Calcio

Helvetia Cup, quando i protagonisti sono i sorrisi

La manifestazione è pronta a sbarcare a Cornaredo ai primi di agosto - Il torneo sarà accompagnato dalla Special Needs European Cup

Helvetia Cup, quando i protagonisti sono i sorrisi
Tanto divertimento a Cornaredo.

Helvetia Cup, quando i protagonisti sono i sorrisi

Tanto divertimento a Cornaredo.

Ci siamo quasi. L’Helvetia Cup sbarcherà a Cornaredo ai primi di agosto. La manifestazione sarà accompagnata dalla Special Needs European Cup, manifestazione riservata a ragazzi con bisogni speciali o disabilità. Anche il Football Club Lugano schiererà una squadra. E ad allenarla Boris Angelucci, attuale responsabile marketing in seno al Corriere del Ticino. «Mi è stato chiesto: Boris, te la senti?» afferma il diretto interessato. «La risposta è stata altrettanto diretta: certo, sono pronto».

Angelucci vanta un passato ad alto livello in panchina – è stato vice di Davide Morandi a Cornaredo – ma, soprattutto, conosce bene il tema dell’inclusione. «Ho avuto l’occasione di imparare tantissimo, in particolare in Inghilterra dove ho potuto insegnare calcio a persone non vedenti. Ho accumulato esperienze magnifiche, che mi hanno dato la forza per proporre attività simili in Ticino. In questo mondo il protagonista non è il tempo, ma i sorrisi dei ragazzi».

Da tre mesi a questa parte Boris sta lavorando sodo con una decina di calciatori. «Sono tutti ambiziosi e motivatissimi. Il loro reclutamento è stato possibile grazie all’associazione Avventuno, nonché a Pro Infirmis, New Ability, Otaf e Atgabbes. E un grazie va anche al Raggruppamento San Bernardo, da sempre vicino alle tematiche sociali. Io rappresento solo una piccola parte. Il grosso del lavoro è svolto – quotidianamente – dalle associazioni menzionate, che si battono per un’inclusione totale che vada ben oltre lo sport».

E ancora: «Allenare questi ragazzi è stato un privilegio. Ho posto l’attenzione sulla conoscenza della persona e la valorizzazione dei rispettivi punti di forza. Un buon allenatore non schiererà mai il goleador quale difensore, del resto. Al mio Special Team, al momento composto da Carmen, Monica, Andrea, Christian, Marin, Massimo e Sasha, magari manca il finalizzatore o un capitano alla Sabbatini. Ma è composto da persone capaci di motivarsi e incoraggiarsi fra loro, di lavorare con serietà e passione. Emozioni davvero uniche».

Il Football Club Lugano Special Team ha già sostenuto alcuni allenamenti di avvicinamento. «Un grazie ad AIL, nostro sponsor, come alla Città e al Lugano per il supporto logistico. Ci sarà ancora un allenamento mercoledì prossimo, alle 18.30 a Cornaredo. Le iscrizioni sono ancora aperte». Chi volesse dare una mano può annunciarsi scrivendo all’indirizzo e-mail borisangelucci@gmail.com.

Gli organizzatori dell’Helvetia Cup non hanno lasciato nulla al caso, prevedendo una Special Needs European Cup coi fiocchi. Tanti i nomi altisonanti presenti: Liverpool, Chelsea e Werder Brema, solo per citarne alcuni. «Tutti club in cui la sezione sociale corre da sempre su binari paralleli a quelli del settore giovanile» conclude Angelucci.

Inclusione, un obiettivo condiviso

L’inclusione delle persone con disabilità in ambito educativo, sportivo e sociale, è un obiettivo condiviso da molte associazioni sul territorio ticinese. Per questa ragione collaborano alla costituzione della squadra FC Lugano Special Needs le associazioni Atgabbes, Avventuno, New Ability, Pro Infirmis e Fondazione OTAF.

Il contesto sportivo è un terreno ideale per l’inclusione poiché è caratterizzato da situazioni in cui i partecipanti, con e senza disabilità, sono mossi dalla stessa passione. Nel caso del calcio, per esempio, tutti i giocatori condividono obiettivi ed emozioni simili: al di là dalle effettive abilità sportive si creano così momenti ed esperienze che vanno ben oltre la competizione.

Miriamo ad un mondo in cui non è necessario separare persone con e senza disabilità. Eppure le opportunità per l’inclusione sono possibili anche laddove - per regolamento o per tipologia di evento sportivo – le squadre sono interamente composte da giocatori con disabilità.

Con questo obiettivo l’FC Lugano Special Needs è stato caratterizzato, fin dai primi allenamenti, dalla presenza di monitori e volontari del mondo sportivo regolare, che si sono messi in gioco in maniera spontanea con le persone con disabilità. A volte si tende a pensare che per approcciarsi alla persona con bisogni speciali sia imprescindibile avere delle «competenze speciali». Non è sempre così: sicuri che, in caso di bisogno, sono a disposizione dei professionisti dell’ambito, ci si sorprende di scoprire che gli strumenti indispensabili all’inclusione sono semplicemente l’entusiasmo, l’ascolto, l’osservazione e un po’ di flessibilità. Un’esperienza che dona la consapevolezza che non è necessario abbassare «di principio» le aspettative, che il rispetto e la dignità della persona che si ha di fronte vengono ripagati con grandi risultati, sia in termini umani e relazionali, sia in senso sportivo.

Il torneo stesso, organizzato da Football is More, fonda i propri principi sul concetto di inclusione in senso ampio: sono quindi previsti momenti di gioco condivisi tra ragazzi con e senza disabilità, momenti di presentazione e proposte per il tempo libero che favoriranno l’interazione tra quelli che – erroneamente – vengono considerati due mondi a parte. Speriamo che queste occasioni siano in grado di modificare lo sguardo distante, forse un po’ curioso, in quattro chiacchiere, in tifo, nella possibilità di rivedere le proprie opinioni o di trasmetterne di nuove ai bambini e ragazzi presenti. Così, la disabilità potrà andare in secondo piano e diventare una delle tante caratteristiche della persona. E non, come spesso accade, l’unica.

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