Jacobacci su Odgaard: «Deve essere più cattivo»

L’analisi

L’allenatore del Lugano si gode il punto contro il Servette ma bacchetta il suo attaccante

Jacobacci su Odgaard: «Deve essere più cattivo»
Maurizio Jacobacci, 57 anni. © Keystone/Salvatore Di Nolfi

Jacobacci su Odgaard: «Deve essere più cattivo»

Maurizio Jacobacci, 57 anni. © Keystone/Salvatore Di Nolfi

Il Lugano non incanta, cerca il vantaggio e rischia nel finale, ma alla fine aggiunge un altro risultato utile per allungare il record di imbattibilità. Ginevra ha dato nuove risposte positive e ha permesso agli uomini di Jacobacci di fare un ulteriore passo in avanti. Maric e compagni, in fondo, hanno ottenuto un pari meritato: c’era la possibilità di aggiungere due punti, ma considerando gli ultimi minuti in affanno – in particolare il palo di Kone e l’occasionissima di Ondoua – va decisamente bene così.

In una sfida quasi surreale è stata per lunghi tratti la noia a vincere. Quasi logico: dopo la conquista del primo posto a Losanna, i bianconeri hanno atteso due settimane per tornare a giocare in campionato. Peggio è andata alla squadra di Alain Geiger, che non giocava una partita ufficiale da oltre un mese (era il 17 ottobre, ndr).

Odgaard delude

Non è dunque stato l’incontro perfetto e neanche il più convincente, ma dallo Stade de Genève i bianconeri portano a casa un altro punto prezioso e le solite belle certezze. Su tutte, la solidità difensiva e l’ennesima dimostrazione dell’organizzazione del centrocampo, capace di filtrare a dovere le folate degli avversari. È davanti però che i bianconeri hanno bisogno di trovare maggiori risposte: Gerndt ha fatto quello che ha potuto, mentre Odgaard si è rivelato evanescente con la palla sui piedi. «Ha avuto un buon pallone, ma deve essere più cattivo» si è limitato a dire Maurizio Jacobacci. Dopo un primo tempo senza particolari spunti, il tecnico ha deciso di sostituire l’impalpabile danese dopo meno di un’ora di gioco per ridisegnare l’attacco.

«È stato un primo tempo discreto, ma quando avevamo la palla giocavamo in orizzontale. Non abbiamo cercato la profondità, i nostri due attaccanti erano abbastanza statici e aspettavano sempre la palla sui piedi. Per la difesa avversaria è stato abbastanza facile contenere i nostri attacchi», ha spiegato «Jaco», riavvolgendo il nastro dell’incontro e focalizzandosi sulla ripresa: «Abbiamo preso in mano la partita e il gol è arrivato. Poi non ci siamo accontentati», ha aggiunto il tecnico bianconero. «Le occasioni per raddoppiare ci sono state, in particolare con Lungoyi, Ardaiz e Covilo, ma alla fine abbiamo preso grossissimi rischi. Sono contento del secondo tempo, non degli ultimi cinque minuti».

L’obiettivo è a 39 punti

Il Lugano nel frattempo si gode il quindicesimo risultato utile consecutivo, sedici con la Coppa. Dopo aver guardato tutti dall’alto – accanto allo Young Boys – per le ultime due settimane, ora si trova in seconda posizione dietro solo ai bernesi. La classifica, però, per il momento lascia il tempo che trova e mister Jacobacci guarda soprattutto all’asticella dei 39 punti che garantirebbero una salvezza praticamente certa. Il tecnico però non nasconde il suo entusiasmo per l’inizio di stagione e per questo ennesimo risultato positivo: «Fisicamente ci siamo e lo vediamo, il bicchiere è sicuramente mezzo pieno. Di occasioni a Ginevra ce ne siamo create e non poche. Dobbiamo solo continuare su questa strada e sono convinto che i gol li faremo».

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