Jacobacci: «La classifica? È un bel vedere»

Calcio

Dopo la vittoria contro il San Gallo l’allenatore del Lugano sottolinea i meriti e la capacità di soffrire della sua squadra: «Fermarsi ora, sul più bello, sarebbe un vero peccato» - Noam Baumann: «Questo club merita più considerazione»

Jacobacci: «La classifica? È un bel vedere»
©CdT/Chiara Zocchetti

Jacobacci: «La classifica? È un bel vedere»

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Una notte magica, di quelle indimenticabili. Battere il San Gallo capolista, regalarsi il tredicesimo risultato utile consecutivo in campionato (come mai era avvenuto in Super League) e regalarsi una stanza con vista ai piani alti della classifica. Sì, questo Lugano è tanta roba. Anche se Maurizio Jacobacci - artefice di questo lungo cammino senza sconfitte - prova a calmare l’ambiente. «Dobbiamo essere ambiziosi ma restare umili» sottolinea il tecnico bianconero a margine della vittoria maturata a Cornaredo. La graduatoria, tuttavia, è lì da ammirare, affascinante come non mai. «Effettivamente è una classifica bella da vedere» conferma il mister, quasi senza voce dopo un secondo tempo trascorso a tenere sul pezzo i suoi uomini. «Fermarsi ora, sul più bello, sarebbe davvero un peccato. Anche se, purtroppo, è uno scenario da prendere in considerazione alla luce della situazione sanitaria». E del filotto di risultati positivi passato alla storia, cosa dice «Jaco»? «Onestamente non lo sapevo. Beh, sono orgoglioso, della squadra innanzitutto. Trasformare Cornaredo in un fortino inespugnabile era un obiettivo che ci eravamo posti lo scorso inverno. E riuscirci era tutto fuorché evidente». Anche battere il San Gallo non era scontato. «Abbiamo fatto una grande cosa» conferma Jacobacci. Per poi tuttavia aggiungere: «Peccato per la ripresa. Il centrocampo si è abbassato troppo, permettendo al nostro avversario di gestire a suo piacimento il pallone e di arrivare troppe volte davanti alla nostra area di rigore. Al contempo dovevamo essere più bravi a uscire dal loro pressing, controllando meglio alcuni palloni». Al contrario l’allenatore parla di «un primo tempo interpretato alla grande e condito da un gol bellissimo, per la sua genesi». Il Lugano è stato altresì bravo a soffrire, riuscendo nell’impresa di non subire gol. Per dire: nelle ultime quattro partite con i sangallesi erano sempre state incassate tre reti. E il merito di questo exploit va anche attribuito a Noam Baumann: «Sono molto contento di come ho giocato» afferma il portiere bianconero, tornato titolare dopo l’infortunio alla spalla: «Pressione? No, ero tranquillo, conosco le mie qualità». E ora? In spogliatoio c’è la tentazione di sognare? «No, credo che il Lugano debba prendere partita dopo partita. Senza guardare troppo la classifica. Siamo una piccola squadra, ma abbiamo un cuore grande così. Dirò di più: penso che il Ticino e questo club meritino più rispetto. Sono anni che facciamo grandi cose, compresa l’Europa League. Insomma, possiamo battere tutti ed è giunto il momento che la considerazione nei nostri confronti cambi»

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