Cristiano Ronaldo contro Messi e gli altri incroci «pericolosi»

I Mondiali devono ancora cominciare, è vero. Eppure, tabellone alla mano, è impossibile non spingere lo sguardo un po’ più in là. E dare un’occhiata a quello che potrebbe accadere a partire dal 28 giugno, quando archiviata la fase a gironi, cominceranno i giochi che contano. Tra geopolitica, intrecci dal sapore particolare e duelli tra leggende (del passato, del presente e del futuro), ecco cosa potrebbe succedere da metà torneo in poi.
Partite oltre il pallone
Sarebbe l’incrocio più delicato fra tutti. E certamente non per questioni sportive. Il 3 luglio, alla vigilia del 250. anniversario dell’indipendenza americana, Stati Uniti e Iran potrebbero ritrovarsi all’AT&T Stadium di Arlington, in Texas, per i sedicesimi di finale. Basta che entrambe chiudano il girone al secondo posto e lo scenario diventa concreto. Una partita carica di tensioni politiche, più pesanti ancora di quelle che avvolsero il faccia a faccia di Francia ’98. Allora prima del fischio d’inizio, i giocatori iraniani regalarono rose bianche agli statunitensi, in segno di pace, e le due squadre posarono insieme per una storica foto. Oggi un’immagine del genere sembra pura utopia. È la storia di partite che vanno oltre il rettangolo verde. Come Argentina-Inghilterra nel 1986, giocata a pochi anni dalla guerra delle Falkland. Fu la sera della «doppia vendetta» di Maradona; la Mano de Dios e il Gol del Secolo. A quarant’anni di distanza, un nuovo incrocio tra Albiceleste e Inghilterra avrebbe ancora un grande peso simbolico. Potrebbe scattare agli ottavi se finissero entrambe seconde nei gironi. Solo in semifinale se, come da pronostico, lo chiudessero davanti a tutti.
Subito dei big match?
Non è però da escludere che i detentori del titolo incontrino un avversario di fuoco ancor prima: la Spagna. Sarebbe la sfida tra i campioni d’Europa e di Sud America (che avrebbero dovuto affrontarsi nella Finalissima, poi cancellata), ma soprattutto un simbolico passaggio di consegne tra Leo Messi e il suo erede designato, nel Barcellona ma non solo, Lamine Yamal. Avverrebbe già ai sedicesimi, nel caso una delle due formazioni vincesse il proprio girone e l’altra arrivasse seconda. Difficile che questo accada, diranno alcuni. Allora eccovi servito un ottavo di finale tra Francia e Germania. Sì, quella che sulla carta avrebbe tutti i crismi per essere una finale, andrà con ogni probabilità in scena il 4 luglio a Filadelfia, due settimane prima dell’ultimo atto. La condizione? Che le due squadre vincano il proprio girone e, logicamente, superino i sedicesimi. Un compito non proprio proibitivo per la Mannschaft, sorteggiata con Curaçao, Costa d’Avorio ed Ecuador. Forse un po’ più ostico invece per i transalpini, che si troveranno di fronte Norvegia, Senegal e Iraq. E nel caso entrambe fallissero parzialmente la prima fase e arrivassero seconde, ecco che il tutto sarebbe anticipato al turno precedente. Dove sarà possibile anche un Brasile-Paesi Bassi, qualora gli Oranje dovessero terminare in seconda piazza.
Chiamiamoli derby
Nell’unico precedente di un Mondiale co-organizzato - in Corea e Giappone nel 2002 - non era successo, ma questa volta, con tre nazioni in gioco, un incrocio fra i Paesi ospitanti potrebbe in qualche modo verificarsi. La via più immediata si avrebbe qualora Messico e Canada dovessero arrivare secondi nei gironi: il loro match ai sedicesimi di finale avrebbe però luogo fuori dai rispettivi confini nazionali, al SoFi Stadium di Los Angeles. Vi è poi sempre la possibilità, più intricata, legata ai ripescaggi: se gli States dovessero primeggiare nel gruppo D, le combinazioni potrebbero permettere un sedicesimo dal sapore hockeystico contro le Foglie d’Acero, nella cornice non altrettanto glaciale di Santa Clara. Un derby Tex-Mex nel primo turno della fase a eliminazione diretta non sarà invece possibile, ma non è escluso che possa avvenire in quelle successive, se i vari risultati dovessero allinearsi.
Una sorta di derby potrebbe viverlo anche la Svizzera. O per meglio dire, il suo ex selezionatore Vladimir Petkovic. Accantonando per un secondo la scaramanzia, e ipotizzando il primo posto nel non proibitivo girone dei rossocrociati, ecco che il tabellone riserva un incrocio con una serie di possibili terze classificate. Tra queste, quella del Gruppo J, comprendente appunto l’Algeria di Vlado e del suo assistente Davide Morandi. Una partita speciale per loro. Così come per i vari Akanji, Elvedi, Rodriguez, Freuler, Xhaka, Zakaria ed Embolo, che agli ordini del 63.enne di Sarajevo hanno vissuto la rassegna iridata in Russia.
... e se fosse in finale?
Un accoppiamento in particolare ha però acceso le speranze dei tifosi fin dal sorteggio. Argentina contro Portogallo, o se si preferisce, l’ ultimo, definitivo faccia a faccia tra Messi e Cristiano Ronaldo. Un confronto mai andato in scena prima nella fase finale di un Mondiale. Era stato solamente sfiorato in Russia, quando il tabellone li aveva messi in rotta di collisione per i quarti. Ipotesi poi sfumata nel giro di poche ore, con le contemporanee eliminazioni agli ottavi per mano di Francia e Uruguay. Oggi la traiettoria più lineare punta nuovamente dritta ai quarti. Si concretizzerebbe qualora entrambe le formazioni rispettassero i pronostici nei gironi. Basterebbe però un piccolo passo falso per stravolgere i piani. E, diciamo noi, in meglio. Nel caso in cui una delle due passasse il turno come seconda, verrebbe catapultata sul lato opposto del tabellone, lasciando in piedi un’unica, estrema opzione: darsi appuntamento a New York per la finalissima.