I viaggi di Renzetti tra dubbi e Serie A

Calcio

Il presidente del Lugano tratta per vendere il club prima della pausa natalizia – «Sto incontrando delle persone e le piste aperte sono 3-4: ma non c’è nulla di concreto» - Novoselskiy si è defilato – Il patron: «Dobbiamo essere appetibili per una società italiana»

I viaggi di Renzetti tra dubbi e Serie A
Presto Angelo Renzetti potrebbe cedere il testimone. © CdT/Gabriele Putzu

I viaggi di Renzetti tra dubbi e Serie A

Presto Angelo Renzetti potrebbe cedere il testimone. © CdT/Gabriele Putzu

Il futuro del Lugano appare indecifrabile. E non solo sportivamente parlando. Oltre a quelli della squadra sul campo, gli interrogativi interessano anche la società e la sua conduzione. Angelo Renzetti, non è un mistero, è intenzionato a rinunciare alla sua creatura. E dopo il mancato passaggio di mano con Leonid Novoselskiy – e il fondo arabo agganciato dall’imprenditore russo prima dell’estate – il patron bianconero potrebbe essere vicino alla quadratura del cerchio.

I contatti con dei possibili acquirenti, in effetti, ci sono stati. Di più: da alcune settimane le trattative hanno ripreso vigore e a Cornaredo nelle ultime ore regnerebbe una certa agitazione. «La mia intenzione – ribadisce Renzetti – resta quella di chiudere entro Natale. E il motivo è semplice: l’eventuale nuovo proprietario avrebbe così la possibilità di agire nella finestra del mercato invernale. Se il tutto non dovesse invece andare in porto proseguirei fino a giugno».

Come detto però le negoziazioni sono vive. «In alcuni casi siamo in attesa di risposte, a fianco delle quali sono in corso delle valutazioni per capire la sostenibilità dell’operazione» rileva il presidente. Per poi precisare: «Di recente ho fatto viaggi e incontrato persone, sì. Le piste aperte sono tre-quattro, anche se di concreto non v’è ancora nulla. C’è chi risulta un po’ più avanti e chi nelle retrovie».

Uno di questi vertici sarebbe avvenuto alla vigilia dell’amaro pareggio di Europa League contro il Malmö. Vien dunque da chiedersi se lo sfogo post gara di Renzetti sia da ricondurre a un risultato che ha scalfito l’immagine del club verso l’esterno. La risposta del numero uno bianconero è negativa: «Semplicemente ci sono partite che segnano il destino della tua stagione. Partite che sento maggiormente, anche come imprenditore, e che purtroppo nel caso di Losanna in Coppa e giovedì contro il Malmö abbiamo buttato via».

Meno uno

Tornando alle trattative, in cima alla lista dei potenziali acquirenti manca il fondo di investimenti degli Emirati Arabi Uniti che Novoselskiy non era riuscito a convincere fino in fondo al termine dello scorso campionato. «Leo – indica Renzetti – si è defilato. Il suo interesse è dovuto unicamente al 40% di quote azionarie che detiene tutt’ora. Vuole capire se in caso di cessione gli equilibri rimarrebbero invariati o se la nuova proprietà farebbe suo tutto il pacchetto». Da parte sua il presidente del settore giovanile bianconero ci conferma che le discussioni intavolate con il fondo arabo sono da ritenersi «chiuse».

L’appello inascoltato

Anche perché il focus di Renzetti si è spostato in Europa. «Su un punto non cambio idea: il Lugano deve essere appetibile a una squadra di Serie A italiana. Si parla la stessa lingua, c’è un discorso di prossimità e gli interessi sono convergenti. Le potenziali sinergie – per la crescita dei giocatori e dei rispettivi club – sarebbero importanti. Chi si fa avanti da altri paesi invece spesso parla di investimenti ai quali io però credo poco». E la tanto auspicata cordata ticinese? Il presidente, rammaricato, lo definisce uno scenario «troppo farraginoso. Io sono qui e l’appello l’ho fatto tante volte. Di riscontri effettivi però non ne ho mai ricevuti».

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