«L’ACB pronto a rilanciarsi: nella Coppa e in Promotion»

Calcio

Il presidente Paolo Righetti: «Patrick Rossini è un bel colpo, che è però nell’ottica della nostra politica»

«L’ACB pronto a rilanciarsi: nella Coppa e in Promotion»
Paolo Righetti, presidente del Bellinzona. ©CdT/Archivio

«L’ACB pronto a rilanciarsi: nella Coppa e in Promotion»

Paolo Righetti, presidente del Bellinzona. ©CdT/Archivio

Il virus non ha intaccato la fame di pallone del popolo granata. Sulla spinta di un calciomercato di tutto rispetto - si pensi all’arrivo del bomber Patrick Rossini - e nonostante gli strascichi della pandemia, nella capitale si attende con interesse il ritorno in campo dell’AC Bellinzona, previsto domani alle 18 a Cham per la Coppa Svizzera ma soprattutto col debutto casalingo in Promotion League il sabato successivo (15 agosto) alle 17.45 al Comunale contro il Rapperswil. Che l’ambiente sia carico lo si intuisce frequentando la zona del Comunale, dove il calcio è il tema di discussione numero 1.

Da parte sua il presidente Paolo Righetti è ottimista ma cauto, e vista la situazione ancora particolare sposa la politica dei piccoli passi, lasciando poco spazio ai classici proclami di inizio stagione. «Abbiamo puntato sulla costruzione di un ambiente anzitutto sereno con l’obiettivo di trasmettere tranquillità ai giocatori, anche perché l’incertezza attuale non ti permette di fare programmi a lungo termine. È un po’ come trovarsi a sciare in un bosco nel pieno della notte», spiega il presidente. Ma nonostante tutto, come detto, il popolo granata non si sta facendo pregare, ed è felice di tornare in campo. Gli abbonamenti già sottoscritti per la stagione alle porte sono 450, molti se si pensa che un anno fa erano stati in totale 600. E senza le incognite odierne.

Abbonati che, ricorda il presidente, avranno la precedenza allo stadio diviso in tre settori proprio in ossequio delle norme anti-contagio. Un motivo in più per «fare la tessera», oltre a sostenere la società, è quindi proprio quello di garantirsi il posto al Comunale, soprattutto se le restrizioni dovessero proseguire e la stagione agonistica prendere l’ascensore.

«Venderemo cara la pelle»

C’è poi la spinta del mercato, in particolare con il ritorno all’ovile del bomber Patrick Rossini dopo frotte di gol nelle categorie superiori. Un bel colpo: «Sì, un bel colpo che è però nell’ottica della nostra politica, quella di lanciare dei giovani e poi riaccoglierli oramai maturi» sentenzia Paolo Righetti. Oltre al bomber, c’è poi colui che è diventato un simbolo: il capitano Gaston Magnetti, argentino che nella città dei Castelli è oramai di casa e che a giugno ha rinnovato per poter terminare la carriera come si deve, dopo che la stagione scorsa è stata interrotta malamente dal virus.

Fatte tutte queste (positive) premesse, qual è l’obiettivo dell’ACB secondo il presidente? «Non siamo certo i favoriti. Tutta la pressione è infatti sulle spalle di Yverdon e Rapperswil», risponde non senza un pizzico di scaramanzia. Ma garantisce: «Venderemo cara la nostra pelle».

«Novità anche per noi»

L’attesa nei dintorni del Comunale cresce, dunque. «È vero, la gente non vede l’ora di respirare di nuovo il calcio giocato» conferma Manuel Rivera, bandiera dell’ACB che oggi (oltre ad allenare l’US Arbedo in Seconda Lega) gestisce il bar Granata, covo della tifoseria. Come detto per lo stadio bellinzonese sarà un ritorno alla normalità dopo nove mesi: l’ultimo match tra le mura dei castelli risale infatti al novembre scorso, poi la pausa invernale e infine la pandemia. Senza dimenticare il precedente esilio di quasi un anno dal proprio campo per la ristrutturazione. Insomma, adesso ci si vuole davvero godere la propria casa.

E il termometro della situazione non può che darcelo il capitano della promozione del 2008, dal suo punto di osservazione speciale. «Posso dire che la gente qui non ha mai smesso di parlare di calcio - afferma «Manu» - È però vero anche che l’ancora imperante incertezza sanitaria ha il suo effetto. E lo stesso Rivera lo vede soprattutto come responsabile di un esercizio pubblico. «È innegabile che molta gente ha ancora paura del virus e quindi sta lontana dai bar. Questo lo si vede. Ora vedremo come andrà col ritorno dell’ACB al suo Comunale. Sarà una novità anche per noi, ed evidentemente dovremo fare attenzione al rispetto delle norme».

Tutto sommato, però, Manuel Rivera è positivo. «È stato un periodo duro per tutti ma bisogna guardare avanti e reagire, con fiducia e sempre nel rispetto di ciò che ci indicano le autorità, e con gratitudine per come la Svizzera ha gestito questa grande emergenza», sottolinea ricordando come ad esempio nel suo Perù la situazione sia decisamente difficile.

Tifoseria motivata

E la tifoseria? Come vive la vigilia? «Siamo motivati, così come sono motivati anche i giocatori» assicura Rolando Martignoni, granata doc che da 60 anni segue assiduamente l’AC Bellinzona e assiste tutt’ora agli allenamenti «due o tre volte alla settimana». Sessioni in cui ancora di recente ha appunto potuto appurare la carica trasmessa ai giocatori da mister Valerio Jemmi («molto bravo in questo esercizio»). Ovviamente anche tra gli aficionados rimane l’incognita del coronavirus, ma la speranza che possa essere una stagione completa (e vincente) prevale. La motivazione granata è quindi confermata: «Lei c’è sempre, COVID o non COVID» afferma ancora Martignoni puntualizzando con orgoglio che «siamo la miglior tifoseria del Ticino».

Una piazza che, come si dice spesso, mette il calcio al primo posto e che spera di ritrovare i palcoscenici di un tempo. «Perlomeno la Challenge League. Magari entro un paio d’anni ce la facciamo...».

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