Le pagelle del ritorno

Diamo i voti al 2019 del Football Club Lugano

Dalle magie di Junior ai sacrifici di Gerndt, passando per una dirigenza sempre sul pezzo e un allenatore poliedrico: ecco il viaggio verso l’Europa dei bianconeri

Diamo i voti al 2019 del Football Club Lugano
Armando Sadiku e Fabio Celestini vengono inondati di champagne al termine di Lugano-GC. (Foto Keystone)

Diamo i voti al 2019 del Football Club Lugano

Armando Sadiku e Fabio Celestini vengono inondati di champagne al termine di Lugano-GC. (Foto Keystone)

Un’altra cavalcata, un altro risultato eccezionale. Sarà Europa League, ancora una volta dalla porta principale. Il Lugano ha compiuto un vero capolavoro: a dimostrazione che con pochi mezzi ma con gli uomini (e le idee) giusti, si può arrivare ovunque in Super League. Ecco allora tutte le pagelle dell’esaltante girone di ritorno bianconero. Si va dai bravissimi Junior e Gerndt fino al «mago» Fabio Celestini, passando da alcune delusioni. Senza dimenticare la dirigenza, il vero valore aggiunto del club ticinese. Buon viaggio.

David Da Costa 3.5

Da quando Renzetti dice «il titolare è Baumann», Da Costa non scenderà praticamente più in campo. Gioca due sole partite ma a Basilea riesce a cucinare una frittata.

Noam Baumann 4

Fra i pali c’è, anche se ha ampi margini di miglioramento. Da rivedere nelle uscite, spesso azzardate e poco sicure. Deve crescere, perché il Lugano punta su di lui.

Akos Kecskes 4

Quando Fabio Celestini trova l’equilibrio giusto nella sua difesa, l’ungherese esce dall’undici titolare. Dimostra comunque di avere il livello per la Super League.

Mijat Maric 5

È il saggio del gruppo. Dispensa consigli, non perde la calma, è un punto di riferimento per i compagni. Ha ancora tanta voglia di giocare e vivere calcio. E lo dimostra.

Eloge Yao 4

A Natale finisce sulla lista dei tagliati. Ma poi rientra in squadra. Quando viene utilizzato, alterna cose ottime ad altre decisamente brutte. Ma la pagnotta se la guadagna.

Numa Lavanchy 5

È stato il vero colpo del mercato. Non molla mai, non attraversa cali di tensione, è sempre sul pezzo. Nel sistema di Celestini è una pedina preziosissima.

Fulvio Sulmoni 4.5

Un giocatore finito? E chi l’ha detto? Altra buona stagione per il centrale bianconero. E potrà dare ancora molto alla squadra. Contribuisce a rendere impermeabile la retroguardia.

Fabio Daprelà 5

Un mastino. Cattivo il giusto, non si tira mai indietro a livello di contrasti. La sua carica agonistica si fa sentire a più livelli. Tatticamente sa il fatto suo.

Miroslav Covilo 3.5

Diciamocelo: nessuno ha ancora trovato la collocazione perfetta a «Miro». Nemmeno Celestini. Quando il Lugano prende il volo lui resta a terra e vede poco campo.

Valon Fazliu 3

Gioca col contagocce e quando lo fa non riesce mai a lasciare una vera impronta. Ha parecchi limiti: potrebbe osare di più ma spesso si perde nell’anonimato.

Mattia Bottani 4

Il solito Mattia Bottani, verrebbe da dire: tanta energia, tanto cuore, ma a conti fatti incide poco in termini di reti rispetto alle occasioni che riesce a crearsi durante le partite.

Jonathan Sabbatini 5

Dopo un girone di andata colmo di difficoltà, ritrova lo smalto dei tempi migliori. Gioca e agisce da capitano vero. Il suo rinnovo è una priorità.

Balint Vecsei 3.5

Alterna buone prove ad altre poco lucide e insufficienti. Spesso, poi, sembra svagato e poco attivo. Deve crescere se vuole avere una possibilità di imporsi sul serio in Super League.

Mario Piccinocchi 3.5

Un fastidioso infortunio lo toglie dai giochi per una buona fetta del ritorno. Ma Celestini, a conti fatti, ha dimostrato di saper fare a meno di lui. Ha già salutato Cornaredo.

Petar Brlek 4

Ci si poteva aspettare di più da lui. Invece, non trova la giusta continuità e Celestini nel girone di ritorno lo schiera una sola volta fra i titolari. Nella partita decisiva trova una rete preziosa.

Domen Crnigoj 4.5

Rispetto al passato, non vede mai la porta. Ma il suo contributo alla causa è prezioso. Tecnicamente non sarà un fenomeno, però ha corsa, coraggio e tantissima voglia di arrivare.

Dragan Mihajlovic 4

Il tecnico lo utilizza spesso quale rimpiazzo. Lui fa il suo, con umiltà e pazienza. Viene utilissimo quando c’è da rivitalizzare la squadra nei momenti finali delle partite.

Carlinhos Junior 5.5

I numeri parlano per lui. Va in doppia cifra a livello realizzativo, dimostrando di meritare ben altri palcoscenici. È l’uomo mercato del prossimo mercato bianconero: una manna per le casse del club.

Alexander Gerndt 5.5

Quando Alex ha rinnovato, i tifosi hanno tirato un sospiro di sollievo. Lo svedese è una colonna: segna, i suoi calci piazzati sono veleno puro per gli avversari. Ed è uno che ci mette sempre il cuore. Complimenti a lui.

Marc Janko 3

Il cobra triste ha perso il morso da molto tempo. Vive in una specie di realtà parallela e non lega con nessuno. Un flop totale: peccato.

Armando Sadiku 3.5

Torna a Lugano dopo un grave infortunio. Ma non è l’attaccante che i tifosi conoscevano. Salvo qualche episodio non riesce mai a essere decisivo. È molto nervoso.

Gli altri s.v.

Muci, Kameraj, Kryeziu, Macek, Piazza, Soldini. Fra infortuni e semplici scelte tecniche, nessuno di loro riesce a emergere. E il campo non lo vedono.

Fabio Celestini 5.5

Dà al Lugano una forma precisa, a sua immagine e somiglianza a livello caratteriale. Ha l’astuzia di cambiare tipo di calcio di fronte al materiale umano che ha a disposizione. E la scelta si rivela pagante.

La società 5.5

Tutto giusto. Ancora una volta. Passano gli anni ma il Lugano riesce sempre a crescere. Il terzo posto dimostra che con una po’ di strategia, intelligenza e uomini giusti (pensiamo a Manna o a Campana, in particolare) i soldi contano relativamente. Bravissimi tutti.

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