Il ritorno sulla terra e l’ossessione zurighese

Calcio

La prima sconfitta dell’era Croci-Torti non va ingigantita perché maturata contro un avversario di spessore e in totale fiducia - Lo Zurigo, però, ha mostrato molto bene cosa manca oggi al Lugano

Il ritorno sulla terra e l’ossessione zurighese
©Keystone/Walter Bieri

Il ritorno sulla terra e l’ossessione zurighese

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Lo Zurigo, in questo momento, è più in forma del Lugano. Lo si è visto chiaramente sabato sera, al Letzigrund. Non solo: la squadra di Breitenreiter ha messo a nudo le principali lacune dei bianconeri. Nulla di clamoroso e irreparabile, ci mancherebbe. Ma, comunque, quanto basta per creare una chiara separazione. Sei punti, per la precisione. Che poi la compagine ticinese soffra particolarmente Marchesano e compagni, beh, comincia a essere un dato di fatto. Consolidato dal bilancio - pessimo per i sottocenerini - degli ultimi sei, infruttuosi incroci. Ciò detto, la prima sconfitta dell’era Croci-Torti non va ingigantita. Perché - appunto - maturata contro un avversario che sta bene. E, forte di una rosa di spessore e amalgamata come non succedeva da tempo, merita di flirtare con la vetta della Super League. Serve altro? Nei quindici punti a disposizione nei match casalinghi, lo Zurigo ne ha intascati ben tredici. Nessuno ha fatto meglio. Insomma, inciampare al «Letzi» non rientra per forze di cose tra gli scandali di una stagione sportiva. A maggior ragione se tornare sulla terra - dopo un bel filotto di risultati utili - favorirà il processo di crescita del club bianconero. Che era preventivato.

Il fattore Mattia Bottani

Il paradosso? Senza la sbandata generale del 77. minuto, il match di Zurigo avrebbe anche potuto tradursi in un punticino per tante ragioni immeritato. Un episodio, quello che ha deciso la sfida, che riflette due delle attuali mancanze in casa bianconera. E ciò al netto della dormita colossale del reparto arretrato luganese. A costruire la rete dei padroni di casa sono infatti stato il fantasista e cervello zurighese - Antonio Marchesano - e il bomber all’improvviso Assan Ceesay. Il primo, dopo una prova complicata, si è tolto la museruola bianconera, inventandosi un suggerimento dalla linea di centrocampo. Il secondo ha infilato l’ottava rete in questo campionato. Fantasia e senso del gol, già. Inutile girarci attorno: senza Mattia Bottani - sabato infortunato - il Lugano fatica maledettamente a in termini di imprevedibilità. E a risentirne sono coloro che dovrebbero buttarla dentro con una certa continuità. Ci limitiamo a qualche dato. Ad esempio: se contro il Losanna - prima della pausa dedicata alle nazionali - i bianconeri avevano scagliato 22 tiri verso la porta avversaria (otto nello specchio), a Zurigo le conclusioni sono state appena 11. E, si badi bene, nessuna ha impegnato Yanick Brecher. Non era mai successo in questa stagione di mancare il bersaglio nella misura del 100%. L’imprecisione del Lugano, dunque, non si è palesata solo in fase di possesso, ma anche al momento di impensierire il portiere avversario. Altro esempio, o meglio precedente indicativo: Bottani - di rientro da un malanno fisico - non era stato inserito fra i titolari in occasione della partita casalinga pareggiata contro il GC, il 23 settembre scorso. Guarda caso, una prova molto simile, nella sua pochezza offensiva, a quella offerta al Letzigrund. Ricordate? I bianconeri avevano trovato la rete del provvisorio uno a zero grazie a un clamoroso autogol delle cavallette, registrando per il resto solo due tiri in porta.

Ci sono risorse e risorse

Il sostituto naturale del «Botta», a dirla tutta, c’è. E si chiama Amoura. Peccato che nelle ultime due settimane, mister Croci-Torti abbia potuto lavorare con l’algerino solo in un allenamento. Maledetta convocazione in nazionale, già. Sperare che a ogni ingresso a match in corso il numero 6 bianconero possa fare la differenza per grazia ricevuta, costituirebbe inoltre un pensiero superficiale. Lo è meno, al contrario, constatare che la panchina del Lugano rimane un tema fragile. L’allenatore momò, in questo senso, non ha mancato di osservare la ricchezza zurighese. «I cambi di Breitenreiter hanno fatto la differenza». Nel dettaglio, a una decina di minuti dalla rete decisiva di Ceesay, sono stati inseriti Coric - ex Roma e già nazionale croato - e il capitano dell’U19 italiana Gnonto. «A metà campo, invece, noi siamo in difficoltà. E a questo giro ci mancava pure Guidotti» ha precisato sempre il «Crus». Che, oltre dal citato Amoura, non ha ricevuto risposte degna di nota dai vari Phelipe e Belhadj. Qualche leader della squadra, in modo nemmeno troppo velato, se ne è accorto e - va da sé - non ha gradito. Al mercato invernale, tuttavia, mancano più di due mesi. Lì, è inevitabile, qualcosa succederà. Nel frattempo ci si aggrappa allo staff medico e - come promesso da Croci-Torti - al lavoro sul campo.

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