Calcio

Fabio Celestini e il sogno europeo

Il tecnico del Lugano carica i suoi in vista della partitissima contro il Grasshopper: «Viviamo per sfide del genere, vorrei tornare calciatore e giocare»

 Fabio Celestini e il sogno europeo
(foto Keystone)

Fabio Celestini e il sogno europeo

(foto Keystone)

LUGANO – Ci siamo. Domani, il Lugano si giocherà l’Europa contro Il Grasshopper. Fabio Celestini sorride, ammicca, si lascia andare ad alcune battute. Dentro, però, ha il fuoco della passione. «Quello che abbiamo fatto finora ha qualcosa di straordinario» afferma l’allenatore bianconero. «Ora, di fronte a noi c’è una possibilità incredibile. Possiamo finire terzi, e quindi ai gironi di Europa League, oppure centrare le qualificazioni europee. In ogni caso la nostra stagione è positiva. Io? Sono pieno ma non ancora sazio. Ho una voglia matta di vivere questa sfida. Vorrei giocarla, anche. In queste settimane io e i ragazzi abbiamo capito perché è così bello fare il nostro mestiere».

La sfida di Cornaredo si incrocerà con le altre e, in particolare, con Young Boys-Lucerna. «Inconsciamente penseremo anche agli altri campi, sì. Ma non più del 10%, perché altrimenti andremmo in difficoltà. Non dobbiamo curarci troppo degli altri, ma vincere la nostra partita. Sono convinto che il Lugano risponderà alla grande. Lo sento dentro. Ho giusto un po’ di apprensione riguardo al risultato, che non posso prevedere. Quanto all’YB, a mio avviso farà una gara vera. Mi dicono che i gialloneri siano stati a Ibiza prima di affrontare il San Gallo. Ma stavolta sarà diverso. Giocheranno in casa, sarà l’ultima stagionale e Von Bergen chiuderà la sua carriera. Nessuno vorrà fare figuracce. Detto ciò, le dinamiche e le variabili sono tantissime. Ci sono sei squadre che possono finire al terzo posto. Per questo non bisogna fare troppi calcoli né speculare. Se ho dato regole alla panchina? Voglio essere informato sugli altri risultati, ma per una mia gestione dei ragazzi e del match».

Infine, come sempre, due considerazioni sul futuro. «Potrebbe essere la mia ultima sulla panchina bianconera, lo so» conclude il tecnico. «Ma la mia situazione non è cambiata di una virgola. Stiamo discutendo il rinnovo. Vedremo. Io qui sto benissimo, si sono create dinamiche meravigliose. Lugano è davvero una famiglia».

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