Il Lugano e quei gol in extremis: illusione o virtù?

Calcio

Domenica a Sion, per la quinta volta in stagione, la squadra di Maurizio Jacobacci ha trovato una rete decisiva oltre l’ottantesimo minuto, raddrizzando un match incanalatosi sui binari sbagliati - Un film già visto, che però inizia a sollevare anche qualche interrogativo in merito alla sua sostenibilità sul lungo periodo

Il Lugano e quei gol in extremis: illusione o virtù?
Fabio Daprelà (a destra) si appresta a festeggiare dopo aver impattato al 95’ la sfida di domenica contro il Sion. © Keystone/Laurent Gillieron

Il Lugano e quei gol in extremis: illusione o virtù?

Fabio Daprelà (a destra) si appresta a festeggiare dopo aver impattato al 95’ la sfida di domenica contro il Sion. © Keystone/Laurent Gillieron

«Ci son cascato di nuovo» cantava Achille Lauro nella sua inconfondibile «Me ne frego» lanciata al Festival di Sanremo dello scorso anno. Ci è cascato di nuovo, forse ispirandosi allo stravagante cantautore italiano, anche il Lugano di Maurizio Jacobacci. Domenica a Sion i bianconeri hanno incamerato un altro pareggio - l’ottavo in tredici partite quest’anno - e ancora una volta in extremis. Un fil rouge che accompagna i sottocenerini da inizio stagione, tanto che ormai la famosa «zona Cesarini», dalle parti di Cornaredo, è stata ufficialmente ribattezzata «zona Jacobacci».

Sette punti in extremis

Se escludiamo i sedicesimi di finale di Coppa Svizzera con lo Sciaffusa - dove comunque i bianconeri avevano trovato il gol decisivo a tre minuti dalla fine dei supplementari, con Covilo (117’) - sono...

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