Il Dragone gallese è ancora affamato

euro 2020

Il reporter di BBC Sport Wales, Dafydd Pritchard, ci presenta il primo avversario della Svizzera a Euro 2020 - Oggi della selezione che cinque anni fa si arrese soltanto in semifinale contro il Portogallo, rimangono ancora otto elementi

Il Dragone gallese è ancora affamato
Il capitano Gareth Bale proverà a mostrare la via ad una selezione ringiovanita rispetto a cinque anni fa. © EPA-EFE/Peter Powell

Il Dragone gallese è ancora affamato

Il capitano Gareth Bale proverà a mostrare la via ad una selezione ringiovanita rispetto a cinque anni fa. © EPA-EFE/Peter Powell

Sono ormai passati cinque anni da Euro 2016, eppure nella memoria di tutti gli appassionati, la rassegna continentale francese è ancora associata a due grandi sorprese. L’Islanda - che incantò con la sua tenacia e il suo geyser sound - e il Galles di Chris Coleman, capace di stupire tutti quanti arrivando addirittura in semifinale.

Trascinati dai «golden boys»

Oggi la selezione del Dragone rosso, che sabato pomeriggio sfiderà la Svizzera nel debutto a Euro 2020, sta vivendo un momento particolare della propria esistenza. Ma lo spirito di quella impressionante cavalcata, permane: «Quanto accaduto in Francia nel 2016 ha cambiato per sempre il calcio gallese - ci confida da Baku il reporter della BBC Sport Wales, Dafydd Pritchard -. Ha permesso a un’intera nazione di credere che imprese simili possano realmente concretizzarsi ed è un lascito che influenzerà anche le generazioni future. Fu la definitiva consacrazione dei “golden boys” (i ragazzi d’oro, ndr), che già nelle giovanili avevano fatto trasparire un bel potenziale. Un po’ come i vostri Xhaka, Shaqiri, ecc... Oggi, a Baku, vi sono otto elementi che presero parte a quella campagna e toccherà a loro guidare il resto del gruppo in questa nuova avventura».

Page dopo le accuse a Giggs

Un’avventura che non comprenderà uno dei protagonisti di quell’Europeo storico, ovvero il tecnico Chris Coleman. Sulla panchina dei gallesi a Euro 2020 siederà infatto Robert Page, subentrato a Ryan Giggs lo scorso mese di novembre, dopo l’allontanamento dell’ex leggenda del Manchester United, accusata di violenze nei confronti di due donne: «È stato un periodo un po’ caotico - ammette Pritchard - ma la squadra ha metabolizzato bene questo avvicendamento, anche perché sono abituati a cambiamenti simili anche a livello di club. Paradossalmente, prima delle ultime amichevoli disputate pochi giorni fa, il Galles era reduce da cinque vittorie negli ultimi sette match. Nessuno, ad ogni buon conto, sarà mai come Coleman. L’oggi 51.enne aveva instaurato un rapporto speciale con il gruppo, difficilmente replicabile».

Giggs, a suo tempo, aveva provato a fare lo stesso, ma con meno successo: «So che può sembrare strano, ma Ryan è paradossalmente sempre stato amato di più a Manchester, che non in Nazionale. Certo, è un giocatore iconico del calcio gallese, ma ha polarizzato i tifosi come pochi altri, venendo accusato di non affrontare gli impegni internazionali con la stessa serietà che ci metteva in seno al proprio club. La qualificazione ad Euro 2020 ha per un attimo migliorato la sua immagine, ma ora questo nuovo scandalo ne ha definitivamente compromesso la credibilità».

Due terzi di spina dorsale

In Francia, cinque anni fa, la spina dorsale della squadra era composta da tre elementi: il centrale - e capitano - Ashley Williams, il centrocampista Aaron Ramsey e l’attaccante Gareth Bale. Gli ultimi due ci saranno anche quest’anno, seppur in una fase diversa della loro carriera, mentre il primo si è nel frattempo ritirato: «Mancherà la leadership di Williams, non ci sono dubbi - afferma il reporter della BBC Sport Wales - anche se il suo erede naturale, Joe Rodon, sta facendo molto bene. È un centrale molto promettente, con grande personalità e doti da trascinatore. Penso che sarà un perno di questa selezione almeno per i prossimi dieci anni. Per quanto riguarda Bale e Ramsey, credo che entrambi non hanno problemi ad ammettere che stanno vivendo periodi più complicati rispetto al 2016. Il primo, oggi capitano, resta comunque il punto di riferimento in fase offensiva, mentre il secondo è un vero enigma. Se gli infortuni dovessero concedergli una tregua - come sembra essere il caso in questo momento - potrebbe dare ancora tanto a questa selezione. Ma il suo vissuto, non permette di dormire sonni tranquilli».

Difesa e ripartenze rapide

A cosa potrà aggrapparsi, il Galles, per vivere nuovamente dei momenti storici? «Ai tanti giovani che fanno ben sperare in ottica futura - afferma Pritchard -. Sulla carta è una selezione a trazione anteriore, visto che i migliori elementi si situano tra il centrocampo e l’attacco. Eppure nelle ultime uscite - escludendo Francia e Belgio - la fase difensiva è stata brillante. Credo dunque che la Svizzera debba aspettarsi una partita ostica, rognosa, contro una formazione che difenderà molto bene, attendendo il momento propizio per colpire rapidamente in contropiede».

Nessun dubbio, infine, su quelle che saranno le aspettative nei confronti della selezione gallese: «La squadra è convinta dei propri mezzi e si è prefissata di passare il turno. I tifosi, invece, credo che non si attendano grandi cose. Tutto ciò che arriverà sarà una gradita sorpresa». Magari clamorosa, come cinque anni fa.

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