Il Lugano e i suoi attaccanti fra corsa e marcia sul posto

L’analisi

La squadra di Jacobacci è seconda nella speciale classifica dei gol segnati ma l’apporto del reparto offensivo si limita ad un «normale» 30%: che fare?

Il Lugano e i suoi attaccanti fra corsa e marcia sul posto
Il pareggio di Lavanchy a Ginevra. © Keystsone/Salvatore Di Nolfi

Il Lugano e i suoi attaccanti fra corsa e marcia sul posto

Il pareggio di Lavanchy a Ginevra. © Keystsone/Salvatore Di Nolfi

«Pallone entra quando Dio vuole». La massima appartiene a sua maestà Vujadin Boskov, filosofo prestato al calcio. Ma difficilmente Maurizio Jacobacci la farà sua. E questo perché, banalmente, il tecnico del Lugano è un tipo molto più pragmatico. Bada al sodo, sì. Di più, è convinto che attraverso il lavoro i frutti, presto o tardi, arriveranno. E così, quando i giornalisti gli fanno notare lo scarso apporto, in termini di resa, degli attaccanti bianconeri lui replica con forza: «Di occasioni, a Ginevra, ce ne siamo create. E nemmeno poche. Dobbiamo soltanto continuare su questa strada, sono sicuro che i gol arriveranno».

In realtà, questo Lugano capace di tenere testa alle grandi ha segnato molto in questo primo scorcio stagionale. A quota dieci reti come il Losanna, è secondo nella speciale...

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