Julio Hernan Rossi: «La mia generazione sognava di diventare Maradona»

L’intervista

L’ex attaccante di Lugano e Basilea ricorda il suo mito di sempre e, soprattutto, spiega perché «non si può scindere l’uomo dal calciatore»

Julio Hernan Rossi: «La mia generazione sognava di diventare Maradona»
Un bambino gioca a pallone in Piazza del Plebiscito, a Napoli, mentre sullo sfondo giganteggia un’immagine di Diego Armando Maradona. © EPA/Ciro Fusco

Julio Hernan Rossi: «La mia generazione sognava di diventare Maradona»

Un bambino gioca a pallone in Piazza del Plebiscito, a Napoli, mentre sullo sfondo giganteggia un’immagine di Diego Armando Maradona. © EPA/Ciro Fusco

«Lugano-Basilea? Dai, sentiamo Julio Hernan Rossi». E così è stato: gli anni in bianconero, quelli al St. Jakob, ma anche gli albori della carriera e tanto, tantissimo altro. Poi, all’improvviso, Diego Armando Maradona è salito lassù. E allora, l’intervista con Julio, 43 anni, ha avuto anche un inatteso, e difficilissimo, secondo tempo.

Domanda scontata: che giorni sono stati, gli ultimi?

«Duri. Per me, per tutti. Non so spiegare cos’era Diego per noi argentini. E cos’era per noi calciatori: in campo gli vedevamo fare cose difficilissime, direi impossibili. L’ho ammirato, in maniera pura, sin dal primo momento. Ricordo le tante mattine in cui ci alzavamo per vederlo giocare al Napoli. Da voi, in Europa, era pomeriggio mentre in Argentina appunto era mattina».

Diego era davvero oltre?

«La mia generazione...

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