Il debutto di un «pazzo» che ci ha fatto innamorare tutti

LA RICORRENZA

Il 13 aprile 1985 esordì in prima squadra nel Newcastle Paul Gascoigne, il talentuoso calciatore inglese che ha poi avuto una vita burrascosa fuori dal campo - Celebri le sue fughe dal ritiro della nazionale ai Mondiali di Italia 90: «Non era facile riportarlo in albergo. Un ragazzo tenero dal cuore grande»

Il debutto di un «pazzo» che ci ha fatto innamorare tutti
In lacrime dopo essere stato ammonito durante la semifinale iridata contro la Germania Ovest ad Italia 90.

Il debutto di un «pazzo» che ci ha fatto innamorare tutti

In lacrime dopo essere stato ammonito durante la semifinale iridata contro la Germania Ovest ad Italia 90.

Il 13 aprile non è un giorno qualunque per chi mastica calcio nel Regno Unito. Perché quel giorno, nel 1985, debuttò nel calcio che conta un giovane destinato a fare strada nel mondo del pallone: Paul John Gascoigne. Per tutti «Gazza». Non certo uno, come sosteneva il poeta Lord Byron, che possedeva tutte le virtù dell’uomo senza i vizi. Ma questo lo si scoprì più tardi. Purtroppo per lui. E per noi comuni mortali, che davanti alla televisione assistevamo alle giocate di un talento sopraffino. Ma quando il piccolo schermo si spegneva quel genio rimaneva solo. In preda alle sue paure, ai suoi demoni, alle sue insicurezze.

Quel 13 aprile «Gazza» esordì in prima squadra con la maglia del Newcastle, club allenato dalla leggenda Jack Charlton (campione nel mondo nel 1966 con l’Inghilterra assieme al fratello Bobby), contro il Queens Park Rangers. Poche altre partite quella stagione. D’altronde Gascoigne aveva appena 18 anni. Troppo giovane? Macché. Di certo non lui, che deve il nome ai due leader dei Beatles. Loro avevano la musica nel sangue. Lui invece il calcio. E infatti la stagione seguente segna 9 gol in 35 partite. Meraviglia di un Paul. Non smette di stupire. Nel 1988 passa al Tottenham per una cifra record all’epoca: 2,2 milioni di sterline. A seguire, fra le altre, la Lazio del presidente Cragnotti, i Rangers in Scozia, il Middlesbrough e l’Everton.

La sua carriera raggiunge l’apice ai Mondiali del 1990 in Italia. L’Inghilterra si deve accontentare della medaglia di legno, dopo essere stata sconfitta a Bari nella finalina dai padroni di casa. Durante la rassegna «Gazza» e Lineker danno spettacolo. Il primo è passato alla storia pure per le sue celebri fughe dal ritiro della nazionale. «Partivo con qualcuno dello staff e andavo alla ricerca di Gazza. Lo trovavamo in qualche bar della spiaggia mentre stava bevendo. A 23 anni aveva già un serio problema con l’alcol. Dai Paul, non rompere le palle, gli dicevo in inglese. Ancora cinque minuti, mi rispondeva. Non era mai facile riportarlo in albergo. Nel frattempo aveva fatto amicizia col barista e fraternizzato con tutto il bar. Non era rissoso. Era un ragazzo tenerissimo con un cuore grande, ma completamente pazzo», ha ricordato recentemente intervistato da Lazionews24 l’allora dirigente del Comitato organizzatore Stefano Arrica.

Un folle che ci ha fatto innamorare tutti.

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