L’Ucraina critica apertamente le autorità svizzere

Calcio

La decisione del medico cantonale lucernese e l’impossibilità di effettuare nuovi test il giorno della partita al centro di un comunicato della Federazione di Kiev: lunedì, forse, la decisione dell’UEFA

L’Ucraina critica apertamente le autorità svizzere
Il medico cantonale lucernese Roger Harstall. © Keystone/Alexandra Wey

L’Ucraina critica apertamente le autorità svizzere

Il medico cantonale lucernese Roger Harstall. © Keystone/Alexandra Wey

La Commissione disciplinare, etica e controllo dell’UEFA dovrebbe chinarsi sul caso Svizzera-Ucraina lunedì, stando a quanto comunicato dalla Federcalcio ucraina sul proprio sito. Federazione che, si legge, spera in una soluzione obiettiva e imparziale. «Da parte nostra – spiega la Federazione ucraina – confermiamo che l’Ucraina era pronta per giocare contro la Svizzera e che abbiamo compiuto ogni sforzo perché la partita potesse avere luogo». Il team manager Oleksii Tahonskyi conferma: «Eravamo pronti, l’allenatore Andriy Shevchenko stava preparando la partita. C’è stato anche un meeting al riguardo e anche la nazionale elvetica era dell’idea di giocare. Credo che la decisione delle autorità lucernesi sia stata sbagliata».

Secondo il protocollo UEFA, se le squadre hanno almeno 13 giocatori sani ciascuna da poter schierare una partita va giocata. L’Ucraina, beh, ne aveva ed era pronta a ritestare i suoi giocatori e lo staff. Ma il medico cantonale lucernese non ha voluto saperne, scrive sempre la Federazione ucraina. L’idea degli ucraini era quella di ritestare tutti il 17 novembre e, di riflesso, spostare la partita il 18 con i giocatori, negativi, appena spediti in quarantena. Il dottore della nazionale ucraina Artur Hlushchenko parla di decisione ambigua e di un comportamento strano da parte della Svizzera: «A differenza dei colleghi tedeschi, che hanno mostrato prontezza nel risolvere le questioni riguardanti l’organizzazione della partita e che hanno svolto il loro lavoro al massimo delle possibilità, in Svizzera non siamo stati trattati allo stesso modo. Dopo le cinque positività riscontrate a Lipsia, la Federazione tedesca ha condotto ulteriori ricerche il giorno della partita. Sottoponendoci a nuovi test alle 13.00 e facendoci arrivare i risultati tre ore dopo. Erano tutti negativi e la partita ha così potuto avere luogo. Gli svizzeri invece si sono rifiutati di condurre nuovi test il giorno della partita». Il dottore ucraino si è anche lamentato delle condizioni in cui la sua nazionale si è dovuta allenare e del mancato accesso agli spogliatoi.

Il vicepresidente della Federcalcio ucraina, Oleh Protasov, spiega che la squadra era pronta a giocare e la Federazione ha fatto il possibile per giocare. «Squadra e staff erano pronti a farsi ritestare affinché almeno tredici giocatori sani potessero essere della partita, ma questa possibilità ci è stata negata e ogni nostro sforzo è così stato vanificato. Anche se i risultati dei test effettuati al nostro rientro a Kiev, in un laboratorio accreditato dall’UEFA, ci hanno dato ragione».

Come noto, tutti i test cui si sono sottoposti gli ucraini non appena atterrati a Kiev hanno dato esito negativo. Protasov ricorda poi una decisione completamente opposta del medico cantonale lucernese: diede il via libera alla partita fra Lucerna e Zurigo nonostante entrambe le squadre avessero dei positivi. E ancora: «Eravamo pronti a mettere assieme una squadra alternativa» conclude Protasov. «Ma ci sarebbero servite almeno 48 ore fra test, visti e voli. Sarebbe stato irrealistico farlo in un solo giorno come ci è stato detto in Svizzera».

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