Gli esami, per il Lugano, non sono finiti

Calcio

La squadra di Mattia Croci-Torti non vuole fermare la sua corsa e domani sera al Letzigrund cercherà di superare anche il Grasshopper - «Sfidiamo una compagine guidata dal tecnico forse più preparato in Svizzera» afferma il Crus, in settimana impegnato a Macolin per la sua formazione

Gli esami, per il Lugano, non sono finiti
Negli scorsi giorni Cao Ortelli, vice di Mattia Croci-Torti, ha condotto gli allenamenti a Cornaredo. © CdT/Gabriele Putzu

Gli esami, per il Lugano, non sono finiti

Negli scorsi giorni Cao Ortelli, vice di Mattia Croci-Torti, ha condotto gli allenamenti a Cornaredo. © CdT/Gabriele Putzu

Notte prima degli esami. Quelli sul campo. E quelli alle urne. Domani e domenica. Per preparare al meglio la spigolosa gara di Zurigo, contro il Grasshopper. Sperando di cogliere i tre punti e, qualche ora più tardi, la maggioranza dei consensi luganesi. «Notte di sogni, di coppe e di campioni» già. In gioco, d’altronde, c’è il futuro a breve e lungo termine. Quello sportivo, certo. Ma non solo. La squadra di Mattia Croci-Torti, comunque, affronta il weekend con il sorriso. Serena e forte di un ruolino di marcia da «grande». I bianconeri, in campionato, sono reduci da tre vittorie consecutive. L’infermeria è praticamente vuota, con i soli Hajrizi e Osigwe non al meglio e in dubbio per la partita del Letzigrund. Insomma, a quasi tre mesi dalla svolta in panchina, il Lugano sembra in grado di viaggiare da solo. «E infatti non ho avuto problemi a lasciare la squadra nelle mani del mio vice Cao Ortelli e del prof Nicholas Towsend» afferma Croci-Torti, in settimana impegnato a Macolin con i corsi per l’ottenimento del patentino UEFA Pro. «Ho piena fiducia nei miei collaboratori e, chi lo sa, forse anche ai ragazzi ha fatto bene non sentire per qualche giorno la mia voce. Che, lo ammetto, è parecchio insistente...» (ride, ndr.).

Un precedente prezioso
Il Lugano, dicevamo, sta bene. Molto bene. Ma l’esame Grasshopper non va preso sotto gamba. Basti pensare che il 23 settembre scorso, in occasione della seconda gara condotta dal Crus, le cavallette erano state in grado di irretire i ticinesi. Costringendoli a una prestazione piuttosto grigia e, di riflesso, a un pareggio. «Non avevo e non avevamo sottovalutato l’avversario, ma in effetti non eravamo riusciti a metterlo in difficoltà. Quella partita, non a caso, mi ha fatto capire diverse cose» indica il tecnico dei bianconeri. Per poi precisare: «Innanzitutto, che senza Mattia Bottani non è saggio affrontare il GC a specchio. Con il medesimo modulo». Quale? Allora si era trattato grossomodo di un 3-5-2. La buona notizia - senza che il 39.enne momò si sia sbottonato sulla formazione titolare - riguarda però il rientro del numero 10, assente per squalifica nell’ultimo turno. «La verità, comunque, è che ho dovuto fare a meno di Bottani già quattro volte da quando alleno il Lugano» tiene a sottolineare Croci-Torti. Un bene o un male? «Più che altro questa variabile mi ha dato una svegliata. Credere di poter rinunciare a Mattia senza lavorare e proporre più alternative tattiche sarebbe stato un grande errore».

L’allievo e il maestro
Un errore che il Crus non ha commesso. Studiando e offrendo diverse soluzioni, a seconda del materiale umano a disposizione e della sfidante di turno. «A questo giro però l’allenatore forse più preparato in Svizzera lo affrontiamo noi» osserva, non nascondendo la personale stima per Contini: «Giorgio ha sempre fatto giocare bene le proprie squadre. Cercando di costruire dal basso e, talvolta, rinunciando a un pizzico di solidità in difesa. Ecco, per fare male al Grasshopper dovremo essere bravi a sfruttare questo aspetto».

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