La sfida di bomber Stojanov: «Vorrei segnare 30 gol»

Calcio regionale

Chiacchierata con l’attaccante dell’Ascona in Seconda Interregionale: in 8 partite ha già realizzato 14 reti

La sfida di bomber Stojanov: «Vorrei segnare 30 gol»
David Stojanov con la maglia asconese nel lontano 2013. © CdT/Archivio

La sfida di bomber Stojanov: «Vorrei segnare 30 gol»

David Stojanov con la maglia asconese nel lontano 2013. © CdT/Archivio

Fine settimana di compleanni: ieri ha spento trenta candeline Xherdan Shaqiri, il giorno prima, spostando il nostro focus sul calcio regionale, è stato il turno di David Stojanov, implacabile bomber dell’Ascona. La nostra chiacchierata con lui arriva prima del fatidico giorno. «David, sabato è il tuo compleanno, festeggerai con un gol?», gli domandiamo. «Sì, entro anch’io nel club dei trenta, ormai non sono più giovanissimo, sarebbe bello potermi regalare una rete», ci risponde lui. Poche ore più tardi è sorridente, e con lui tutto l’universo asconese: calcio d’angolo, si libera di prepotenza e va a impattare di testa, la specialità della casa. La palla va a gonfiare la rete e tutti i suoi compagni lo abbracciano. Per lui, bomber vecchia maniera, è la 14. rete in 8 partite. Numeri che tanti suoi colleghi non raggiungono nemmeno a fine stagione. Con la firma contro l’Hergiswil, ha messo a referto più reti di ben sei intere squadre. Il Mendrisio ha gli stessi numeri: 14 reti complessive segnate.

Un salto nel passato
Per David Stojanov la maglia dell’Ascona è una seconda pelle, lì aveva iniziato a mostrare di essere un grande attaccante. Dopodiché vestì le maglie di Locarno, Bellinzona, Köniz e Mendrisio. «Ascona per me è casa e anche una famiglia», afferma con il sorriso. «Tutti mi conoscono, ho la fiducia dell’ambiente e per un attaccante questi aspetti fanno la differenza». Il «fattore-Stojanov» si sta facendo sentire, eccome. La sua squadra, da neopromossa, è in alto, prima inseguitrice del Taverne in un campionato che parla italiano.

Nella stagione 2019-2020, quando vestiva di granata, David realizzò una sola rete in 13 incontri. L’anno dopo, con il Mendrisio, 5 in 10. «Torniamo all’aspetto della fiducia. Non mi sentivo considerato, uno tra tanti, scendevo in campo con paura, pensando a non sbagliare. Quando la testa ragiona così è peggio. Vuoi evitare gli errori e proprio per questo li commetti. Ho cambiato maglia e ho avuto qualche problemino fisico che ha compromesso la mia stagione, ora sono al 100%, posso giocare libero e dimostrare il mio valore», prosegue il numero 9.

Alzare l’asticella
Se in campo mostra sicurezza, con il piede che non trema mai nei momenti decisivi, nella vita di tutti i giorni è umile e gentile, come quando ci rende attenti che questo momento è destinato a finire. «Il mestiere dell’attaccante è strano. Oggi se mi arriva il pallone, in un modo o nell’altro è gol, ma non sarà sempre così. Sono momenti che vivono anche i bomber famosi. Rovesciando il concetto, ci sono partite in cui provi e riprovi ma la rete non arriva. Toccherà anche a me prima o poi. Speriamo poi... (ride, ndr.)».

David ci confessa che prima dell’inizio del campionato la squadra si è ritrovata per la famosa asta delle maglie, coi giocatori che si contendono i numeri più ambiti. All’interno dello spogliatoio, poi, ogni calciatore doveva porsi un obiettivo da perseguire nel corso del campionato. «Mi sono fissato un numero di gol, ho detto che in questa stagione ne avrei realizzati 20. Dopo 8 partite non sono lontano da questa soglia e quindi mi tocca alzare l’asticella. Dico 25, per rimanere con i piedi per terra, ma il sogno è 30».

Il trascinatore
Mister Dos Santos se lo gode e se lo coccola. L’Ascona ha abbracciato quest’anno la Seconda Interregionale, dopo la vittoria del campionato di Seconda. I sopracenerini si fecero preferire al Castello all’ultima giornata. I punti furono gli stessi, fu decisiva la classifica fair-play. L’impatto con il nuovo campionato, come dimostra la classifica, è stato ottimo. «Volevamo vivere un’annata tranquilla, per tanti era una novità, dunque non sapevamo cosa aspettarci», continua Stojanov. «Invece la compattezza del gruppo sta facendo la differenza. Siamo una famiglia che lotta per un obiettivo comune. Per il momento non ci facciamo troppi problemi, cerchiamo di vivere il campionato partita dopo partita. Allo stesso tempo, non vogliamo nasconderci: noi ci proveremo. Prima a raggiungere il Taverne e poi addirittura a superarlo». La convinzione di Stojanov è confermata dal solo punto che separa le due squadre, nonostante i gialloneri abbiano già fatto loro lo scontro diretto, un mese fa, con il risultato di 3-2 (e una rete per Stojanov).

Il nostro interlocutore è di origine macedone e in Ticino ha vestito anche la maglia del Makedonija, in Quarta. Nemmeno lui sa risponderci quando gli chiediamo quante reti realizzò nel penultimo livello del calcio ticinese. «Una cinquantina, forse il numero preciso è quarantanove».

Intanto la partita è finita. Tolto il gol, la sua non è stata la migliore delle gare, ma per un attaccante, ça va sans dire, conta segnare. «Non ero al meglio, per un piccolo problema fisico, ma volevo esserci. Il regalo me lo sono fatto!». E allora, auguri David, per i 30. Un numero che oltre all’età è diventato un obiettivo.

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