La Bundesliga è tornata: la Svizzera che farà?

Calcio

La Germania torna in campo e lancia un segnale al mondo: i campionati possono concludersi anche ai tempi del coronavirus – I club tedeschi si ripresentano senza spettatori e in un silenzio assordante, ma il prodotto sembra funzionare e il pubblico da casa apprezza

La Bundesliga è tornata: la Svizzera che farà?
Il gol di Haaland del Borussia Dortmund, a sinistra, contro lo Schalke 04. © AP/Martin Meissner

La Bundesliga è tornata: la Svizzera che farà?

Il gol di Haaland del Borussia Dortmund, a sinistra, contro lo Schalke 04. © AP/Martin Meissner

Diverso. Silenzioso. Strano. «Ma è ancora calcio» promette a fine partita Julian Brandt, talento del Borussia Dortmund. Lassù, nel cuore della Ruhr, il pallone è (quasi) una religione. In tempi normali, il 4-0 rifilato allo Schalke nel «Revierderby» avrebbe attirato folle oceaniche allo stadio. Ottantamila persone. Stavolta, la festa è per pochi intimi. Pochissimi. E guai ad abbracciarsi. Il protocollo della DFL, la Lega tedesca, è rigorosissimo. Sconfina pure nella sfera privata di giocatori e allenatori. L’intera Bundesliga si piega e accetta l’assenza di pubblico, il distanziamento, i test. Alla fine, dicono i protagonisti, l’importante era tornare in campo. Lanciare un segnale.

«Non c’era rumore»

Il calcio ai tempi del coronavirus è un prodotto ovattato, simile all’originale ma diverso. «Non c’era rumore» afferma a tal proposito Lucien Favre, tecnico dei gialloneri. «Fai un tiro, un passaggio, un gol ma non succede niente. È davvero bizzarro». Lo è a maggior ragione in Germania. La Bundesliga aveva costruito il suo mito partendo (anche) dai tifosi. E da stadi-esperienze. Adesso si ritrova senza spettatori e con una gestione complicatissima: mascherine obbligatorie in panchina, palloni disinfettati, giocatori distanziati di almeno un metro e mezzo nello spogliatoio, un plexiglas per le interviste e via discorrendo. Funzionerà sul lungo periodo? Chi può dirlo.

Di sicuro, la ripresa dimostra un’unità di intenti davvero invidiabile. Nonché, se parliamo di Lega, leadership e visione. Tradotto: non è un caso se la Germania sia stata la prima, grande nazione di calcio a ripartire. È una questione economica, anche: dei campionati maggiori, la Bundesliga è quello meno indebitato mentre il Bayern Monaco produce utili da quasi trent’anni. Di più, la Germania investe quasi 200 milioni di euro a stagione nei vivai e vanta la seconda miglior affluenza al mondo dopo il campionato di football americano, la mitica NFL.

E ora l’espansione

Eppure, questo monumento al virtuosismo rischiava grosso. Proprio a causa dello stop forzato. «Anche noi siamo un’industria» spiega Karl-Heinz Rummenigge, presidente del Bayern. «Subiremo la crisi, questa stagione e negli anni a venire». Tornare in campo, dunque, significa anche contenere le perdite e, fra le altre cose, recuperare i soldi delle televisioni, che rappresentano il 37% dei ricavi annuali del campionato. Per la gioia della stessa SKY, detentrice dei diritti assieme a DAZN: sabato, gli spettatori collegati per la sola Germania erano oltre 6 milioni.

Dal ritorno come necessità al ritorno come opportunità, si sa, il passo è breve. E così, la Germania adesso si prepara ad un’altra sfida. Altrettanto complessa ma teoricamente più semplice, grazie al vantaggio competitivo garantitosi con questo comeback: spodestare l’Inghilterra e concludere la supremazia della Premier League nel panorama mediatico globale. Da anni, i club tedeschi stanno cercando nuovi mercati e, sulla falsariga del Bayern Monaco, continuano ad aprire uffici di rappresentanza all’estero. La Bundesliga non è tornata come avrebbe voluto, è evidente. Ma gli occhi del mondo, per diverse settimane, saranno tutti sulla Germania. Per tacere del valore politico di questa ripresa: se il campionato è tornato così presto, è perché il Paese sia a livello federale sia regionale ha risposto bene all’emergenza coronavirus.

Gli occhi sulla Germania, dicevamo. Fra cui i nostri. La Svizzera del calcio sfrutterà o meno la ripresa della Bundesliga? Il Consiglio federale, come noto, è appena sceso in campo con 350 milioni di franchi in due tranche per Swiss Football League e Lega di hockey. Tuttavia, i club ad oggi non ne sanno di più. Fino a fine maggio, quando si saprà o meno se le stagioni di Super e Challenge League verranno portate a termine, c’è chi ha ripreso gli allenamenti e chi no. A fare difetto, va da sé, è l’unità dei tedeschi. Ad ogni modo, è assodato che i prestiti non verranno erogati senza un pallone che rotola. Ovvero, i soldi arriveranno solo quando si giocherà (questa stagione o la prossima). E la Germania ha lanciato un segnale.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Calcio
  • 1
  • 1