La storia

Eris Abedini ha scelto il Kosovo: «Cuore e opportunità»

Il centrocampista del Lugano ha disputato due partite con la Under 21 dei «Dardani» e adesso sogna di esordire nella nazionale maggiore guidata da Bernard Challandes

Eris Abedini ha scelto il Kosovo: «Cuore e opportunità»
Eris Abedini, a destra, ha disputato il girone di ritorno con la maglia del Winterthur. (Foto Putzu)

Eris Abedini ha scelto il Kosovo: «Cuore e opportunità»

Eris Abedini, a destra, ha disputato il girone di ritorno con la maglia del Winterthur. (Foto Putzu)

È nato a Sorengo, ha vent’anni ed è cresciuto in Ticino. Si sente svizzero ma allo stesso tempo non può nascondere le sue origini. Il Kosovo. Eris Abedini ha esordito con la Under 21 dei «Dardani»: due partite di qualificazione agli Europei di categoria, 180 minuti e un gol, contro Andorra. «Ma direi soprattutto due vittorie» afferma il centrocampista del Lugano, lo scorso girone di ritorno in prestito a Winterthur.

Non è il primo calciatore elvetico a scegliere di vestire la maglia di un altro Paese. Non sarà l’ultimo. Abedini ne fa una questione di opportunità, innanzitutto: «Il Kosovo è stato chiaro» racconta. «I dirigenti puntavano su di me e in queste due partite ho capito che non dicevano bugie. È una scelta che ritengo corretta, anche perché sul fronte opposto non c’era la stessa fiducia». Già, nella Under 21 rossocrociata non c’era spazio per Eris. «Le convocazioni dell’allenatore mi sono sembrate un po’ strane. E così ho detto basta. Qui sono felice, spero vivamente di strappare un biglietto per l’Euro di categoria e, soprattutto, di fare il passo successivo. Farmi convocare da Bernard Challandes ed esordire con la nazionale maggiore».

In realtà Abedini figura da tempo sul taccuino dell’ex allenatore dello Zurigo. Di più, il bianconero avrebbe potuto fare il debutto in Bulgaria ma alla fine Challandes ha deciso di lasciarlo con la Under 21. «Lui per ovvi motivi conosce benissimo la realtà svizzera e segue i calciatori di origine kosovara che militano in Super o in Challenge. C’era l’idea di andare con la prima squadra per la trasferta in Bulgaria, ma avrei fatto panchina. Ad ogni modo il mio futuro, credo, è tracciato. Se farò bene a livello di club prima o poi arriverà anche la chiamata per il Kosovo dei grandi. Una realtà sempre più importante, capace di mantenere l’imbattibilità per 14 partite. C’è del talento vero. E chissà, in settembre sia la rappresentativa maggiore sia la Under 21 sfideranno l’Inghilterra per le qualificazioni europee. Le due squadre prenderanno lo stesso volo: sarebbe incredibile esordire con Challandes a Southampton, contro i maestri del calcio».

Detto delle maggiori opportunità di carriera, il Kosovo per Abedini è anche una questione di cuore. «Sì, io sono rimasto molto legato alla mia terra di origine. E nella mia scelta c’è sicuramente una componente affettiva. Giocare per questa gente e farlo con il cuore è stato davvero bellissimo. Noi kosovari in campo diamo l’anima, anche perché sappiamo bene quanto ha sofferto la popolazione in passato».

Il calcio al Fadil Vokrri di Prishtina è vissuto con trasporto e passione. «Sono emozioni fortissime» dice Abedini. «Il Kosovo, come spiegavo, è una parte importante di me. Vi faccio ritorno sempre volentieri, qui vivono ancora le mie nonne e molti altri miei parenti. Parlo bene la lingua, simile all’albanese».

Per mantenere aperto il canale con il Kosovo, a livello calcistico, sarà necessario imporsi in Svizzera. Di rientro dal prestito a Winterthur, Abedini martedì sarà a Cornaredo per la ripresa degli allenamenti. «Al momento so soltanto che inizierò la preparazione con il Lugano, ma il mio futuro è in stand-by. Bisognerà vedere le scelte dei bianconeri. Se la dirigenza dovesse propormi un altro prestito? Non saprei. Io voglio una soluzione definitiva. Tornerò a Lugano con l’intenzione di impormi, ma non dipenderà solo da me. Però, lo ribadisco, mi sento pronto per la Super League. Nel girone d’andata non avevo fatto male, anzi. Sono convinto che continuando a sudare e lavorare i risultati arriveranno».

A proposito di sudare: Abedini a causa degli impegni con il Kosovo Under 21 non ha fatto vacanza. «È vero, giusto il tempo di rilassarmi un po’ prima di rientrare in Ticino» conclude. «Va bene così».

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