«Entusiasmo, al di là di tutto»

Calcio

Il Lugano ospita il San Gallo capolista: il campionato rischia lo stop, ma Maurizio Jacobacci pensa solo a giocare - «Questa è una partita da affrontare con euforia e determinazione» afferma il tecnico - Torna Noam Baumann tra i pali?

«Entusiasmo, al di là di tutto»
Maurizio Jacobacci vuole allungare la striscia di risultati utili consecutivi. ©CdT/Gabriele Putzu

«Entusiasmo, al di là di tutto»

Maurizio Jacobacci vuole allungare la striscia di risultati utili consecutivi. ©CdT/Gabriele Putzu

La prima e la più affascinante della classe. Per l’ultimo ballo, forse. Il Lugano attende il San Gallo a Cornaredo con un misto di euforia e rassegnazione. Sì, perché la sfida contro la squadra di Peter Zeidler - attuale capolista della Super League - promette scintille da un lato. Ma dall’altro non può fare astrazione del contesto, complicatissimo. Dopo il weekend si andrà avanti? «Onestamente non voglio pensarci, davvero» afferma Maurizio Jacobacci, scacciando lo spettro dell’interruzione. «Continuo a fare attenzione senza però farmi terrorizzare dal coronavirus». Di più: il tecnico dei bianconeri non teme nemmeno la partita di domani sera. «E lo stesso mi aspetto dalla squadra» afferma convinto: «Quella con il San Gallo non deve essere una gara da vivere male o sotto pressione. No, ai miei uomini chiedo determinazione ed entusiasmo».

«Mi aspetto un match aperto»

Il Lugano non perde da 13 partite consecutive. Tanta roba, sì. Al contempo tuttavia è reduce da tre pareggi rocamboleschi, strappati con i denti a chi - al momento - occupa i bassifondi della graduatoria. Come la mettiamo? «Ma ciò non significa che abbiamo affrontato partite facili» replica «Jaco». Per poi rilanciare: «Anzi, avversari come Vaduz o Sion implicano match rognosi. E, anche a livello di episodi, sappiamo tutti come sono nati i pareggi degli ultimi tre turni». Il bicchiere, insomma, rimane mezzo pieno agli occhi dell’allenatore. «Per prestazioni e mole di gioco, qualche punto in più all’attivo ad ogni modo ci stava eccome». Anche perché ora il calendario dice San Gallo, appunto, e Young Boys settimana prossima. «A differenza dei nostri precedenti avversari, entrambe cercheranno di giocare a calcio» fa notare Jacobacci: «Gli spazi per renderci pericolosi, dunque, non mancheranno. Mi aspetto un incontro aperto e in tal senso dovremo essere bravi in fase di recupero palla, per poi sfruttare al meglio le ripartenze che si presenteranno». Per Sabbatini e compagni si tratterà altresì di un esame di maturità. «A certificare o meno il nostro grado di preparazione per simili sfide sarà il campo. Di certo mi aspetto un Lugano diverso da quello osservato a inizio gara a Vaduz. Siamo stato meno propositivi del solito. E pure l’aggressività mostrata ad esempio all’esordio contro il Lucerna è mancata. Per battere il San Gallo sarà cruciale tornare a vincere i duelli».

«I portieri? Gerarchia chiara»

Intanto continua a battagliare anche il presidente Angelo Renzetti. Risultato positivo la scorsa settimana, il patron bianconero è alle prese con la grande fatica causata dalla COVID-19. Rimasto ai box per diverse settimane, potrebbe invece fare il suo grande ritorno tra i pali Noam Baumann. Proprio così. Nonostante le garanzie offerte in questo primo scorcio di stagione da Sebastian Osigwe, Jacobacci sembra intenzionato a cambiare. «Lo capirete solo all’ultimo» afferma il tecnico, facendo pre-tattica. Le sue parole in merito all’attuale dualismo sulla riga di porta risultano tuttavia indiziarie: «Baumann è pronto. In fondo lo era già sette giorni fa. Mentre Osigwe ha fatto più che bene il suo dovere in questa fase particolare. Sono sempre stato chiaro circa il ruolo dei nostri portieri. Abbiamo un numero uno e un numero due. E sia Noam sia Sebastian sono persone intelligenti, in grado di accettare e comprendere la gerarchia esistente».

Dalle retrovie all’attacco, resta pure da capire se Jens Odgaard avrà la possibilità di sfruttare un’altra maglia da titolare. O se, in alternativa, l’allenatore tornerà a puntare sull’affiatamento della coppia Gerndt-Bottani. «Anche qui, non mi sbilancio» rileva Jacobacci in versione equilibrista. «Ho la fortuna di poter contare su una panchina di qualità. Ma chi sarà chiamato a subentrare deve avere le idee bene in chiaro. Il suo contributo potrebbe infatti rivelarsi determinante».

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