Fabian Schär e un inno a lui sconosciuto

Il difensore ammette: “Non ho ancora sentito la canzone della Nations League”

Fabian Schär e un inno a lui sconosciuto

Fabian Schär e un inno a lui sconosciuto

SAN GALLO – Vladimir Petkovic ci scherza sopra: «Tanto non sa cantare». La domanda però apparentemente è seria. È rivolta a Fabian Schär, difensore della Nazionale al momento un po' in disgrazia (complice un minutaggio insufficiente a Newcastle). Riguarda la neonata Nations League e in particolare l'inno della competizione, commissionato dall'UEFA ai compositori olandesi Giorgio Tuinfort e Franck van der Heijden. «Davvero, non l'ho ancora ascoltato» risponde il giocatore. Domani sera con l'Islanda ne avrà un primo assaggio.

La Svizzera tornerà in campo dopo la dolorosa (e polemica) eliminazione maturata ai Mondiali di Russia 2018. Lo farà a San Gallo, in uno stadio che a suo tempo riservò fischi pesantissimi a Marco Streller. Come verrà accolta a questo giro la squadra? «Lo vedremo» prosegue Schär. «Ho sempre giocato volentieri al Kybunpark. E l'atmosfera nella maggior parte dei casi era buona, positiva. In generale siamo tutti molto contenti di essere qui».

Schär in particolare non vede l'ora di calcare l'erbetta sangallese. Contro la Svezia, quel giorno a San Pietroburgo, Fabian era squalificato. «Non aver potuto aiutare la Svizzera in una partita così importante, beh, fece male allora e fa male anche adesso. Per noi sarà il primo match dopo l'eliminazione. Sappiamo quanto siano difficili appuntamenti di questo tipo. Penso al Portogallo campione d'Europa, che rimediò una sconfitta contro di noi subito dopo aver trionfato in Francia».

A parole la Svizzera è pronta. E l'Islanda? «Un avversario che ha ottenuto risultati eccezionali» conclude Schär. «Soprattutto se penso alla grandezza del Paese e al numero di abitanti. Ricordo il nostro ultimo precedente, un 4-4 durante le qualificazioni a Brasile 2014. Fu la mia prima da titolare e in quell'occasione segnai il mio primo gol in Nazionale. Gli islandesi tornarono alla grande in partita sfruttando un nostro momento di relax. Mi aspetto una gara complicata e chiusa. L'Islanda è brava a chiudersi, gioca molto con il fisico. Ci servirà anche un pizzico di fortuna per vincere».

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