attenzione però: quando gioco posso risultare abbastanza antipatico. Non scommetterei dunque su una convivenza per forza di cose pacifica. Di fronte a un suo errore ad esempio non sono sicuro che riuscirei a tenere la bocca chiusa. Qualche prova comunque l’abbiamo già fatta, in occasione di tornei dei bar».

7. «Non vi sono scuse e o alibi di sorta. Dobbiamo vincere, anche perché teniamo particolarmente a fare bene in Coppa Svizzera. Le insidie e le difficoltà non mancheranno, ma non possiamo nasconderci. Ah, a differenza di mio fratello di sicuro se segno esulto senza problemi (ride, ndr.)».

8. «Vince il Bellinzona 3-1. Gol di Daniele per il Gambarogno-Contone, mentre per noi decisive la mia rete e la doppietta di Magnetti».

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