L’Italia di Maurizio Viscidi: «Catenaccio addio, siamo cambiati»

L’intervista

Il coordinatore delle nazionali giovanili azzurre, ospite del Team Ticino, a ruota libera: il rapporto con Tenero, le idee di Roberto Mancini e un movimento finalmente più propositivo e meno difensivista

L’Italia di Maurizio Viscidi: «Catenaccio addio, siamo cambiati»
Maurizio Viscidi, coordinatore delle squadre nazionali giovanili italiane. © CdT/ Chiara Zocchetti

L’Italia di Maurizio Viscidi: «Catenaccio addio, siamo cambiati»

Maurizio Viscidi, coordinatore delle squadre nazionali giovanili italiane. © CdT/ Chiara Zocchetti

Un formatore. E un tecnico attento. Maurizio Viscidi, 57 anni, ha sulle spalle una responsabilità importante: quella di forgiare i giovani talenti azzurri. È così dal 2016, quando la Federcalcio italiana gli ha affidato l’incarico. Con lui, una nazione catenacciara e contropiedista sta cambiando pelle. Merito (anche) del Team Ticino.

Cominciamo con una domanda banale: cosa ci fa il coordinatore delle nazionali giovanili italiane in Ticino, ospite del Team?

«Fra Italia e Team Ticino c’è un ottimo rapporto. I tecnici di Tenero, la passata stagione, erano stati a Coverciano per mostrarci la loro metodologia di lavoro, chiamata fil rouge. Noi, anni prima, con Arrigo Sacchi avevamo visto il Team all’opera in Svizzera. Fra tutto, ci conosciamo da dieci anni».

Una nazione calcisticamente ai vertici come...

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