«La SFL ha superato ogni primato di scarsa lungimiranza»

Calcio

Intervista a Marco Degennaro, direttore generale del Sion, sulla gestione del coronavirus da parte della Swiss Football League

«La SFL ha superato ogni primato di scarsa lungimiranza»
Marco Degennaro. © Keystone/Alessandro Della Valle

«La SFL ha superato ogni primato di scarsa lungimiranza»

Marco Degennaro. © Keystone/Alessandro Della Valle

Neanche a farlo apposta, il caso Xamax ha coinvolto ancora il Sion, ovvero il club più critico nei confronti della Swiss Football League per quanto riguarda la gestione della pandemia. La sfida tra le due romande, prevista ieri sera, è stata rinviata ad oggi dopo un caso di contagio tra i giocatori del Neuchâtel. Abbiamo raccolto i pensieri di Marco Degennaro, direttore generale della società vallesana e fedele compagno di battaglia del presidente Christian Constantin.

Marco Degennaro, l’ultimo capitolo di questa vicenda ha portato al rinvio della vostra sfida in casa dello Xamax, riprogrammata per questa sera alle 18.15. Qual è stata la prima reazione in casa vallesana?

«Sempre la stessa, purtroppo, visto che le cose non cambiano e che non si impara mai dagli errori. Siamo di fronte ad una situazione surreale e mal gestita, ma non possiamo far altro che pagarne le conseguenze in termini organizzativi e di sicurezza. Per come la vediamo noi, proprio l’aspetto sanitario continua ad essere incomprensibile: la priorità deve essere la salute, non la conclusione del campionato».

Vi sentite soli in questa lotta?

«Sappiamo di non esserlo. Anche altri club, infatti, la pensano esattamente come noi. Chi organizza il torneo, però, la vede in un altro modo, con tutto ciò che ne consegue. Anche a livello di calendario: rinviando di 24 ore la sfida di Neuchâtel, infatti, avremo un effetto domino. Sabato, ad esempio, non potremo ospitare il Lugano come previsto. La partita si giocherà domenica pomeriggio, ma immagino che i bianconeri avessero già organizzato la loro trasferta a Sion e che ora debbano rivedere i piani. Insomma, i problemi riguardano tutti quanti e sono sicuro che i miei colleghi, in Ticino come in Svizzera interna, siano sorpresi quanto me, per non dire scioccati, da questo modo di gestire le cose».

Chirstian Constantin e Marco Degennaro in un’immagine del 2015. © CdT/Archivio
Chirstian Constantin e Marco Degennaro in un’immagine del 2015. © CdT/Archivio

Anche i giocatori hanno iniziato a manifestare disappunto. Su Twitter uno dei vostri elementi di punta, Pajtim Kasami, ha definito «scandaloso» e «insolente» l’atteggiamento della Lega. Percepite il disagio e il malessere dello spogliatoio?

«Altroché. Anzi, è molto più di una semplice percezione. Martedì sera, quando si è diffusa la notizia di un giocatore dello Xamax contagiato, la nostra squadra era già sul bus per raggiungere Neuchâtel: ebbene, i ragazzi volevano tornare indietro. L’idea di giocare in una situazione simile, di grande insicurezza, li mette in difficoltà. Tutti hanno famiglia, tutti incontrano amici e parenti. Mi ripeto: la priorità deve essere la salute. Se poi riusciamo anche a finire il campionato, bene, ma se non ci riusciamo pazienza».

La battaglia del Sion è iniziata già diversi mesi fa...

«Effettivamente la nostra posizione è chiara da tempo: una volta deciso di riprendere i campionati di Super e Challenge, bisognava prevedere dei test obbligatori per tutti, a cadenze regolari di 4-6 giorni, come del resto accade negli altri Paesi in cui si è ripreso a giocare a calcio. Questo ha un costo, sì, ma è un costo che la federazione, insieme ai club, può e deve assumersi per non mettere a repentaglio la salute. Il discorso puramente sportivo – titoli, coppe, retrocessioni e promozioni – arriva in un secondo tempo».

Pajtim Kasami del Sion non ha risparmiato critiche alla SFL. © Keystone/Bott
Pajtim Kasami del Sion non ha risparmiato critiche alla SFL. © Keystone/Bott

La regolarità sportiva del torneo è messa in discussione...

«Vedere una squadra in lotta per il titolo affrontare una formazione Under 21, come è accaduto martedì sera tra Basilea e Zurigo, è semplicemente ridicolo. Così come è ridicolo vedere dei veterani richiamati per disputare una gara del genere. Non lo dico contro questi giocatori, poveracci: hanno fatto sicuramente del loro meglio. È ridicolo per l’equità del campionato. Non si possono gestire le cose in questo modo: non abbiamo fatto i test, abbiamo un calendario che ci costringe a giocare quattro partite in otto giorni, lo Zurigo schiera la U21... I tifosi svizzeri non sono contenti, i nostri sponsor neppure. Non abbiamo entrate e non abbiamo ancora visto i soldi che la Lega ci ha promesso dopo un ‘‘accordo mirabolante’’ con la Confederazione. Che cosa resta dello spettacolo calcio? Una partita al giorno, così i nostri partner televisivi sono contenti».

Il rinvio di Xamax-Sion è stato deciso con la vostra squadra già a Neuchâtel. Cosa ha comportato questo spostamento?

«Tanto per cominciare abbiamo dovuto cambiare hotel, perché ovviamente avevamo prenotato una notte sola e per quella seguente non c’era più posto. Ieri, poi, la squadra si è dovuta allenare e abbiamo dovuto trovare una soluzione anche per questo, andando a cercare un campo. Per carità, sono dettagli organizzativi che si risolvono con qualche telefonata. Poteva capitare la stessa cosa in caso di una nevicata improvvisa durante la notte. Con una netta differenza: la neve può essere imprevedibile, ma il coronavirus no. Ormai lo conosciamo da più di quattro mesi e qualcosa sul suo tasso di contagio dovremmo averlo imparato. Sappiamo di essere tutti a rischio, anche nel nostro ambiente: ci si incrocia, ci si allena in trenta, si incontrano i dirigenti. Per questo ci vogliono i test. Non li abbiamo resi obbligatori ed ecco le conseguenze».

Dopo tanti anni da dirigente nel calcio svizzero, Marco Degennaro si aspettava una simile impreparazione da parte della Swiss Football League?

«Sinceramente no, sono sorpreso pure io. Non mi aspettavo che si potesse arrivare fino a questo punto. È il mio ventesimo anno nel calcio elvetico e qualche riunione l’ho fatta. Ne ho viste tante, come si suol dire. In questo caso, però, stiamo superando ogni precedente primato di scarsa lungimiranza».

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