Jacobacci chiede più disciplina al suo Lugano

Calcio

Mercoledì sera i bianconeri affrontano i renani a Cornaredo dopo lo scivolone di Zurigo - L’allenatore: «Al Letzigrund non abbiamo curato i dettagli» - Contro la squadra di Koller sarà necessaria anche maggiore cattiveria sottoporta - «Ma non sono preoccupato, le occasioni arrivano» dice il tecnico

Jacobacci chiede più disciplina al suo Lugano
Il tecnico bianconero Maurizio Jacobacci. © Keystone/Alxandra Wey

Jacobacci chiede più disciplina al suo Lugano

Il tecnico bianconero Maurizio Jacobacci. © Keystone/Alxandra Wey

Dov’eravamo rimasti? Ah già, ad Antonio Marchesano - 168 centimetri di altezza - capace di svettare indisturbato nell’area di rigore bianconera, rubando il tempo a Selasi. 1-0 per lo Zurigo e prima sconfitta post-pandemia per il Lugano di Maurizio Jacobacci. Il tecnico quell’episodio dev’esserselo guardato più e più volte. «Con il rewind» direbbe Vasco Rossi. Sì, perché attorno al calcio d’angolo costato caro alla sua squadra «Jaco» ha individuato una concatenazione di eventi nefasti. Comportamenti ed esitazioni che non dovranno ripetersi mercoledì sera, di fronte a un Basilea ancora affamato di titolo. «Tutti si sono concentrati sull’errore di Selasi, ma chi ha mancato ancor più di disciplina è stato Lovric» sottolinea l’allenatore. «Sandi aveva un preciso compito: coprire il secondo palo. Invece si è staccato quel tanto che basta per lasciare che la sfera potesse sfilare al suo fianco». Un esempio pratico per porre l’accento sull’importanza dei dettagli. «Sono le piccole cose a fare la differenza e la disciplina è una di queste» rileva Jacobacci.

«I cambi? Renzetti ha ragione»

Restiamo alla rete che ha deciso la sfida del Letzigrund al 73’. Il vantaggio zurighese era nell’aria, poiché il Lugano stava boccheggiando praticamente dall’inizio della ripresa. Perché aspettare tanto per cambiare i 2-3 giocatori più in affanno? Se l’è chiesto Angelo Renzetti e noi abbiamo sottoposto la questione a mister Jacobacci. «Posso dare ragione al presidente, probabilmente attorno al 60’, quando i ragazzi si trovavano in grande difficoltà, due sostituzioni potevano starci» ammette candidamente il tecnico. Per poi tuttavia puntualizzare: «Non parlerei comunque di mancanza di coraggio. Non è di questo che si tratta. Anzi, lo ripeto: proprio prima del corner che ha portato alla rete di Marchesano avrei voluto cambiare, per spezzare il ritmo. Purtroppo però il quarto uomo non era pronto. Peccato».

A non cogliere l’attimo, a un amen dal novantesimo, si è poi aggiunto Holender. «Il suo tiro, pardon passaggio al portiere, è stato qualcosa d’incomprensibile» riconosce Jacobacci: «Avrei preferito una saetta in curva piuttosto che quella roba lì». Sta di fatto che contro la seconda difesa più battuta del campionato il Lugano non è riuscito a colpire. «Ma non sono preoccupato» replica l’allenatore di Zugo: «Lo sarei se non arrivassero le occasioni, che al contrario domenica sono state tante e ghiotte. Banalmente dobbiamo essere più crudeli sotto porta. L’ultimo gesto deve essere condito dalla necessaria cattiveria, così come là davanti si deve avere fiducia nel compagno e nel pallone che prima o poi arriva sempre».

«Jaco» difende Bottani

Disciplina e cattiveria. Eccoli gli ingredienti principali per guardare dritto negli occhi il Basilea, il primo dei tre ottomila che dovranno affrontare i bianconeri nel giro di una settimana. «I renani - evidenzia «Jaco» - non possono sorprenderci più di tanto, nella misura in cui il loro sistema di gioco è sempre stato lo stesso dalla ripartenza. Non credo insomma che modificheranno il 4-2-3-1 delle ultime uscite. E, va da sé, sono sicuro che a Cornaredo Marcel Koller schiererà la miglior formazione possibile». Il Lugano saprà reggere l’onda d’urto? «Beh, di certo non vogliamo andare in campo solo per difenderci. Un po’ come ha fatto il Sion contro i renani, per intenderci» indica Jacobacci. «Abbiamo le capacità per fare male al nostro avversario. Fondamentale sarà non abbassare eccessivamente il baricentro, grazie anche al lavoro degli attaccanti».

A proposito: chi giocherà davanti insieme a Janga? Gerndt - per il 100. gettone in bianconero - o Bottani, criticato da molti per lo scarso impatto a partita in corso contro lo Zurigo? «Onestamente non ho visto così male Mattia» sostiene l’allenatore del Lugano: «Certi attacchi nei suoi confronti dopo il match di domenica mi hanno sorpreso. Certo, anche lui sa che deve dare di più alla squadra. Ma quando è subentrato ha cercato di portare vivacità e dinamismo in campo. E, a mio avviso, in parte ci è riuscito».

«Grazie di cuore Fulvio»

Di sicuro dal primo minuto non ci sarà Fulvio Sulmoni, giunto a scadenza di contratto e soprattutto al capolinea di una carriera di tutto rispetto. La società bianconera lo ha ringraziato di cuore «per il suo eccezionale contributo al calcio luganese e ticinese». E lo stesso ha fatto Maurizio Jacobacci: «Parliamo di una persona squisita, umile e brava a far valere i fatti più che le parole. Non a caso si è meritato diversi minuti sotto la mia guida. Avrei voluto che concludesse la stagione con noi, ma purtroppo non è stato possibile per un problema di salute a cui Fulvio deve assolutamente dare la priorità. Gli auguro di rimettersi al più presto».

Abbonati, tocca al gruppo B

Intanto anche mercoledì sera i bianconeri potranno contare sull’affetto di circa 800 tifosi. Cornaredo - ricorda la società - sarà aperto agli abbonati che detengono la tessera stagionale nei seguenti settori: 1 e 3 della tribuna principale, P della tribuna Monte Brè, spalti e curva FC Lugano.

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