Il Lugano affonda contro il Grasshopper

L’arrivo di Celestini non provoca la scossa: i bianconeri ora scherzano col fuoco

Il Lugano affonda contro il Grasshopper

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Il Lugano affonda contro il Grasshopper

ZURIGO - Dov'è finito il Lugano? È la domanda che in questo momento si stanno chiedendo un po' tutti. Dopo il cambio di allenatore (via Abascal, dentro Celestini) ci si attendeva una reazione o perlomeno un miglioramento dal profilo del gioco espresso. Niente. Stavolta, oltre a non esserci stata una manovra degna di questo nome, non è arrivato nemmeno il risultato. Eppure le premesse per tornare a mettere tre punti in tasca c'erano in abbondanza: i bianconeri affrontavano un Grasshopper ultimo e in piena crisi mentre l'arrivo di Celestini in panchina sembrava aver riportato un certo entusiasmo in seno al gruppo.

E invece, dopo l'illusorio vantaggio di Bottani (bravo Gerndt a sfruttare una leggerezza di Lindner al 5') ecco che i ticinesi sono scomparsi dal campo. In pochi minuti hanno perso la testa concedendo due reti alle cavallette (sciagurata autorete di Covilo e rigore concesso da Yao, inguardabile anche al Letzigrund). Nella ripresa è andata un filo meglio, nella misura in cui il Lugano è sembrato insistere un po' di più dalla metà campo in su riuscendo a costruirsi qualche occasione. Troppo poco, però. Anche perché la retroguardia bianconera ha sempre tremato concedendo pericoli come fossero noccioline. Nessuna reazione, dunque. Anzi, se possibile abbiamo assistito a un peggioramento rispetto al recente passato. Celestini – durante la pausa delle nazionali – dovrà risollevare un gruppo che sembra non esserci più.

E la classifica adesso fa davvero paura.

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